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  • alessio
    Partecipante

    Uno degli aspetti più difficili del marketing di un hotel è trovare i giusti target. Possiamo cercare di accontentare tutti: famiglie, single, giovani, anziani, coppie, gruppi…ma la possibilità di successo aumenta drasticamente quando l’offerta dell’hotel si rivolge ad un gruppo specifico. Se progettiamo il sito per accontentare tutti, probabilmente non accontenteremo nessuno.
     
    È impossibile parlare a tutti i segmenti di clientela di un determinato mercato; qualsiasi sforzo in questo senso si traduce in un sito generico e poco efficace. Possiamo comunque orientare il sito dell’hotel ad un particolare target senza escludere gli altri. Vediamo come…


    ETH
    Membro

    Ciao questo è il mio 1° commento qui. Inizio con una news succosa:rnAvete notato che ora trai commenti di Tripadvisor si trovano anche quelli di Venere? Hanno come nick “Un viaggiatore di Venere.com” rnQuesta inclusione può portare stravolgimenti nella classifica… Controllate.rnA me è andata bene da 5° a 2°!rn 🙂


    filippo
    Membro

    L’utente Jean-Claude Pedone, ha giustamente sollevato il problema della bassa retribuzione del personale qualificato e professionale.rnOggi, tuttavia credo che “a monte”, da parte delle persone che cercano lavoro in hotel, manchi la cultura del lavoro, di andare a lavorare con entusiasmo e voglia di imparare qualcosa di nuovo. Difficilmente un lavoratore fa qualcosa in più – oltre a quello che gli spetta – fosse solo per la gioia di farlo per l’azienda per cui lavora. Ma non lo fa perchè si sente sottopagato.rnE’ come il cane che si morde la coda…


    Camila
    Membro

    Filippo ha perfettamente ragione. Quello che racconta è un meccanismo che però credo si possa aggirare. Se si nota che un dipendente del nostro hotel ha più voglia di fare rispetto ad altri, la situazione va premiata più frequentemente possibile. Non è detto che sia sempre un aumento di stipendio; sollevare il collaboratore da alcune mansioni che non vuole fare, incentivarlo alla formazione, fargli capire che viene apprezzato può essere un buon sostitutivo temporaneo. Senza chiaramente dimenticare che l’unica forma per fargli veramente capire che ci teniamo sono aumenti di stipendio, si tratta pur sempre di lavoro, e chi lavora meglio deve avere la certezza di guadagnare di più.


    jeanclaude
    Membro

    Filippo, come recita la saggezza popolare, “il pesce puzza dalla testa”…rnÈ verissimo che manca la cultura del lavoro – quando mi chiamano nelle scuole alberghiere a tenere corsi extra per le quarte e le quinte, vedessi quale umana desolazione…rnciascuno di noi tiene ad essere considerato / riconosciuto / apprezzato / ricompensato a vari livelli: umano, professionale, pubblico, privato.rnpremesso questo, oggi, purtroppo i direttori / gestori / proprietari ecc ecc vogliono – ciecamente -“spendere” poco. con i risultati lampanti che tutti sappiamo…


    filippo
    Membro

    jeanclaude, probabilmente è vero che i gestori vogliono pagare poco il personale, ma ho degli amici che hanno fatto selezione del personale e mi hanno raccontato che si presentano persone – anche alla prima esperienza – che con fare “spavaldo” domandano: “quanto guadagno al mese?”.rnE’ chiaro che il guadagno è molto importante, ma a pochi interessa veramente crescere ed evolversi professionalmente.rnPensi veramente che se io pagassi un dipendente il doppio della paga base, questo renderebbe il doppio e si prenderebbe a cuore la gestione quotidiana dell’attività, magari facendo anche soli 10 minuti di straordinario tanto per soddisfare una richiesta di un cliente arrivata all’ultimo momento?rnLa storia italiana – basta aprire un giornale o guardare la televisione – ci insegna tutto il contrario. Ragazzi di 15 anni, a cui nelle scuole viene insegnato di tutto fuorchè l’amore per il lavoro, la dedizione e il rispetto verso chi è sopra di te.rnVabbè, mi fermo…ma nessuno di voi ha visto circa 15 giorni fa su Rai 3 in documentario sulle vacanze, dove facevano vedere come in Spagna addestrano i nuovi manager nel settore turismo?


    Camila
    Membro

    Si può fare anche la domanda inversa.rnSe il dipendente rende il doppio e si prende a cuore la gestione quotidiana dell’attività, noi lo paghiamo il doppio della paga base?rnNon ne sono molto convinta.


    filippo
    Membro

    Innanzitutto bisognerebbe vedere se rende veramente il doppio….rnSe anche fosse così sicuramente avrebbe un incentivo sullo stipendio.rnTuttavia se leggi i miei post sono riferiti al fatto che non c’è cultura e orientamento al lavoro, e questo da ambo le parti (lavoratori e datori di lavoro).


    jeanclaude
    Membro

    hai perfettamente ragione, Filippo.rnla NOSTRA scuola alberghiera, da sinonimo di eccellenza, è diventata quella che si “frequenta perché si studia poco” (discorso tra due ragazzini quattro mesi fa in metro). sic transit gloria studiorum.rnper quello che riguarda il pagare poco, l’albergatore deve considerare che la sua azienda è composta da due – e soltanto due – fattori: 1) la struttura, da mantenere integra / efficiente il più a lungo possibile; 2) il personale. per una semplice ragione: no personale… ahi, ahi, ahi… no fatturato.rnrnDi conseguenza, il PRIMO DOVERE è quello di garantire la tranquillità e la serenità economiche delle persone che ci lavorano. non lo scrivo per buonismo o mecenatismo, ma per una sola precisa ragione: chi si sente TUTELATO, accettato, professionalmente UTILE e rispettato, emotivamente e materialmente coinvolto nell’andamento e nel destino dell’azienda, RICONOSCIUTO e premiato economicamente nella qualità del suo lavoro… si SENTE meglio, LAVORA meglio e con più gioia, RENDE di più; e, di conseguenza, ne guadagna l’azienda.rnti racconto un altro episodio reale: per andare al lavoro – e tornare a casa – passo davanti alla chiesa dei cappuccini vicino all’albergo; ebbene, ho VISTO UN COLLEGA IN CODA, per la distribuzione di qualche alimentare di prima necessità… un collega con vent’anni di professione alle spalle ed una famiglia da mantenere. no comment.

    in risposta a: La tua prima discussione #14777

    admin
    Amministratore del forum

    Primo Articolo! w00t.


    paola
    Membro

    Nel ristorante del vostro hotel, quante volte pensate di aver superato le aspettative dei clienti? Qualche volta? Raramente? Mai? Quante volte avete cenato personalmente in un ristorante che abbia superato le vostre aspettative?
     
    Cenare nella maggior parte dei ristoranti è un’esperienza del tutto prevedibile. I clienti, come minimo, si aspettano buon cibo e buon servizio a prezzi ragionevoli; perché non sorprenderli con qualche sorpresa extra?

    in risposta a: Trovare personale che sappia risolvere i problemi dei clienti #17065

    ottaviofebb
    Membro

    il problema vero credo sia che non ci sono margini di guadagno in quasi tutte le attività sia alberghiere sia ristoratori i costi sono raddoppiati e quando vorresti gratificare un tuo dipendente purtroppo non puoi.oggi in una azienda alberghiera alla fine del mese dividi gli utili con i tuoi dipendenti con la differenza che tu lavori 15 ore .rnottavio

    in risposta a: Trovare personale che sappia risolvere i problemi dei clienti #17066

    jeanclaude
    Membro

    Ottavio, ho due domande da porti:rnTU cosa fai per rinnovarti, ampliare la tua clientela ricercandola su altri mercati? che cosa offri di diverso rispetto alla concorrenza?rnin che condizioni è la tua struttura? forse è giunto il momento di ristrutturare, di cambiare i sanitari e l’arredamento. investi nella tua struttura, avrai nuovi argomenti per attirare clientela e recuperare gli abituali che hai perso perché si sono rivolti ad alberghi più nuovi – o meno malandati…

    in risposta a: Ci vediamo al TTG di Rimini? #14779

    Fiera TTG Incontri RiminiDopo il successo della BIT di Milano, dove abbiamo fatto conoscenza con moltissimi lettori di Booking Blog, speriamo di poterci di nuovo incontrare a Rimini dal 24 al 26 Ottobre 2008 in occasione del “TTG Incontri”, una delle più importanti fiere per l’industria del turismo, e un’occasione unica per conoscere in anticipo le novità del mercato.

    Ci auguriamo di potervi sorprendere piacevolmente con tutte le nuove funzionalità di Booking Blog, e di incontrare tanti albergatori in cerca di soluzioni per far crescere il canale diretto online.

    in risposta a: Hitler, Stalingrado e la cura del personale #14780

    sfarinel
    Amministratore del forum

     2 settimane fa abbiamo parlato dell’importanza del personale per la buona produttività dell’hotel, un tema che ha provocato molte discussioni. Navigando su Internet, ho avuto la fortuna di imbattermi in un articolo di Bill Marriott, presidente della ben nota catena alberghiera,  che sul suo blog personale “Marriott on the move” tratta l’argomento in modo sicuramente molto originale ma anche interessante. Vi riportiamo quindi il suo racconto, intitolato “Un libro che ho letto la scorsa estate”.

    “Dato che ho passato la mia adolescenza negli anni della Seconda Guerra Mondiale, sono sempre rimasto affascinato dalla storia della grande guerra. A quei tempi vivevo a Washington, ed assistevo  continuamente alle parate degli eroi di guerra che tornavano dal fonte.

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