Expedia e la Rate-Parity: presto una clausola anacronistica?

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da dott_stefano_tiribocchi dott_stefano_tiribocchi 5 anni, 5 mesi fa.

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  • #16189

    sfarinel
    Amministratore del forum

    leggi l’articolo completo...Nel mondo degli hotel e della distribuzione online qualcosa sta cambiando. Per ora la rate-parity, nonostante polemiche e scontri in tribunale, tiene duro e resta un uno dei pochi punti fermi che regolano il delicato rapporto tra hotel e OTA. Ma chi ci dice che non saranno proprio i portali a cambiare le cose?

    Le cause legali non hanno ucciso la rate parity – ha dichiarato Dennis Schaal di Skift – Al contrario, saranno i Big Data, l’analytics, l’advertising retargeting e la personalizzazione a rendere l’applicazione della parità tariffaria quasi insostenibile.

    Expedia e la Rate-Parity: presto una clausola anacronistica?

    #20994

    Flavio
    Partecipante

    Penso che la fine della rate parity sia nell’aria, ma non che potrà dare benefici agli albergatori.

    I risultati dell’inchiesta dell’ Office of Fair Trading in Gran Bretagna sono che: “OTAs may continue to request retail rate parity from their business partners, but the rate parity obligation does not apply in respect to rates intended for or offered to a closed user group” e quindi ” OTAs may discount a property’s final retail price through closed user groups (only)”.

    Vale a dire, le OTA faranno sconti ai consumatori che si registrano sui loro siti, e gli albergatori si troveranno a dover competere con gli sconti delle OTA, ma con un braccio legato dietro alla schiena (perchè non potranno mai essere in grado di avere a disposizione gruppi chiusi delle stesse dimensioni)

    #20995

    marghe
    Amministratore del forum

    Ciao Flavio, in effetti la novità di cui parli (ne abbiamo parlato anche qui nell’articolo In USA la Rate Parity resta legale) mette in evidenza che le OTA potrebbero continuare ad avere un vantaggio competitivo in questo senso. Segno però che le cose stanno cambiando e che in futuro ci potrebbe essere maggior flessibilità anche per gli hotel. Se quello che dice Expedia è vero, anche l’hotel potrebbe beneficiarne, perchè potrebbe avere la libertà di settare diverse tariffe in modo da essere più appealing per più fasce di clienti ed aumentare così le vendite (anche se indirette in questo caso). Che ne pensi?

    #20999

    il problema è che ogni operazione aggiuntiva viene fatta pagare all albergatore, inoltre ogni utente dovrebbe essere profilato e avere quindi sempre una navigazione personalizzata, ma su tutti i siti non solo su uno. Immaginiamo che sono registrato su booking.com, vedo un albergo che mi piace entro nel portale come account profilato, poi vado su expedia dove non sono profilato e trovo però una tariffa diversa, piu alta o piu bassa e poi vado nel sito ufficale e anche li stesso discorso.

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