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  • Io rapporto il revenue al semplice concetto di domanda e offerta, dove c’è molta domanda di un bene e poca offerta il prezzo sale, viceversa, l’inverso.

    Mi sembra un modello estremamente razionale, quasi matematico, si basa sui numeri e permette quindi di ragionare con i numeri.

    Il punto è che partendo da alcune tecniche di base le sue sfaccettature sono molteplici e soggettive e poichè si studia un oggetto in DIVENIRE, all’interno di un sistema complesso, sul quale incidono molte variabili esterne, ed interne, è difficile andare a dire “è oggettivamente corretto vendere ora questa camera a 40 euro perchè domani a 41 non la vendo”, in realtà è nel momento stesso dellìapplicazione del tentativo che andiamo a cambiare il sistema e quindi non è più la realtà di pochi secondi prima, di sicuro oggi non potrò dire a nessuno con certezza se la camera venduta ieri per ieri a 40 euro è stata una mossa buona o no.

    Sicuramente posso col senno di poi analizzare i “RPO” rifiuti per occupazione o le camere vuote che ho invendute e dire se ho venduto troppo troppo prima(nesting) oppure no, è un po come arrivare a un semaforo giallo in moto, devi capire quando spalancare il gas, e quando frenare, cercando di sviscerare il ritmo della tua struttura in quel mercato, che ti porta vendere al meglio ogni stanza.

    Secondo me se continuiamo a guardare il generale con dettagli al particolare, mancando altri dettagli che dettagli non sono ci incartiamo e basta, facciamo una mega tavola rotonda, vi invito a roma casa mia e ne chiacchieriamo tutti insieme? Ve va?

    S.

    rita
    Membro

    Buongiorno a tutti,

    Anto, vorrei chiederti, se una volta criticato e demolito il Revenue come possibile strumento di reddittività da applicare ed adattare al settore alberghiero, hai speso altrettanto tempo per definire una strategia alternativa da sottoporci e che magari hai sperimentato..

    caterinacaterina
    Membro

    Anto,

    ma lei ci gode ad essere così scortese?.. io sono mesi che leggo questo blog e non posso che rimanere meravigliata della sua maleducazione e soprattutto della sua incapacità di discutere “civilmente” con gli altri.

    Credo che un bravo albergatore dovrebbe distinguersi per cortesia, gentilezza e capacità di ascoltare…

    allora si che la sua attività andrà a gonfie vele!

    Michelangelo
    Membro

    Per Aldo e Anto444

    il problema è che le patatine in hotel si fanno pagare più della camera ahahah! Cos’è ci vogliamo rientrare dei costi del mutuo con uvette e gazzose? Ahahah…

    Tornando seri (ma purtroppo non era una battuta), trovo l’articolo molto intelligente. Il concetto di “costo sommerso” è applicato tutti i giorni in diversi campi commerciali ed il maldestro tentativo (talvolta efficace) di sparare prezzi fuori dal mondo nei frigobar nè è la prova implicita.

    Come certamente saprete il “costo sommerso” in Economia e Gestione Aziendale, nient’altro è che un costo pregresso, già pagato e non modificabile. In modo virtuale questa strategia viene applicata in campo commerciale: il costo non modificabile è inconsicamente quello che si è disposti a pagare, un costo che abbiamo dato per scontato che spenderemo. Inconsapevolmente per noi la “spesa reale” diventa solo quella aggiuntiva. Forse non ve ne siete accorti ma succede ogni volta che da McDonald’s comprate il menu invece che panino e coca.

    Nel nostro caso il costo sommerso è rappresentato dalla spesa che il cliente ha già metabolizzato per la camera.

    Quello che è evidente è che le cose vanno sapute fare. Non si può applicare questa regola indiscriminatamente, così come nel RM, bisogna avere la capacità di vendere al massimo a chi è disposto a pagare e viceversa fare un’offerta più accativante a chi non lo è.

    M.

    in risposta a: Commenti agli articoli di Booking Blog #14979
    sfarinel
    Amministratore del forum

    leggi l’articolo completo...Appena tornato da un viaggio in Nord America, non ho potuto fare a meno di notare l’enorme divario che divide l’Italia dall’estero, relativamente alla qualità dei servizi e al trattamento del cliente.

    Un divario che per l’Italia si traduce in una preoccupante perdita di competitività e che, a mio parere, porterà inevitabilmente ad un calo consistente del turismo in un futuro non troppo lontano, almeno che non prendiamo subito dei provvedimenti cambiando il nostro modo di lavorare.
     

    Mi dispiace per la tua disavventura, ma non mi sembra il caso di generalizzare nel denigrare l’offerta turistica italiana. C’è sicuramente da stare all’occhio e migliorarsi sempre, ma non siamo messi così male. Mi piace viaggiare, ma come si sto bene in Italia, non sto da nessuna parte.

    Per quanto riguarda il trasporto aereo, ti assicuro che altre compagnie non sono da meno!

    Ho viaggiato in business class con Airfrance da parigi a tokyo e gli assistenti di volo erano a dir poco indisponenti! Durante il volo di andata invece mi sono sentito davvero coccolato. Il servizio e fatto di persone ed ognuna può agire diversamente in base alle situazioni ed i momenti.

    Dalla mia personale statistica dei clienti che arrivano in hotel con il bagaglio perso, il 40% è stato smarrito a parigi, il 20% a francoforte…e poi gli altri aeroporti. Consolati!

    Comunque poi scrivere la tua recensione su questo sito: http://www.flatseats.com/

    Cambio favorevole a parte, dubito fortemente che tu abbia trovato hotels decorosi a €49 B&B in Nord america. Così come sono certo che tu abbia dovuto lasciare il 20% di mancia su ogni consumazione in bar e ristorante; il cliente prima di tutto, ma perchè lascia la mancia!! e poi nonostante questo non è nennemo sempre così! Qualunque passo tu compi negli states c’è una fee da pagare; la parola “gratis” è abbastanza rara!

    Comunque sono contento tu abbia fatto buone vacanze.

    in risposta a: Commenti agli articoli di Booking Blog #14981

    leggi l’articolo completo...Sapete che secondo Google, 2 ricerche su 10 avvengono per immagini? Un dato significativo, specialmente se riferito a un settore, quello alberghiero, dove le foto dell’hotel (soprattutto quelle delle camere) e della location, la loro ricchezza e varietà, contano davvero tanto nel processo decisionale dell’utente.

    Oggi, per promuovere il proprio hotel attraverso le immagini, è possibile usare Flickr.

    rita
    Membro

    Cara Caterina,

    sono pienamente daccordo con il tuo sfogo, c’è troppa critica acre e poca volontà di trovare una soluzione nelle parole di Anto concentrato e leito del fallimento delle compagnie aeere; almeno la maggior parte di noi vedo che sta tentando nuove strade impegnandosi nella propria formazione, studiando ( negli ultimi anni ho dovuto studiare tanti libri, informarmi almeno sapere che cosè significa REVPAR; CostPart, analisi dei costi, web..e chi più ne ha più ne metta).. finalmente anche in in Italia o meglio io posso parlare di Roma, chi lavora in hotel, anche al front office non è più solo chi da la chiave e dice buongiorno, e tutti nel proprio ruolo sembra abbiano una grande voglia di conoscere, specializzarsi, sperimentare nuove tecniche.. siamo fortunati che il nostro mestiere, perchè tale lo ritengo, ci permetta ancora di utilizzare tanta creatività, intuito, passione per ottere dei risultati.. certo è che se alla base non c’è cortesia, apertura ad ascoltare, beh non ti salva nè il Revenue nè altro…

    Ciao Riccardo,

    la mia opinione è che sicuramente l’Italia può e deve migliorare sotto molti punti di vista la qualità dei suoi servizi, soprattutto se pensiamo che il primo approccio del nostro paese con gli stranieri, sono proprio i nostri pessimi aereoporti (Fiumicino in primis).

    Io stesso ho avuto nel mio albergo decine e decine di clienti stranieri, arrivati da Fiumicino senza bagaglio, ai quali purtroppo la vacanza era stata rovinata in partenza.

    Per non parlare poi degli autogol che facciamo a livello internazionale e che ci mettono ulteriormente in cattiva luce, come nel caso dei giapponesini truffati al ristorante di Roma, o della disavventura capitata ad una passeggera dell’aereoporto Bari, alla quale Easyjet voleva far pagare un biglietto raddoppiato per via della sua obesità.

    L’immagine è importantissima per attrarre turisti e noi ultimamente stiamo facendo di tutto per danneggiarci con le nostre mani.

    Penso invece che l’ospitalità negli hotel sia ottima, il livello medio degli albergatori in Italia è sicuramente superiore rispetto a molte altre nazioni dove sono stato in vacanza, quindi credo che da questo punto di vista non c’è da lamentarsi, anzi.

    L’Italia è una nazione meravigliosa, dal punto di vista turistico dovremmo essere i leader indiscussi nel mondo, ma al momento non siamo ancora in grado di sfruttare il potenziale a nostra disposizione.

    Buongiorno Rita e Caterina,

    sebbene anch’io in passato abbia avuto a ridire sulle modalità “aggressive” di Anto ed avuto opinioni divergenti per quanto riguarda le OLTA, ultimamente mi è sembrato avere un approccio molto più corretto e per nulla offensivo, magari semplicemente un po’ ironico.

    Ad ogni modo, ben venga un parere contradditorio come il suo; sempre ben argomentato e non semplicemente polemico tous court. Mi sembra che porti sempre delle alternative alla vendita al ribasso a 50€, che anche a mio avviso non porta a nulla di buono alla lunga. A buona ragione cita sempre le compagnie aeree, in quanto le prime ad applicare yeld e le prime che sono saltate. Oltretutto mi sembra di leggere che Ryanair sia il modello da seguire per diversi utenti di questo forum. Anche se ryanair ottiene un margine di 10€ su ogni posto occupato, giornalmente fa volare 150 pax su 100 voli (dato assolutamente sparato a caso senza alcuna certezza); è l’equivalente di un hotel di 15000 stanze. Purtroppo mi sembra di capire che nessuno ha così tante camere da vendere giornalmente. Un hotel di sole 25 camere quante ne dovrebbe vendere al costo marginale per garantirsi la sopravvivenza? Se poi si applica la rate parity, i famosi 50€ diventano €34 se si vende tramite una OLTA Merchant!!!

    Gira a rigira gli argomenti che destano interesse sono tripadvisor ed il ribasso di prezzi; bene io ho deciso da tempo di non intervenire più su quest’ultimo argomento perchè quello che avevo da dire l’ho detto e non è mia intenzione convincere nessuno, ne ripetermi. Per fortuna che c’è Anto che anima e desta interesse a questo argomento: io lo leggo molto volentieri.

    Faccio anche i miei complimenti anche a Stefano (che ho avuto il piacere di conoscere personalmente) per le sue argomentazioni ed abilità. Mi permetto comunque di dirti che purtroppo i mercati in italia non sono tutti come il centro di roma dove i turisti sono disposti a pagare i 3 stelle 300€ per belli curati e gentili che siano. Questo credo sia un dato di fatto.

    Buon lavoro a tutti

    Anto4444
    Membro

    C’è tanta carne al fuoco, cercherò di essere esauriente a tutti gli interventi che si riferivano ai miei.

    Intanto Stefano sul bicchiere d’acqua nel deserto:

    Vedi probabilmente il bicchiere d’acqua sarei disposto a pagarlo + infinito, ma l’esempio è fallace. Innanzitutto dobbiamo sempre tenere in mente che il nostro è un “servizio di utilità pubblica”, non possiamo approfittare dei turisti che vogliono visitare la nostra località durante un evento importante come può essere la champions league come dicevi (sparando 700 euro per la camera che ieri costava 50). Quindi parola chiave servizio pubblico. Per la tavola rotonda, l’abbiamo già fatta.. virtuale! 🙂

    Poi Stefano introduco un ragionamento nuovo in riferimento alla tua passione per l’equazione domanda e offerta.

    Come in tutti i teoremi si parte dall’ipotesi: l’offerta di camere di Venezia (per non dire sempre Roma) supera, in media, la domanda di camere da parte dei turisti.

    Quindi c’è sempre un eccesso di offerta.

    Per saturare la capacità produttiva degli hotel (come vuole Mr RM) di Venezia quindi non c’è altra via che abbassare abbassare e riabbassare i prezzi delle camere. Si abbassa finchè non si sarà riusciti a portare via tutti i clienti da Mestre e portarli in centro di Venezia. Perchè, come ti sei accorto anche te, non si crea un fico secco. Si sposta.

    Ora le conclusioni sugli hotel di “Mestre” sono:

    tanti hotel saranno costretti a chiudere altri venderanno, altri cambieranno mestiere, forse solo l’hotel davanti alla stazione potrà sopravvivere facendo prezzi stracciati e offrendo un servizio stracciato.

    Le conclusione sugli hotel di “Venezia” centro sono:

    poco a poco gli hotel in posizioni non strategiche chiuderanno a partire dagli hotel 2 o 3 stelle, soppravviveranno solo quelli vicini piazza san marco e solo quelli a 4 o 5 stelle. Solo cosi è plausibile raggiungere la piena occupazione come il bon vecchio RM insegna.

    Togli di mezzo tanti hotel che falliranno e vedrai che l’offerta si ridurrà e quindi i prezzi potranno tornare e livelli accettabili.

    Ora che ci penso questo discorsetto mi ricorda tanto il concetto di “concorrenza perfetta”.

    Ciao.

    Anto4444
    Membro

    Passiamo a Rita e Caterina: Mi spiace e mi scuso se mi avete trovato insolente e scortese.

    Però sappiate che non era mia intenzione esserlo.

    Ovviamente preciso che non mi limito a criticare ma ho fatto tanto per suggerire il miglior metodo di vendita.

    L’ho scritto tante volte ma capirete anche voi che non posso riscrivere sempre le stesse cose, giusto? Anche la mia tesi per la demolizione del modello Ryanair e RM va ben oltre a quello scritto in questa discussione, non posso ripetere troppo la cosa se no mi addormento davanti alla tastiera prima ancora di voi..

    Riassunto: mi scuso con chi mi trova insolente e maleducato, ma dovete cercare di leggere i contenuti e rispondere su quelli. La forma non sarà mai adeguata per tutte le persone e le diverse sensibilità che leggono il blog. C’è chi mi trova divertente chi maleducato. Amen.

    Ma Rita se riesci per favore smontami le mie argomentazioni. Sarò ben lieto di leggere le tue. Mi piace leggere le argomentazioni opposte alla mia.

    Sono affamato di argomentazioni valide!! 🙂 🙂

    Anto4444
    Membro

    Michelangelo: sinceramente non ho ben compreso il tuo intervento.

    Parti con la battuta sulle patatine, l’uvetta e la gazzosa ma a parte gli scherzi cambi i tre nomi con “tassa sul check-in”, “supplemento bagagli pesanti” e “costo della tranzazione con carta di credito” e non c’è più tanto da ridere..

    Mi piacerebbe conoscere come questo “modello Ryanair” è auspicabile per il nostro settore secondo la tua opinione. Grazie.

    Ciao.

    Anto4444
    Membro

    Caro Michelangelo, Ora il prezzo del petrolio è metà rispetto ad un anno fa, ma guarda caso è appena fallita una compagnia aerea. Come mai? Come lo spieghi?

    Poi guarda il bilancio Ryanair e il costo carburante pesa solo per un 33% sui costi coplessivi. non mi sembra una cosa cosi esagerata! sbaglio?

    Ma poi parliamone, una compagnia aerea che si preoccupa di fare un complicatissimo RM non si preoccupa degli andamenti su “futures” del prezzo del petrolio? li credi cosi sprovveduti? tuttal’più in casi estremi si sono messe delle tasse mirate ed esplicite per coprire gli effetti del caro petrolio.

    Quindi non è che ho ragione io, è che la tua argomentazione è fallace e non convincente.

    Ma in ogni caso, il RM applicato alle compagnie aeree è stato un fallimento! Magari è per colpa del prezzo del petrolio che sono fallite tutte, ma allora significa che questo RM non permette e non tollera le fluttuazioni delle materie prime e dei connessi costi!!

    Insomma in ambi i casi il RM si è rivelato un po scarso.. sbaglio?

    Rispondete a questa semplice domanda: Le compagnie guadagnano di più adesso o guadagnavano di più prima?

    Poi l’ultimo ragionamento è strampalato, cosa significa che vendere a 0 Euro garantisce una adeguata retribuzione del capitale investito? non afferro nulla ultimamente, forse non ti spieghi bene o forse sono io che perdo colpi.

    La frase dice esattamente quello dice, il prezzo giusto (e avevo introdotto il concetto di “prezzo equo” dalla probabilità) deve essere strettamente superiore al costo di quella benedetta camera.

    Buongiorno a tutti,

    da questa interessante ed animata discussione mi sembra che la diatriba è su quanto sia remunerativo vendere o meno le camera in bottom rate a 49 eu o puntare ai 300 eu in periodi di alta occupazione.

    A mio modesto parere la difficoltà sta nel capire se la camera venduta a 49 sarebbe rimasta vuota o forse poteva essere venduta meglio arrivando sotto data.

    Sicuramente il non venderla equivale ad un vero e proprio mancato guadagno poi è chiaro che questo valore è teorico nel senso che ogni hotel avrà la sua bottom rate in base alla categoria, location, reputazione ecc.. Un 5 stelle non si potrà mai vendere a 49 eu perchè creerebbe un dannno di immagine mentre invece la pensione sperduta nel Cilento la può usare come tariffa massima in altissima occupazione.

    La cosa certa è che gli hotel che funzionano meglio sono quelli che il prezzo lo fanno fare al mercato, magari con un pizzico di creatività commerciale, in base a tutti i parametri ormai noti. Quelli che invece si ostinano a dire “io sotto i 100 eu tengo vuota la camera” vendono solo quando si verificano le condizioni per finalizzare la prenotazione a quella cifra cioè sotto data e quando gli altri hotel sono pieni; tutte le camere vendibili prima invece sono perse e con loro la marginalità utilizzabile in parte per rischiare di venderle a 300 eu nei periodi di vacche grasse.

    Dico questo perche ho esempi di hotel concorrenti di categoria inferiore, nella stessa via, che riescono a vendersi meglio dei concorrenti e con un occupazione molto più alta.

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