Negli ultimi anni il turismo con animali domestici ha smesso di essere una nicchia per diventare un vero driver di scelta nella pianificazione del viaggio.
Secondo le più recenti stime di settore, oltre 540 milioni di ospiti nel mondo hanno viaggiato con il proprio amico a quattro zampe; più del 60% dei cosiddetti “pet parents” dichiara di scegliere la destinazione in base alla possibilità di portare con sé il proprio animale di compagnia, e TripAdvisor [3] certifica un’impennata del +260% nelle prenotazioni di alloggi pet-friendly [4] nell’ultimo anno.
Non si tratta di un semplice cambiamento comportamentale, ma di una trasformazione strutturale che sta ridefinendo la domanda turistica.
Eppure, nonostante la crescita del Pet Tourism, la maggior parte degli hotel che accettano animali si limita a mettere una ciotola d’acqua in camera e ad aggiungere una riga sul sito. Nessuna strategia, nessun posizionamento, nessun tentativo reale di intercettare questo segmento. Il risultato è un’opportunità rilevante che rimane in gran parte inespressa.
Un fenomeno globale
Il Pet Tourism è oggi uno dei segmenti più dinamici della travel economy, in crescita costante e distribuito su tutti i continenti: dal 78% dei proprietari che viaggiano con il proprio cane o gatto in Nord America, al 55-60% in Europa, fino al 50-68% tra Asia e Oceania.

Ma il dato più rilevante per le strutture ricettive non è la dimensione del mercato in sé, bensì il profilo economico della coppia ospite-animale. Chi va in vacanza con il proprio amico fedele:
- Sceglie la destinazione in base alla presenza di alberghi realmente accoglienti
- Spende in media il 25-40% in più rispetto all’ospite standard
- Viaggia per circa il 70% fuori stagione
- Soggiorna più a lungo e richiede servizi premium

Un’offerta ancora troppo superficiale
Nonostante l’espansione del mercato, molti hotel si fermano all’ammissione dei pet senza andare oltre. Niente offerta dedicata, niente servizi pensati su misura, niente comunicazione che li distingua davvero dalla concorrenza.
Il problema non riguarda solo il prodotto, ma il posizionamento. Queste strutture non presiedono i canali in cui la domanda pet-friendly si sviluppa e, di conseguenza, non vengono trovate da chi cerca attivamente un soggiorno con il proprio amico a quattro zampe. Un’opportunità che si perde ancora prima di iniziare.
Da struttura “che accetta animali” a hotel pet-inclusive
Il cambio di paradigma che le realtà più avanzate stanno adottando è chiaro: smettere di trattare l’animale come una variabile da gestire e iniziare a progettare l’esperienza intorno alla coppia ospite-pet. In pratica, questo significa agire su più leve.
- Prodotto – Non limitarsi alla semplice ammissione, ma costruire un’offerta concreta e riconoscibile: kit di benvenuto, indicazione di percorsi dedicati nelle vicinanze, possibilità di richiedere cibo specifico, spazi pensati per il comfort durante il soggiorno.
- Pricing – Chi viaggia con il proprio fedele compagno è disposto a spendere di più per una vacanza senza stress. Il mercato premia chi offre valore reale, non chi si limita ad abbassare le barriere all’ingresso.
- Comunicazione – Essere pet-friendly deve essere visibile, esplicito e ben articolato. Una sezione dedicata sul sito, contenuti mirati sui canali social, presenza su piattaforme e portali verticali specializzati.
Il ruolo delle piattaforme verticali
Uno degli elementi chiave per intercettare questa domanda è presidiare i canali giusti. Il viaggiatore con animali non cerca solo un alloggio, ma un ecosistema di servizi coerenti con le proprie esigenze.
In questo contesto emergono i marketplace verticali specializzati, che permettono di filtrare per livello reale di accoglienza e di confrontare strutture in base a criteri specifici.
Tra questi si distingue Bauking , il primo hub globale che integra in un unico ecosistema tutti i servizi per chi viaggia con animali domestici: hotel, trasporti, stabilimenti balneari, veterinari, documentazione e molto altro. Il portale sarà online da maggio e le strutture interessate possono già prendere contatto tramite la landing page ufficiale su bau-king.com [5].
La caratteristica che lo distingue dalle semplici liste di alberghi che accettano gli amici a quattro zampe è la certificazione del livello effettivo di accoglienza.
Per una struttura che ha investito in un posizionamento pet-inclusive, essere presente su una piattaforma come Bauking significa accedere a un segmento già profilato, altospendente e con un tasso di fidelizzazione significativamente superiore alla media.
Il Pet Tourism non è una tendenza passeggera, ma una trasformazione strutturale del modo dell’hospitality. I dati lo confermano, così come il cambiamento culturale che vede gli animali sempre più integrati nell’esperienza turistica.
Per gli hotel, la sfida non è decidere se accoglierli, ma come farlo in modo strategico. Chi saprà costruire un’offerta coerente, comunicarla in modo efficace e presidiare i canali giusti potrà intercettare una domanda in crescita e sviluppare un vantaggio competitivo duraturo.