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  • ottaviofebb
    Membro

    bè sono sincero non sono sicuro.che si possa fare a meno di expedia booking venere ..sicuramente expedia è la più esosa ma dà una visibilità importante quindi non so …certo sarebbe troppo bello eliminare queste spese ..ma siamo sicuri che otterremmo lo stesso risultato?..e poi vi dico se vi mandano gente questi portali..perchè lamentarsi?

    1. Cosa ne pensate delle condizioni di contratto degli intermediari?

    Dipende dal flusso prenotazioni/visibilità che mi danno.

    2. Che opinioni vi siete fatti su questa vicenda?

    vediamo come procede, quianto mai ardita, a meno che non sposti il fatturato di expedia su booking o su un altro intermediario.

    3. Quanto ritenete possibile rinunciare agli intermediari (on e off-line)?

    Ci sono strutture che possono vivere senza intermediari, queste sono le strutture di alta qualità percepita, passaparola, spontaneità degli utenti nella segnalazione online e cartaceo delle stesse.

    S.

    ValaraViaggi
    Membro

    Buonasera a tutti

    io sono un intermediario, anche chiamato agente di viaggio off-line, e leggendo alcuni commenti ed affermazioni fatte in questa pagina mi demoralizzo al punto di chiedermi perchè ho scelto questo lavoro.

    Io non vi capisco. Non capisco voi albergatori e non capisco questa smania di disintermediazione.

    11 settembre, crisi del settore, bassa stagione: tutti a piangere a causa di camere vuote quando magari sarebbe bastato dare il 10% alla piccola agenzia di provincia per instaurare un rapporto di collaborazione. COLLABORAZIONE: di questo si tratta. Lo volete capire o no? si parla di rilancio del turismo in Italia, di filiera del turismo organizzato, di fare sistema, di creare modelli di incoming. E la disintermediazione sarebbe la chiave per fare questo? Guardate oltre il vostro naso.

    Il lettore sopra scrive che è indispensabile (anzi, INDISPENSABILE) disintermediare per chi ha investito molto sull’immagine: ma bene! Nessuno vi obbliga ad accettare contratti capestro con Expedia e con i più grossi e sappiate che al contrario i più piccoli, fino alle singole agenzie di paese, non vi chiedono proprio nessun contratto se non una quota nettata al 10 o 12%. E non mi si venga a dire che la commissione all’agenzia è per voi un “costo”: questa bella moda delle forbici tariffarie, web rate, promo rate, pincopallo rate certo non vi costano molto di meno.

    Sveglia! nessuno vi impone i contratti: siete voi ad avere il coltello dalla parte del manico. Lavorate con i piccoli, che hanno piccole pretese, anzichè con i colossi che da che mondo è mondo in ogni settore fanno il bello e il cattivo tempo, nei vostri portafogli.

    Complimenti a Choice Hotel, almeno qualcuno se n’è accorto…

    Dario Bertoli

    Valara Viaggi Trino(VC)

    Credo anche io che sia tutto da guardare in prospettiva al numero di camere e alla tipologia di struttura e dalla location dove è ubicata.

    Va da se che riuscire a vendere senza intermediari sarebbe la condizione ideale per un albergatore ma non sempre questo è possibile.

    In un passato non molto lontano esistevano molte agenzie di Viaggio reali, quelle dove ci si recava per comprare un biglietto aereo e farsi consigliare l’albergo migliore. Queste agenzie sono state, almeno le più piccole, sostituite da “Agenzie Virtuali” perchè considerate troppo onerose dagli albergatori stessi (20% 30% andava a loro corrisposto) che hanno preferito i canali web che avevano del 5% se non ricordo male.

    Col passare del tempo quel 5% è arrivato anche a superare le commissioni pretese dalle “Vecchie” agenzie perchè i costi di gestione e di promozione anche per i “Nuovi” intermediari sono lievitati (ci sarebbero anche altri fattori ma per non dilungarmi mi fermo a questo più generico e significativo). Credo che la soluzione sia nella gestione oculata degli strumenti offerti da parte di chi si occupa della commercializzazione della struttura. Non c’è una soluzione buona per tutti, ogni singolo cosa va valutata e quello che può andare bene per una struttura potrebbe risultare poco conveniente per un altra. Gli albergatori accettino la sfida e tornino ad essere imprenditori del turismo creando un offerta sempre più appetibile e promuovendola nel modo che ritiene migliore.

    aldo
    Membro

    Hanno fatto benissimo a non firmare e a lamentarsi pubblicamente. Sostenere che nessuno ti costringe a firmare mi sembra un po’ una mancanza di argomenti, è evidente che se le agenzie di prenotazioni on line sono in condizioni di dettare legge e proporre condizioni capestro qualcosa non ha funzionato, è vero che la colpa è principalmente della impreparazione degli albergatori ma l’unico modo per cambiare è prendere coscienza degli errori commessi e non cedere in nessun modo ai ricatti. Quindi ben vengano esempi come questi, se per ipotesi tutti seguissero l’esempio Expedia dovrebbe chiudere. E poi ne riparliamo.

    InItalia.it
    Membro

    Salve,

    premetto che scrivo come CTO di InItalia.it, quindi un intermediario.

    A mio avviso la disintermediazione è un concetto interessante ma che cela qualche subdola verità: disintermediare non significa avere prenotazioni al proprio hotel a costo zero, significa solo non usare un intermediario.

    La disintermediazione infatti costa e chi la segue si accolla dei costi fissi di investimento (quindi rischi) con l’obiettivo di avere prenotazioni. Il rapporto tra ricavi e tali costi fissi è comunque una percentuale che può essere o meno inferiore a quelle richieste dalle OTA.

    Il mondo assolutamente senza intermediari non ha senso: nessuno di noi penserebbe di non usare i supermercati (intermediari) comprando direttamente alla fonte o di non usare i benzinai (andare direttamente in raffineria). Lo so, sono degli esempi estremi, ma che vogliono solo dire che gli intermediari fanno comunque un lavoro e creano dei marketplace con ingentissimi costi pubblicitari e di sviluppo.

    Il mio personale suggerimento è di usare sempre tanti canali, anche quelli diretti; non è mai utile lavorare solo con poche OTA perchè altrimenti si monopolizza il mercato e si corrono gravi rischi se questi poi a un certo punto chiedono alte commissioni (o altri vincoli). Non è neanche molto utile lavorare solo col proprio sito e sperare nei posizionamenti organici o ppc sui motori di ricerca; se il vento cambia e il sito non è più in grando di “riempire” l’hotel a quel punto rivolgersi agli intermediari (prima snobbati o a cui si è chiusa la porta in faccia) può essere molto costoso.

    Vorrei far poi notare che la reale % media fornita alle OTA è molto più basse di quel numeretto sul contratto: alle ota infatti non si paga nulla per le future prenotazioni dei clienti acquisiti, nè si paga nulla per tutti quei clienti che cercano l’hotel sui siti delle OTA (consultando review, mappe, prezzi etc) e poi prenotano sul sito diretto dell’hotel (o chiamano cercando il numero di telefono sugli elenchi online e non).

    Cosa penso della vicenda? nulla, ognuno è libero di scegliere i propri canali. Choice Hotels probabilmente prima o poi tornerà con Expedia, come ha fatto anche IHG, magari a condizioni migliori, chissà. Non posso sindare dicendo che il comportamento di Expedia è corretto o meno (anche perchè non è possibile giudicare sulla base di dati parziali forniti solo da una parte). Quello che è sicuro è che ogni OTA se chiede condizioni fuori mercato viene snobbata e perde market share e quindi gli hotel si rivolgeranno ad altre OTA più “competitive”.

    Essendo dentro questo mondo vi posso dire che non è assolutamente facile 🙂

    Buon lavoro a tutti,

    Tommaso Trani

    CTO http://www.initalia.it

    EverEver
    Membro

    Condivido il “quasi” tutto, monitorare la vericità delle recensioni, vietare le recensione anonime,ect ect…

    ma ritengo sia indispensabile poter replicare alle recensioni nei vari portali pubblicati,

    sia per ringraziare in caso di recensioni positive, sia per chiedere “umilmente e pubblicamente” scuse in caso di ns mancanze, e sia per replicare in caso di false o non esatte recensioni.

    Personalmente cosi facendo si darebbe il giusto valore alle recensioni,senza strumentalizzarle.

    Saluti

    Giuseppe Papagni

    Preg.mo sig. Aggiato,

    da che cosa si differenzia il portale Zoover, che lei gestisce, da Tripadvisor-Expedia?

    In attesa di risposta le porgo i più cordiali saluti

    Alla Dolce Vita

    in risposta a: Buzz marketing: attenti alla pubblicità occulta #18350

    Salve a tutte e tutti,

    Triribocchi e Sfarinelli…continuate ad adottare la teoria dei grandi numeri per una situazione contingente lontana anni luce da ciò che paventate.

    Per vostra informazione: questa teoria funziona quando è il caso ( NON MANIPOLATO ) a generare gli accadimenti … ma in questa fattispecie il grande fratello che tutto controlla e tutto filtra è Expedia-Tripadvisor.

    Mi auguro che un giorno possiate possedere e gestire una attività vostra che anonimi terzi diffamino …poi vediamo se continuerete a supportare questa favoletta….

    E’ facile fare i coraggiosi con il fegato degli altri… ( chiaramente la frase vera è altra, ma evito per decoro!)

    Cordialità

    Alla Dolce Vita

    Salve a tutte e tutti,

    prima di commentare ricordiamo che trivago è controllata da Venere che a sua volta è poroprietà di Expedia… quindi già questo fa scattare i “campanellini”…

    A quanto pare un italiano o tedesco su 4 si fa influenzare dalle recensioni … ma questo anche dopo che è scoppiata la bomba della totale inaffidabilità di ciò che pubblica tripadvisor? :- )

    Cordialità

    Alla Dolce Vita

    in risposta a: Guida al Social CRM per gli hotel #18348

    Buonasera a tutte e tutti,

    a circa un mese e mezzo di distanza dall’ultimo mio post, in cui ho invitato l’amministratore di Zoover a spiegarci in cosa si differenzia il portale che amministra, da Tripadvisor, dopo una “sparizione” temporanea del suo conto, riappare, in altre discussioni, ma non risponde alle domande postegli l’8 di Settembre in questa discussione.

    Visto che continua la sua opera di evangelizzazione del portale Zoover, avendo “rigenerato” la sua presenza su booking blog, lo invito nuovamente ad esprimersi in merito.

    Per il Sig. Conca: qualsiasi portale turistico che offre informazione con valore aggiunto, merita il premio del mercato e se saprà essere forte dove Expedia è debole, avere ottime possibilità di svilupparsi e divenire un punto di riferimento … questo si che fidelizzerebbe l’internauta!

    Per il Sig. CRT: Tripadvisor è oramai un colabrodo che presenta pericolosità non solo per gli alberghi diffamati, ma addirittura per quelli migliormente recensiti.

    Sta girando, oramai da svariati mesi, la notizia che ciò che è pubblicato su Tripadvisor è manipolato, falso e non corrispondente alla realtà facendo di tutta un’erba un fascio e colpendo anche quelle attività che lavorano onestamente e professionalmente.

    E questa notizia è in varie lingue e pubblicata su varie fonti indipendenti.

    Conseguenza: sarà proprio il potenziale viaggiatore che scremerà anche e soprattutto quelle strutture che hanno le migliori recensioni perché potenzialmente false ed autoreferenziali perché generate dal gestore stesso.

    Concordo con lei è il caos, ma … in questo marasma di informazione deformata, abusata, mistificata e violentata , sarà proprio l’internauta , seppur disorientato, portato a comparare più fonti con l’unico vantaggio più democratico, di riportare l’ago della bilancia un po’ più al centro e detronizzando Expedia e Tripadvisor dalla posizione di riferimento.

    Degrillis…se non riflettessi concedendo la buona fede alle sue parole, penserei che lei è un fan di Tripadvisor!

    Se si volesse veramente ed effettivamente smontare questa farsa di Expedia – Tripadvisor, l’ultima cosa da fare è continuare a dare importanze, generare contenuti autentici e interagire sui loro portali.

    La unica vera parola d’ordine è IGNORARLI in attesa che le azioni legali compiano il loro corso.

    Cordialità

    Alla Dolce Vita

    Buonasera a tutte e tutti,

    su questo articolo, prima di esprimermi, faccio una considerazione grafica per la redazione: ma se effettivamente si fosse voluta comunicare una foto imparziale, latrice dei due punti di vista opposti del Sig. Starkov e del Sig. Salerno, non sarebbe stato meglio proporre due volti con espressioni contrastanti…invece di due volti che sembrano comunicare accettazione e plauso per Expedia?

    Tanto per fare chiarezza anche per i meno esperti di acronimi in lingua inglese.. OTA sta per Online Travel Agent

    Per i gestori di strutture turistiche, le OTA sono soggetti apparsi e sviluppatisi con internet…. prima di loro c’erano gli intermediari classici: tour oprator, agenzie di viaggio,intermediari che si inserivano nella catena del valore fra il cliente e la prenotazione finale.

    Le OTA non sono nemici… ma è facile che lo diventino, nel momento in cui superino i limiti di accettabilità commerciale, decenza, trasparenza, e rispetto per la libera concorrenza : come sta facendo Expedia anche tramite Tripadvisor.

    Il confine OTA utile e OTA parassita, ed invadente, è identificato:

    A) dalla percentuale di intermediazione sulle prenotazioni andate a buon fine e

    B) dai termini e condizioni di vendita.

    Se un gruppo come Choice Hotels e si vocifera anche Best Western (!), hanno deciso di troncare i rapporti con Expedia, evidentemente i limiti sopra citati sono stati superati.

    Costo eccessivo per l’intermediazione, condizioni di vendita soffocanti con termini iniqui.

    Non c’è altro da dire.

    E’ inutile alzare un polverone per fare di tutta un’erba un fascio.

    E’ Expedia la pietra dello scandalo perché si è montata la testa: da semplice agente di viaggio vuole diventare gestore ( non proprietario ) delle strutture turistiche… lasciando il vero lavoro duro a chi fa questo mestiere con professionalità, impegno, amore e dedizione, e “sgargarozzandosi” il valore aggiunto scaturente dal ricco mercato turistico…

    Non mi stupirei se quei minus-habens del centro decisionale di Expedia abbiano pensato ad allargare la loro quota di profitto sottraendola a scapito di quella del gestore , ma lasciandola “congrua” per la copertura dei costi ed un profitto “accettabile”…per continuare l’attività!

    Un perfetto esempio di organismo parassita che vive succhiando la linfa vitale dall’ospitante, ma senza ucciderlo…. facendolo sopravvivere al minimo!

    Tripadvisor è l’arma di Expedia per evitare la disintermediazione e la conseguente libera concorrenza.

    Chi lavora bene e sfrutta internet, investendo nelle giuste azioni per rendersi indipendente, è il vero nemico delle OTA del male come Expedia.

    Per questo una diffamazione incontrollata, proprio su internet, costringe le strutture a legarsi ed essere avviluppate da questo parassita mastodonte di Expedia.

    E’ sufficiente riflettere sul meccanismo di Tripadvisor che pubblica notizie incontrollate e falsità.

    Ma se l’albergatore vuole “difendersi” deve iscriversi ed accettare le regole capestro scritte …indovinate da chi?!?!….si proprio da Expedia, che poi si fregia di portare flussi di prenotazioni attivi, tramite i motori di prenotazioni vari.

    Questa strategia ben congeniata e fraudolentemente dannosa sta iniziando a scricchiolare perché , come gli imperatori pazzi ubriachi di potere, stanno costringendo a condizioni inaccettabili, proprio i grandi gruppi alberghieri che versano fiumi di milioni di euro in provvigioni.

    Per il Sig. Salerno, che tanto annaspa nella difesa di Expedia, lo inviterei ad analizzare il funzionamento delle OTA di minori dimensioni e che hanno un rapporto vero ed egalitario con i gestori delle strutture turistiche e , finita la disamina, a paragonare i punti A e B rispetto ad Expedia.

    Per il Sig. Palingenius, lei si è affrettato a definire patetico, il comportamento del gruppo Choice Hotels senza entrare nel merito della decisione e, magari, tentando di leggere meglio le poche notizie trapelate, per fare un quadro della situazione più coerente.

    Concordo sul fatto che è, e dovrebbe essere, sempre un contratto firmato, il legame fra due soggetti che decidono di accettare termini e condizioni dello stesso…ma così non funziona per Expedia-Tripadvisor… allora la invito a riflettere prima di scrivere banalità.

    Concordo per ciò che scrive Enrico di turismo e consigli, riguardo alla possibilità per i piccoli di prescindere dalle OTA, ma … questo sarebbe più facile se Expedia non drogasse il mercato con il teatrino di Triapdvisor che mistifica la realtà e pilota le prenotazioni sfruttando la rinomanza di strutture ben posizionate sui motori di ricerca.

    Per Tiribocchi: tutta bella la favoletta che scrivi… peccato che soprattutto chi lavora bene è nel mirino di Tripadvisor che è l’arma di Expedia per evitare la disintermediazione alias… essere obbligati al rapporto con l’OTA negativa di Expedia.

    Concordo in pieno con Valara: non tutte le intermediazioni sono da rifuggire, anzi, ben vengano quelle che si possono ACCETTARE LIBERAMENTE, senza ricatti , imbrogli e manipolazioni.

    Con Locali di Autore mi unisco, invitando tutti i gestori di strutture turistiche a riprendere in mano il timone per tornare a veleggiare in mare aperto, accettando le sfide della libera concorrenza e scrollandosi di dosso tutti coloro che, in tempi di crisi, si avvicinano come salvatori e poi diventano parassiti ingordi ed insaziabili.

    Cordialità

    Alla Dolce Vita

    devo dire che si è aperta una discussione davvero interessante per tutti…

    quello che credo sia importante sottolineare è che le commissioni richieste dalle OTA rappresentano un costo uguale per tutti gli hotel, costo che di fatto paga chi prenota perchè implicito nel prezzo della camera.

    Inoltre mi sembra spesso sottovalutato il concetto di visibilità gratuita che offrono i portali maggiori, cioè quelli ben posizonati sui motori di ricerca. Oggi dinamica assai diffusa è che chi cerca un hotel fa la sua ricerca generica su Google quindi passa dai portali utilizzandoli come metamotori dove trova le informazioni più affidabili e coerenti: migliori tariffe in parity, recensioni degli utenti che effettivamente hanno soggiornato, servizi, distanze dai punti di interesse ecc. tutte informazioni vere ed affidabili.

    Dopodichè cercano il sito ufficiale utilizzando il brand name dell’hotel che vorrebbero prenotare per ottenere maggiori informazioni e se questo è in grado di trasferire al visitatore soddifazione e sicurezza, il gioco è fatto: prenotazione online diretta a costo Zero.

    Diversamente tornano sul portale per prenotare o più facilmente, delusi, cercano altro.

    Per questo mi sento di consigliare di spendere un pò di tempo per essere presenti sui portali maggiori con informazioni sempre attuali, foto di qualità, ovviamente un buon punteggio di qualità e una parity rate rigorosa. Altrettanto importante è il sito web che coerente nelle informazioni trovate precedentemente deve emozionare e persuadere il nostro prossimo cliente a prenotare.

    Se invece si pensa che i portali siano solo degli strozzini o dei soci sgraditi dei quali non se ne può fare a meno, faremo il gioco del nostro competitor che invece ha imparato a farseli amici.

    Concludo dicendo che conosco hotel che hanno ben compreso queste dinamiche e spesso si trovano al problema opposto: vendono troppo dal sito ufficiale e perdono visibilità/posizionamento sui portali perchè gli garantiscono meno vendite quindi loro malgrado devono “frenare” il loro sito.

    Bel problema comunque… lo vorrebbero avere tutti.

    in risposta a: Guida al Social CRM per gli hotel #18356
    ottaviofebb
    Membro

    faccio qyesta domada alla dolce vita

    quali sono secondo te i siti dove si scrivono recensioni vere? perchè se tripadvisor non è credibile booking non è credibile expedia non è credibile …insomma mi dici quale è credibile?..e quale è più visitato dai clienti? grazie

    ottavio

    angelmark
    Membro

    Credo che non sia giusto fare a meno della intermediazione,naturalmente ogni albergo ha la facolta di valutare un ventaglio di opportunita’ on web

    Ma poi noi tutti sappiamo che i numeri in questo settore fanno la differenza.Expedia in questo momento agisce come uno squalo divoratore,ma come si dice il mare e’ ampio e per tutti. Vorrei fare una riflessione su quello che potrebbe essere una una nuova opportunita’ di business per gli albergatori.Premetto di esser daccordo in parte con il cto di Initalia riguardo ai costi della promozione sul portale,ma bisogna anche tener conto ,che da Expedia ad oggi non vi e’ stato alcuna evoluzione sui sistemi di promozione,visualizzazione, prenotazione e ricerca degli alberghi.Possiamo dire che siamo tutti figli di Expedia. Questo puo considerarsi una lacuna in tema di business marketing,quindi sarebbe necessario creare nuovi canali e piu protagonismo nei confronti degli albergatori all interno di essi.Se l’intuito non mi ha tradito mesi fa ho avuto il privilegio di visionare un qualcosa che ritengo altamente innovativo per concetto, praticita’e minimalismo,la chiamerei la casa ideale per ogni hotel che decide di presentare la propria offerta completa e correlata.Ospite della Fondazione Paolo di Tarso a Roma ho potuto visionare in anteprima il progetto ITALIAEXCELSA.COM,vi consiglio di prendere contatto con loro.Tutte le info le troverete all interno del loro gruppo editoriale on line wwww.comunicareitalia.it

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