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maik
MembroCiao a tutti!!
Volevo chiedervi se qualcuno può darmi dei suggerimenti su come verificare flussi turistici su una determinata zona balneare.
Il motivo di questa mia richiesta é dovuta a questo quesito:
Mi hanno offerto un hotel in gestione ad Alassio, che io non conosco a livello turistico.Qualcuno sa dirmi qualcosa, please??
Sia su quella zona e sia su come venire a conoscenza di alcuni dati di una determinata zona.
Grazie in anticipo a chi vorrà darmi news in merito!!!!
vitti79
MembroCiao Sergio,
ti ringrazio per le preziose informazioni. Il nostro PMS è Opera che credo rientri tra quelli interfacciabili vista la sua diffusione.
Ti sottopongo un’altra questione.
La primaria necessità al momento è quella di inviare ai nostri clienti una email di remind della prenotazione proponendogli un upgrade in suite (se non l’hanno prenotata) a un prezzo molto conveniente.
Secondo te è una cosa fattibile?
Grazie mille
3 Novembre 2009 alle 11:58 in risposta a: Il caso Expedia – Choice Hotels: si riaccende il dibattito sul rapporto tra hotel e OTA #18359
dott_stefano_tiribocchiPartecipanteDipende dal singolo caso.
Una struttura per poter campare deve avere un flusso di prenotazioni, collegato a un flusso di vibilità, tale visibilità può derivare da un mix di accessi differenti:
– guide turistiche
– passaparola
– intermediari IDS
– sito diretto
ogni struttura può avere percentuali differenti su tali canali, non escludo quindi che esistano strutture che vivono di solo passaparola WOM, o di sole guide turistiche.
S.
3 Novembre 2009 alle 16:04 in risposta a: Sondaggio Trivago: i viaggiatori scelgono in base a prezzo e recensioni. Ma non solo… #18360aldo
Membroè questione di tempo e il web assorbirà la quasi totalità del mercato
4 Novembre 2009 alle 09:35 in risposta a: Sondaggio Trivago: i viaggiatori scelgono in base a prezzo e recensioni. Ma non solo… #18361sfarinel
Amministratore del forumma hai le manie di persecuzione e pensi che Expedia sia il grande fratello horwelliano?
Dove hai appreso che Trivago è controllato da Venere e quindi da Expedia?
A me giunge totalmente nuova..
Sergio
marghe
Amministratore del forum
Si sta svolgendo in questo momento a Milano lo IAB Forum, uno degli eventi più attesi in Italia, organizzato dalla Interactive Advertising Bureau, associazione internazionale dedicata allo sviluppo della comunicazione pubblicitaria interattiva.6000 persone, tra blogger, esperti del web marketing provenienti da tutti il mondo, politici ed imprenditori, riuniti per parlare delle numerose opportunità di crescita ed evoluzione che sta offrendo e che offrirà Internet al mondo dell’economia, dell’informazione e della società.
4 Novembre 2009 alle 15:07 in risposta a: Il caso Expedia – Choice Hotels: si riaccende il dibattito sul rapporto tra hotel e OTA #18362
Riccardo CoccoPartecipanteSe ragioniamo in termini di singolo albergo sono d’accordo che le commissioni richieste dalle OTA siano uguali per tutte le strutture in quanto la OTA (squalo) mette alle strette il singolo albergatore (pesce rosso), cosa diversa invece quando si tratta di compagnie e sopratutto compagnie internazionali dove si genera lo scontro fra titani.
Il costo della commissione di fatto non lo paga il cliente finale, ma al contrario lo paga l’albergo in modo diretto. Mi spiego meglio: laddove si persegua una linea di rate parity garantita (i.e.: Expedia chiede che il prezzo sul sito proprietario non vada in concorrenza con Expedia stessa). Di conseguenza per poter garantire che la prenotazione senza intermediazioni abbia lo stesso prezzo di Expedia devo offrire ad Expedia la tariffa decurtata della commissione che gli riconosco.
Esempio:
si ipotizzi che la commissione di Expedia sia del 25%
si ipotizzi che la tariffa di vendita sia di 150 Euro
Euro 150 X 0.75 = 112.5 Euro a Expedia
Ecco che la commissione se la carica l’albergatore direttamente.
Ma non essere presente nelle OTA è giusto o sbagliato?
Uno studio del Dott. Anderson della Cornell University ha dimostrato che non essere presenti nelle OTA produce un calo di prenotazioni dirette.
Lo studio ha messo sotto indagine una serie di alberghi mettendoli ON-line ed OFF-line per periodi uguali: 11 giorni ON e 11 giorni OFF. Ne è scaturito che, per esempio, un Hotel indipendente ha un incremento delle prenotazioni DIRETTE del 26% quando è presente in Expedia, a questo si aggiunge anche un aumento della AHR sempre con l’albergo ON-line.
Da questo studio se ne deduce che essere presenti nelle OTA è startegicamente vincente anche a fronte delle eventuali commissioni elevate, oneri e mal di testa vari.
Praticamente avviene questo: il potenziale cliente (would-be guest) attraverso l’incisività del web-marketing delle OTA viene a conoscere il tuo albergo che altrimenti non ne avrebbe mai conosciuto l’esistenza. Dopo aver scoperto che esisti generalmente il salto sul sito proprietario è immediato (nella speranza di poter avere accesso a tariffa ancora più conveniente cosciente del fatto che “compra” direttamente dal “produttore” e senza intermediazione) e quindi la percentuale delle prenotazioni dirette subisce un incremento. Nel caso di non presenza sulle OTA chi prenota sul sito proprietario è il loyal guest che già ti conosce, a meno che l’albergo investa in web-marketing come una OTA: mission impossible!
Buon lavoro e buon revenue management a tutti!
Riccardo Cocco
4 Novembre 2009 alle 15:58 in risposta a: Il caso Expedia – Choice Hotels: si riaccende il dibattito sul rapporto tra hotel e OTA #18363Duccio Innocenti
Bloccatomolto interessante e utile questo studio che hai riportato, speriamo che lo leggano in tanti.
mi permetto di aggiungere che non va sottovalutata la qualità della presenza su queste care e presiose “vetrine” in termini di pricing, immagini, descrizioni, offerte, recensioni… insomma diciamo che non basta esserci.
sfarinel
Amministratore del forum
Google Social Search (GSS) è la novità lanciata da Google, in grado di compiere ricerche all’interno dei “social circles”, ovvero le reti di relazioni che possediamo e coltiviamo attraverso i social network, e che risultano essere generatrici di un’enorme quantità di contenuti di ogni tipo. La Social Search si presenta così come un ulteriore passo verso la realizzazione di una ricerca sempre più completa. La celebre Universal Search di Google, ovvero la ricerca a 360° che associa ad i semplici link anche immagini, video, mappe e quant’altro, si va così ad arricchire anche dei contenuti UGC scaturiti dalle relazioni online.
4 Novembre 2009 alle 17:25 in risposta a: Il caso Expedia – Choice Hotels: si riaccende il dibattito sul rapporto tra hotel e OTA #18364
Riccardo CoccoPartecipantePer chi fosse interessato:
http://www.hotelschool.cornell.edu/research/chr/pubs/reports/2009.html
Duccio, mi permetto di aggiungere che oltre ad avere una presenza che soddisfi le esigenze da te riportate, occorre anche qui una sorta di (permettetemi di coniare un termine) “parity exposure”. Ovvero una consistenza delle informazioni in modo che ogni “vetrina” su cui appare la vostra struttura contenga lo stesso tipo di informazioni di immagini etc.. Praticamente si tratta in termini tecnici: “immagine coordinata”. Questo serve anche per dare la sensazione (sensazione perchè il web è intangibile non perchè gli vogliamo dare una fregatura) al cliente che visita il tuo sito o la tua vetrina (OTA) che le informazioni siano ovunque coerenti con l’immagine che l’albergo vuol dare di se al mercato.
Buon lavoro e buon revenue management a tutti!
Riccardo Cocco
4 Novembre 2009 alle 17:47 in risposta a: Il caso Expedia – Choice Hotels: si riaccende il dibattito sul rapporto tra hotel e OTA #18365Duccio Innocenti
Bloccatosono pienamente in accordo con te…
coerenza tariffaria e corenza nella comunicazione sui portali e sul sito… per trasferire sicurezza a chi sta per premere il pulsantino magico: Book Now
Travellina
MembroRitengo quest’articolo molto interessante. In effetti, pur lavorando quotidianamente con il web, continuo a mantenere una certa resistenza nei confronti dei social media, proprio a causa dei numerosi ‘contatti fittizi’. Rintengo invece che cercando di moderare il social networking sulla base di interessi reali si ottiene un vantaggio non indifferente ed una rete affidabile di contatti. Anche dal punto di vista SEO, sarebbe molto interessante approfondire l’argomento.
sfarinel
Amministratore del forum
Le trattative tra Expedia e Choice Hotels, che solo pochi giorni fa sembravano non riuscire a trovare un accordo, sono state riaperte per cercare una soluzione che possa risultare almeno in parte vantaggiosa per entrambe le parti.Expedia si dimostra però poco disponibile al dialogo soprattutto su un punto: la Last Room Avaibility .La Last Room Avaibility (LRA), ovvero la garanzia da parte di un canale distributivo di avere aperta per la vendita l’ultima camera disponibile se in vendita sul sito dell’hotel o su un qualsiasi degli altri canali on-line, potrebbe dunque diventare il nuovo fattore chiave intorno a cui ruoteranno le trattative tra OTA e hotel nell’immediato futuro.
5 Novembre 2009 alle 14:10 in risposta a: Attenzione alla Last Room Avaibility: opportunità o perdita di autonomia? #18367lucawill
Membrola LRA suona come una sorta di ricatto da parte degli OTA: se voui essere visibile devi lasciare a me l’ultima camera. Per i piccoli alberghi, con poco più di 20 camere (e ce ne sono tanti in Italia) quando al completo rischiano l’overbooking per la rigidità sulla LRA.
Credo che sia legittimo che gli albegratori abbiano il diritto di gestire ciò che è di loro proprietà senza imposizioni, soprattutto a fronte di commissioni così alte come per expedia.
Linda
MembroBuongiorno a tutti,
Volevo avere i vostri commenti in merito al sistema di “online review monitoring” in oggetto. Lavoro per una catena alberghiera e il prodotto sembra molto interessante ma non conosco nessuno che l’abbia provato.
Avete qualche consiglio?
grazie ancora e buon lavoro
Linda
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