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  • Riccardo CoccoRiccardo Cocco
    Partecipante

    @Palingenius:

    Scusa ma non riesco a comprendere se gestisci il tuo albergo per trarne profitto oppure no.

    Tu inviti ad investire in un albergo, nel caso avessi le capacità economiche per poterlo fare, vorrei che i soldi investiti fruttino il massimo e non solo un pochino.

    Quindi se mi trovo in un momento di bassa domanda non vedo dove sia il problema se mi affaccio a nuovi segmenti con potere di spesa inferiore che permettano alla mia struttura di lavorare 12 mesi l’anno senza chiudere (tra l’altro se resto aperto e guadagno, posso anche far lavorare il personale che altrimenti starebbe a casa…).

    Allo stesso modo dici che è opportuno comportarsi come molti albergatori di Roma (purtroppo non conosco la tua realtà quindi mi permetto di usare Roma come esempio) che prima del 11/09 avevano nel mercato USA il loro unico mercato, cadono le torri e che succede? Piangono che non hanno più clienti.

    Occorre diversificare il più possibile sia in termini di mercati di riferimento che di tipologia di cliente. Maggiore è il bacino da dove poter far confluire la clientela in base alle proprie esigenze più semplice sarà la gestione nel corto, medio e lungo termine.

    Perdonami ma dove sta scritto che se potessi aprire una struttura alberghiera devo prevedere che sia per forza un investimento a lungo termine? Ovvero con un ROI molto lontano nel tempo?

    Buon lavoro e buon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    palingenius
    Membro

    @Riccardo

    Ma tu hai presente quanto costa in termini di investimento un albergo e fatto un buon piano di rientro del capitale investito quanto tempo ci vuole? E nessuno ti garantisce che anche con un prezzo basso riesci a lavorare in bassa stagione. Se le spese sono piu’ elevate dei guadagni ti conviene comunque chiudere. Lascia perdere Roma e sposta l’esempio sulla Sardegna o altre location che hanno un flusso turistico ben determinato nel tempo. Vedrai che il prezzo non sposta un bel niente. Le spese sono in ogni caso troppo elevate! Perdonami ma non credo che a Roma il turismo sia basato solo sul mercato americano e chi si e’ rivolto solo a quello ha sbagliato fin dal principio. Sono d’accordo che diversificare il mercato e’ basilare ma vi sono location in cui non vi sono chance. L’assunto iniziale che un prezzo aggressivo genera domanda e’ sbagliato perche’ non e’ vero gia’ per principio e comunque non puo’ essere generalizzato. Che tu resti aperto e guadagni in periodi di bassa stagione e’ tutto da dimostrare. Nelle grandi citta’ gli alberghi non chiudono nella bassa stagione, non vivono solo di turismo leisure. Il discorso e’ ben diverso nei luoghi in cui si lavora solo d’estate o d’inverno. Saresti disposto a investire in localita’ del genere sulla base di questo assunto? E ripeto che non ti sto invitando a farlo a Roma! Vai in questi posti d’inverno. Sono dei deserti… il discorso potrebbe reggere forse dopo anni di tentativi ma chi ha la capacita’ economica per farlo in questo periodo di crisi? Si sta perdendo il senso del discorso iniziale e cioe’ che la tariffa puo’ generare “flusso” (quindi numeri considerevoli) anche in location poco attrative e addirittura indotto! Vai tu a chiedere ai ristoratori, alle discoteche, alle compagnie aeree etc. che vuoi tenere aperto in bassa stagione e che lo facciano anche loro… e con questa congiuntura economica in cui anche su quello che sembrava acquisito non puoi piu’ fare affidamento! I numeri di giugno e luglio e settembre non sono molto confortanti. Solo agosto ha tenuto! In questo discorso Roma non c’entra nulla. Dovete trasporlo in localita’ stagionali o con poco appeal e ragionarci su! L’hai ribadito anche tu che la domanda non si puo’ generare e io su questo sono perfettamente d’accordo.

    in risposta a: Revenue Management – come ottimizzare i ricavi dell’hotel #19608
    zaccatur
    Membro

    L’articolo è scritto molto bene e centra il suo obiettivo di spiegare l’argomento.rnrnDubito solo del passaggio:rn”[…]Contrariamente a quello che credono alcuni albergatori, le tariffe non dipendono dagli arredamenti, dal design o dai servizi dell’hotel. Le tariffe dell’hotel sono determinate unicamente dall’offerta, da quanto la gente sarà disposta a pagare per quelle camere. Ci sono hotel a Bologna che vendono per 100 € a notte camere che nel centro di Firenze costerebbero tranquillamente 300 €.rnLa domanda per l’occupazione fa la differenza. Una maggiore domanda permette tariffe più alte, semplicemente”.rnrnNON CREDO CHE LE TARIFFE DIPENDANO SOLO/ESCLUSIVAMENTE DALL’OFFERTA.. E’ UNA FRASE UN PO’ INCOMPLETA.. FORSE SI VOLEVA DIRE “OFFERTA PERCEPITA”? E POI, NELL’OFFERTA, RIENTRANO ECCOME I SERVIZI DELL’ALBERGO!!(METTI UN PULLMINO CHE PORTA I CLIENTI DALL’ALBERGO AL LIDO BALNEARE DISTANTE 2 KM, METTI SERVIZIO IN CAMERA…)rnrnSalut!

    in risposta a: Buzz marketing: attenti alla pubblicità occulta #18322

    Il buzz marketing è indubbiamente la forma più antica di pubblicità. Oggi con l’avento del web, ha assunto nuove forme anche se si tratta del tradizionale passaparola.

    Fa un pò sorridere il fatto che si debba “controllare” sempre tutto ad ogni costo.

    in risposta a: Buzz marketing: attenti alla pubblicità occulta #18323

    Partecipo in diversi forum online di informatica, video-editing e ciclismo ed in tutti i casi noto che ci sono le aziende che partecipano attivamente alle discussioni. Ci sono casi in cui le aziende appaiono in prima persona e rispondono direttamente ai clienti (senza sfociare in pubblicità e dire che il loro prodotto è meglio dell’altro) dando supporto all’utilizzo dei loro prodotti o delle novità in arrivo. In altri si nota chiaramente che dietro un nickname c’è una persona che fornisce istruzioni e raccomandazioni ad usare un prodotto piuttosto che un altro che è palesemente legato all’azienda produttrice.

    Nell’ambito turistico, per citare sempre il solito Tripadvisor, nel forum ci sono utenti che caldamente suggeriscono sempre le solite strutture, guide o ristoranti, mentre alle aziende non è consentito di postare risposte o commenti all’interno del forum.

    Il ruolo che giocano questi utenti, spesso classificati come esperti, può veramente far pendere l’ago della bilancia per un servizio piuttosto che un altro. Si nota spesso che come viene chiesto consiglio per una struttura, subito c’è il commento di quello pronto a dire “perchè quella??…prova quest’altra è meglio!!”.

    A mio avviso questo è un fenomeno che deve essere controllato.

    in risposta a: Buzz marketing: attenti alla pubblicità occulta #18328
    allevalli
    Membro

    Da un suggerimento prezioso da parte di un addetto di un’agenzia turistica inglese,carissima persona,mi ha suggerito prima dell’estate di togliere il link di tripadvisor e qualsiasi altra immagine che ne rimanda al social network ,dal mio sito personale.

    Ho seguito il suo consiglio alla lettera ed ho iniziato ad avere dei sospetti molto reali sù questo network.

    Ci sono le prove che i commenti ( almeno un paio che ho controllato ai miei concorrenti) sono falsi! i commenti rilasciati oggi per soggiorni di vecchia data e con foto che non corrispondono alla realtà.

    Il problema è anche delle web agenzy che creano siti web ed hanno anche portali turistici,come si fà a conciliare la serietà di un lavoro ben fatto che gli viene commissionato senza farsi venire il dubbio che mirano solo a portare visibilità ai loro portali?

    negli ultimi 3 anni me ne sono imbattuta in 4 in 3 province toscane,ti fanno un preventivo per il sito,ti suggeriscono l’indicizzazione tramite una loro doorway page dai loro portali,e sei bell’è chè fritto.

    Esiste qualcuno che faccia il proprio lavoro e sia anche poi lodato da chi lo ha commissionato per il risultato ottenuto?

    Oramai i siti sono troppi e troppo vecchi ,non siamo al passo con i tempi.

    E poi che dire sugli expert di tripadvisor che suggeriscono sui forum?

    Basta andare sul forum tuscany e vederne delle belle,rispondono i soliti per suggerire solo l’hotel Davanzati,oppure Hotel la Vedetta,ma la cosa più bella è stato leggere sù tripadvisor quale struttura si trova al 5° posto mondiale come miglior Hotel.

    Per Riccardo Frasassi:perchè quella??…prova quest’altra è meglio!!”.

    A mio avviso questo è un fenomeno che deve essere controllato.

    Ebbene l’ho controllato,ho invitato un expert nella mia struttura ,mi e sembrato molto gentile,ed anche Lui ha una casa a Firenze cerca di suggerire ( in privato) a chi chiede ( where to stay?)

    Poi conosco anche un’altra persona che promuove solo un sito di una sua amica che si occupa di ville.

    Il fenomeno si può controllare .

    in risposta a: Buzz marketing: attenti alla pubblicità occulta #18327
    palingenius
    Membro

    Sono convinto anche io che e’ piu’ corretto che chi fa pubblicita’ in questa maniera lo deve fare in maniera trasparente e limpida senza questi sotterfugi da carbonari… riguardo ai codici di autocontrollo mi lasciano un po’ perplesso… quando c’e’ il business si sa bene che fine fanno i codici etici etc. La pubblicita’ occulta e’ un reato pertanto vale per tutti non solo per i soliti fessi che rispettano le regole!

    in risposta a: Buzz marketing: attenti alla pubblicità occulta #18326

    Nella fase di progettazione del nostro social network abbiamo considerato questi aspetti. La soluzione a nostro avviso è di abilitare le persone a dare un giudizio ad un consiglio fornito. Nel esempio presentato da riccardofracassi, se il nick occultato promuove un prodotto o un servizio scadente, rischia non solo di danneggiare in definitiva l’azienda che lo produce o l’eroga ma di discreditarsi come opinion leader. Invece l’azienda che fornisci contenuti utili, potenzialmente può fare accrescere la propria web reputation.

    in risposta a: Recensioni Yahoo! #18324

    Sinceramente non ti so aiutare. Non tutti i portali permettono alle strutture di fornire risposta ai commenti lasciati dai clienti e Travelocity (che mi pare sia quello foraggia Yahoo) è uno di questi. Prova a sentire il tuo mkt manager di Lastminute/Travelocity se ha maggiori aggiornamenti.

    Riccardo CoccoRiccardo Cocco
    Partecipante

    @ Palingenius:

    Q: E nessuno ti garantisce che anche con un prezzo basso riesci a lavorare in bassa stagione.

    A: Su Roma funziona, ma è ovvio che Roma è un discorso a se stante.

    Q:Perdonami ma non credo che a Roma il turismo sia basato solo sul mercato americano e chi si e’ rivolto solo a quello ha sbagliato fin dal principio.

    A: Non ho detto questo, c’è un fraintendimento. Ho detto che alcuni albergatori hanno basato il loro business solo sul mercato Americano e dopo l’11 settembre erano ovviamente disperati.

    Q:Sono d’accordo che diversificare il mercato e’ basilare ma vi sono location in cui non vi sono chance.

    A: Di natura sono positivo e, come si dice a Roma: chi non risica non rosica, ovvero se non provi non saprai mai se saresti riuscito. Ho personalmente assistito ad una prova di destagionalizzazione della Costa Smeralda e da 4 mesi si è riusciti nel 1992 a portare la stagione a 6/8 mesi, poi con lo smembramento delle attività dell’Aga Kahn è tutto morto. Qualcuno forse ricorda i tentativi di inserimento della Costa Smeralda nel circuito di Formula1 con i test effettuati a Settemrbe del 1992.

    Q:L’assunto iniziale che un prezzo aggressivo genera domanda e’ sbagliato perche’ non e’ vero gia’ per principio e comunque non puo’ essere generalizzato.

    A: Con me sfondi una porta aperta, non sono io a sostenere questo.

    Q:Che tu resti aperto e guadagni in periodi di bassa stagione e’ tutto da dimostrare.

    A: E’ da dimostrare anche il contrario. Come già detto in precedenti interventi non è la tariffa a generare/spostare/solelcitare la domanda, ma si tratta della destinazione che potrebbe e dico potrebbe agire in questo senso.

    Q:Dovete trasporlo in localita’ stagionali o con poco appeal

    A: Concordo con te e non so se hai avuto modo di leggere il mio intervento sull’esempio di Torvajanica. Allora se mi trovassi in questa situazione, mi muoverei forse nei confronti del potere locale in modo da generare interesse per la destinazione e quindi per l’indotto.

    Buono lavoro e buon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    palingenius
    Membro

    @Riccardo

    Io ho vissuto un’esperienza in prima in questo senso proprio l’anno scorso e posso testimoniare che e’ una cosa molto difficile, fermo restando che la localita’ fuori stagione aveva molto poco appeal e ti ribadisco che se non concerti la questione con il potere locale (ma non solo) spendi tempo e risorse inutilmente. Ulteriore difficolta’: il potere locale (anche ad un livello piu’ elevato) in questo luogo era di un’ignoranza tale che comunque ti fa passare tutti gli stimoli in questo senso e presumo si possa generalizzare in molte location.

    Per linea teorica penso anch’io che sia possibile ma devi trovare un ambiente adatto, ci vuole il suo tempo, e la tariffa e’ proprio l’ultimo dei problemi. Ancora una considerazione: logicamente in locaton del genere devi rivolgerti ad altri segmenti visto che il leisure fuori stagione non ha molto mercato: ebbene vista la magra di quest’anno nel business e nel congress e’ proprio dura! Da questo punto vista l’anno scorso aveva funzionato discretamente, quest’anno da quello che mi hanno riferito proprio no. Purtroppo la ciclita’ nel turismo non permette una pianificazione in questo senso e credo comunque che siano poche le localita’ a poterci riuscire ma ripeto che il prezzo comunque non e’ certamente il fattore discriminante!

    palingenius
    Membro

    @Riccardo

    Io ti parlo comunque per esperienza personale in quanto l’anno scorso abbiamo provato ad impostare un discorso del generale in una localita’ con poco appeal fuori stagione: per prima cosa il sostegno da parte del potere locale e’ stato nullo per totale ignoranza e sordita’ da parte di queste autorita’, quindi non credere sia un discorso facile da fare da sotto punto di vista. Non posso negare che da qualche parte ci possa essere un’autorita’ che sia disposta a fornire un sostegno ma ricordati che nella maggior parte dei casi ed indifferentemente dall’orientamento politico questi non fanno mai niente per niente e secondo me e’ meglio non averci a che fare perche’ alla fine ci rimetti soltanto. Purtroppo la realta’ con cui ti scontri e’ questa e bisogna avere le idee molto chiare in proposito in quanto il capitale ed il tempo investito e’ tuo e nessuno te lo restituira’ se le cose non vanno come dovrebbero.

    Inoltre fuori stagione il mercato leisure e’ praticamente inesistente pertanto comunque avevamo ottenuto discreti risultati nel business e congress: pero’ era il 2008, quest’anno per questi 2 segmenti e’ stato veramente un anno orribile per cui comunque vista questa rapida ciclita’ e’ difficile anche pianificare in questo senso. Da quello che mi hanno raccontato quest’anno e’ andata male nonostante dei prezzi molto competitivi, per cui e’ anche molto difficile consolidare i risultati nel tempo.

    Per cui il prezzo in casi del genere non e’ proprio un fattore determinante.

    Riccardo CoccoRiccardo Cocco
    Partecipante

    @palingenius:

    Il mio mi muoverei forse verso il potere locale era ipotetico in quanto so che è più facile che nevichi ad Agosto in Sardegna piuttosto che qualcuno si muova. Del resto è quello che è accaduto a Torvajanica. Pensa, per anni e anni a piangere perchè dovevano trovare un sistema di rilancio del litorale ma ad ogni iniziativa partivano da questa o quella parte politica (non importa il colore) ostacoli.

    Anche per lo Zoomarine, questi arrivano, comprano terreni, investono milioni fanno un piano di crescita decennale, creano posti di lavoro ed i fantomatici verdolini mettono i bastoni tra le ruote. Si sono mossi contro il maltrattamento degli animali cosa che ti assicuro non avviene, anzi il contrario. E rimandano l’apertura per 2 anni. Ma ci sono o non ci sono interessi dietro?

    Sul leisure la destagionalizzazione diventa molto difficile, a meno che i mercati di riferimento non siano legati solo a provenienza italiana. Allora potresti essere leggermente più facilitato (sempre con tonnellate di sudore dalla fronte….).

    Il Business e Congress potrebbe essere leggermente più semplice rispetto al precedente in quanto in alcuni casi la differenza la fai tu e non per forza la destinazione. Quindi se hai e dai un prodotto di appeal potresti essere di più interesse per i PCO e le Aziende.

    Il prezzo non serve per destagionalizzare e/o creare domanda. Il prezzo serve solo ed esclusivamente per deviare i flussi di domanda già esistenti.

    Buon lavoro e buon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    in risposta a: Buzz marketing: attenti alla pubblicità occulta #18332

    Un articolo/commento/post può essere vero , falso o VEROSIMILE.

    Quindi se un utente genera un contenuto verosimile, può farlo passare in un blog, in un commento dappertutto.

    Da che mondo e mondo gli opinion leader e i personaggi famosi godono di regali da parte delle aziende per veicolare immagine positiva sui loro prodotti, calciatori che indossano vestiti firmati regalati, solo per farli vedere in giro, ma è una possibilità di accusa?

    La sopravvisuta alle torri gemelle che poi si è scoperto fosse essere una persona che neanche era presente nelle torri, ha dato forza ad alcune speranze, coraggio ad alcune persone, poi quando si è scoperto che era falso..era forse meglio non sapere la verita? o era meglio che anche la bugia non esistesse?

    E’ giusto che un cliente generi un contenuto spropositamente negativo, oltre l’eccesso? E’ sbagliato che una web company generi contenuto verosimile tendenzionalmente positivo su una struttura?

    E’ giusto che in un mercato dove alcuni giocano a regole sporche si giochi puliti?

    Comunque vada la storia sul web le bugie hanno le gambe corte,

    anche se chiunque pulò inventare del positivo, nessuno può imbavagliare il negativo e quindi lìimmagine globale di una struttura si riequilibra.

    S.

    Aggiungo che dobbiamo sempre essere presenti al concetto di “INFORMATION OVERLOAD”, quindi al di la di noi presenti nella realtà di questo blog, ben informatizzati, immaginiamo che ci sono ancora molte, moltissime persone che preferiscono avere una bella GUIDA CARTACEA per sapere dove andare a mangiare e cosa vedere in un determinato, posto, avendo come garante un “ESPERTO”,

    spesso non è facile, anche se guidata da aggregazioni di categorie con facile lettura, e strumenti di comparazione semplici, andare a interpretare la qualità delle informazioni presenti sul web: su una guida cartacea leggo semplicemente “questo ristorante è buono e si mangia bene” e mi basta, poichè non ho tempo da spendere per analizzare se il tiramisù è buono e la carbonara meno, questo è il cliente che cerca meno informazione,ma sempre di qualità, che comunque soddisfa i suoi bisogni, come è in una GUIDA TURISTICA.

    S.

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