Abolizione della rate parity per gli hotel: il Parlamento italiano vota sì

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Questo argomento contiene 5 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  piccologabri 3 anni, 11 mesi fa.

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  • #24434

    sfarinel
    Amministratore del forum

    Dopo l’abolizione in Francia e le forti pressioni di Federalberghi, ieri è stato votato in Parlamento il Ddl Concorrenza per la “nullità delle clausol
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    #24435
    Riccardo Cocco
    Riccardo Cocco
    Partecipante

    Cosa succederà? Niente!

    Alcuni albergatori continueranno a vendere per conto loro a tariffe diverse, come già fanno oggi; alcune OTA continueranno a vendere not-ref il giorno stesso senza carta di credito.
    Altri invece, venderanno la propria immagine di consistenza proponendo la rate parity per loro scelta e non per imosizione altrui.

    In relazione alle dichiarazioni del Sig. Camilleri, ho due considerazioni:

    1) ha dichiarato che il 25% del totale fatturato é generato da booking, non da tutti i portali.

    2) basare una strategia distributiva lasciando che 1/4 del revenue contribution sia generato da un solo canale, beh, questo non mi farebbe dormire la notte!!! E sinceramente non lo dichiarerei alla stampa…..

    #24437

    bestholiday
    Partecipante

    In Francia la parity rate è stata abolita legalmente da 3 mesi.
    Da circa due mesi le Ota hanno recepito la legge in modo graduale. Inizialmente infatti si appellavano ancora alla Parity Rate, quando i loro sistemi allertavano i commerciali su strutture che proponevano direttamente prezzi diversi o DISPONIBILITA’ di camere meno care.
    Booking.com usa Price Match che ha prontamente acquisito anche per questo.
    Quando si fa Off Parity i commerciali di Booking.com inviano delle email sempre più cupe e tal tono catastrofico. Si parla in pratica prima della rimozione dei Quality Seals che caratterizzano gli hotel più performanti (i badge per capirci), poi della rimozione dal programma Genius (per chi ha aderito), poi di una graduale perdita del ranking.
    In pratica l’hotel rimane in Booking.com ma è relegato nelle ultime pagine.
    Il gruppo Expedia è ancora più specifico. Invia infatti una tabella di comparazione prezzi dove a differenze di tariffa equivalgono precise penalizzazioni di ranking.
    Anche qui si finisce in pratica nelle ultime posizioni ed in parecchi portali non si recupera il ranking facilmente.
    Il posizionamento a volte (vedi Hotels.com) rimane pessimo anche quando è l’utente a riordinare i risultati per prezzo o per distanza.
    Consigliare a hotel che lavorano molto con le Ota, di andare off parity, senza un’aggressivo piano di marketing (soprattutto sui meta motori) è alquanto destabilizzante.

    Inoltre , come in palestra, sui meta motori non basta iscriversi.

    Occorre entrare a riguardo del posizionamento, sulle gestione delle campagne ed in generale sulla gestione di questi potenti strumenti.
    Professionalmente questo mi ha portato a crescere in ambiti come il bidding strategy , il meta channel optimization dove si gareggia direttamente contro le Ota.
    Prima di scendere in gara occorre la dovuta preparazione !

    #24452
    Zeno Govoni
    Zeno Govoni
    Partecipante

    Cosa succederà? forse quello che sta avvenendo in Francia e cioè una perfetta parity rate per chi vuole ancora lavorare ad esempio con Booking.com ed essere tra le prime pagine (ho fatto una verifica oggi con Trivago su Parigi ed è incredibile quanti hotel siano in perfetta parity). Per il resto concordo con Riccardo Cocco. Certamente a Booking.com secondo me cambierà poco, verificherà meglio chi è in parity e lo premierà posizionandolo nelle prime posizioni. Semplicemente rivedranno il loro algoritmo e basta. Molto semplice. Secondo me la battaglia da fare era quella di una riduzione della commissione, non la parity rate. Lo sappiamo tutti che il canale delle OTA ci serve, ci piace e ci aiuta. Certamente va monitorato, deve avere un certo peso e non essere il primo canale. Quello che non ci piace è la commissione così alta. E forse anche su questa Booking.com e le altre OTA potrebbero fare leva per ottenere la parity…chissà. La sfida e il mercato diventano sempre più interessanti e stimolanti per nuove soluzioni, nuove idee.

    #24453
    giacomo bufalini
    giacomo bufalini
    Partecipante

    Dal mio punto di vista esiste un vincolo in meno e quindi più opportunità. Si tratta di saper cogliere quelle vantaggiose. Non ho mai vissuto come una vessazione l’obbligo della parity, però riconosco che non essere imbrigliati riequilibra i poteri decisionali aprendo nuovi e interessanti scenari in cui gli Hotel non saranno solo dei mezzi, ma anche degli strumenti….. e le ota potrebbero cominciare a prendersene cura …
    Ciao
    Giac

    #24457

    piccologabri
    Partecipante

    Magari questa legge darà un pò più di coraggio agli albergatori…ad applicare la rate parity, visto che spesso gli alberghi praticano prezzi + alti sul proprio sito che sulle ota.
    Personalmente avendo solo 11 camere nn l’applicavo già da 2 anni, e, si ero e sono penalizzato, sopratutto si dimenticano di passarmi alcune recensione alte di punteggio. Occhio che è un altra forma di ricatto che hanno.

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