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b.rinaldi
Amministratore del forumIn rete l’hanno soprannominato Mobileggeddon, ma non è un film, anche se sarà presto in onda su tutti i display. Si tratta del prossimo attesissimo ag
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Amministratore del forumLa Cina e i Cinesi rimangono imperturbabili di fronte agli scandali, alle polemiche e agli strafalcioni di Expo 2015: solo pochi giorni fa è stato ann
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BloccatoL’Antitrust chiude l’istruttoria aperta il 7 maggio 2014 in Italia contro Booking.com accettando le proposte sulle modifiche della rate parity avanzat
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BloccatoÈ indubbio che dalla moda del SEO siamo passati a quella del Social Media Marketing. Albergatori, manager, receptionist notturni e consulenti di turno
[Leggi l’articolo completo: Social Media Marketing in hotel: Houston, abbiamo un problema!]24 Aprile 2015 alle 16:44 in risposta a: Antitrust e Rate Parity: per vendere a meno usate il telefono o le mail! #23485
Andrea CordaPartecipanteNon credo ai miei occhi quando leggo le affermazioni di chi rappresenta gli albergatori in Italia!
Ci stiamo dimenticando che la parity rate è assolutamente necessaria per il cliente. Gli albergatori al posto di pensare a vendere sotto tariffa rispetto a Booking.com dovrebbero capire che è più importante avere un sito ufficiale performante, che metta in evidenza i punti di forza della struttura, dotato di un booking engine che permetta al cliente di prenotare come accade all’utente dalle OTA e OLTA, che permetta all’utente di navigare con la massima esperienza anche da smartphone e tablet.
Costruire tariffe opache richiede un supplemento di competenze ed energie, pagare un consulente per strutturare una campagna adwords è un costo insormontabile, utilizzare le ads di Facebook e Twitter è uno spreco di tempo e risorse!
L’utilizzo di business intelligence, di CRS che elaborino statistiche di storico e forecast è davvero un costo insormontabile per gli alberghi, che continuano invece a spendere migliaia di euro per fare pubblicità su maxischermi e cartine stradali!
Io dico solo che Booking.com è uno strumento di visibilità straordinario, che è giusto comunicare al cliente lo stesso prezzo su tutti i canali di vendita, poi sarà lui a decidere dove e come prenotare! Ma cominciamo a fare mea culpa non a puntare il dito, e Federalberghi al posto di muovere campagne contro chi permette agli alberghi di vendere ancora qualche camera dovrebbe impiegare il suo tempo a spiegare in che modo è davvero possibile disintermediare!27 Aprile 2015 alle 09:02 in risposta a: Antitrust e Rate Parity: per vendere a meno usate il telefono o le mail! #23495calandra@aibba.it
PartecipanteBuongiorno,
a mio modesto parere la frase: “Come confermato da Alessandro d’Amico di Booking.com nell’intervista che abbiamo fatto qualche mese fa, la clausola di rate parity che vincola l’hotel a mantenere sul proprio sito la stessa tariffa che c’è sul portale non è trattabile.” è inesatta.
In realtà tra le righe della pronuncia di AGCM si vede bene come l’hotel possa agevolmente SUPERARE LA PARITY ANCHE SUL PROPRIO SITO. L’AGCM ha voluto in pratica dare “un colpo al cerchio (Booking.com) ed uno alla botte (gli hotels)”, come si suol dire…LA PARITY INFATTI – per la decisione di AGCM – vale per le tariffe vendute al pubblico generico, non anche a quelle rivolte ad un pubblico fidelizzato o a particolari gruppi creati “in base a criteri liberamente scelti”: questo ultimo virgolettato è fondamentale per capire le soluzioni da adottare per vendere direttamente dal proprio sito a prezzi inferiori alla parity.
Leggi qui come evitare la Parity sul sito dell’hotel: http://gestireunbedandbreakfast.blogspot.it/2015/04/bookingcom-e-hotels-lauthority-agcom.html
by Stefano Calandra
27 Aprile 2015 alle 09:03 in risposta a: Antitrust e Rate Parity: per vendere a meno usate il telefono o le mail! #23496lucio librandi
PartecipanteNascono oggi portali completamente disintermediati che offrono molti più servizi come avere tutte le informazioni del territorio intorno l’albergo con eventi, sagre ecc, inoltre permette di prenotare auto, ncc, moto, bici, escursioni e molto altro.
Questi portali vivono solo di pubblicità ed il loro booking engine è collegato direttamente alla struttura, anche sul sito per ogni struttura vengono mostrate foto, informazioni telefono e link diretto al sito della struttura. Un esempio è dato da keebboo.com, che mette in contatto turisti dotati di sconti regalati da terze aziende a scopo pubblicitario.
Mi spiego meglio, L’azienda “pinco” regala un codice di sconto da € 500 al proprio cliente da spendere per le vacanze. Il cliente registrandosi su keebboo.com vedrà gli hotel col prezzo ufficiale, in fase di prenotazione vedrà la percentuale di sconto che è a lui riservata. E’ solo una delle tante possibilità del mercato ci sono veramente molte startup, le OLTA appartengono davvero al passato.
27 Aprile 2015 alle 09:04 in risposta a: Social Media Marketing in hotel: Houston, abbiamo un problema! #23497
Piero IaconoPartecipanteCiao Duccio,
come hai evidenziato nel tuo articolo, le prenotazioni non arrivano perchè non viene compiuto il primo step del lavoro strategico a monte.Cioè non si definisce esattamente chi è il cliente al quale bisognerebbe rivolgersi e quali sono le sue esigenze/desideri quando cerca un prodotto come il nostro.
Ingenuamente, si continua a parlare a tutti, nell’erronea convinzione che la differenza la faccia l’ultima innovazione lanciata da facebook e non la definizione corretta del mercato.
La verità che molti drogati di teconologia non vogliono ascoltare e che i social network e tutti gli altri strumenti di comunicazione moderni, per quanto fantastici, non producono nulla se non si inizia a riprogettare il marketing partendo dalla definizione del profilo del cliente da raggiungere.
27 Aprile 2015 alle 10:25 in risposta a: Social Media Marketing in hotel: Houston, abbiamo un problema! #23502Duccio Innocenti
BloccatoBuongiorno Paolo,
hai evidenziato perfettamente il problema anche se credo che i social network siano e lo saranno sempre di più, i migliori strumenti di dialogo ed engagement ma non saranno, almeno nella configurazione attuale, strumenti di prenotazione online degni di nota.
Già se iniziassimo ad usarli bene per ingaggiare il pubblico e mostrare al mondo come ci si approccia ai clienti, credo che sarebbe un gran passo in avanti. ovviamente cè chi lo fa alla grande ed è bello leggerli ma la stra maggior parte è ancora a contarsi i fan
sfarinel
Amministratore del forumQualcuno pensava che sarebbero stati la nuova rivoluzione dopo iPhone e iPad. In realtà per adesso gli smartwatch e tutta la categoria delle “wearable
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BloccatoHotel e OTA negli ultimi anni hanno trovato nel mobile la nuova terra promessa. Si sfidano a chi rilascia prima e più velocemente siti mobile-friendly
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BloccatoPare che ci sia tanta delusione per la decisione dell’Antritust che di fatto ha accettato le proposte di Booking.com. In pratica resta la parity rate
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Amministratore del forumC’è chi dice che a dominare il mondo del turismo online sia Google, chi Facebook, chi le OTA o TripAdvisor. Ma la verità è che tutti ci sbagliamo: i p
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