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7 Settembre 2009 alle 17:54 in risposta a: Albergatori, attenti a scrivere recensioni false su Booking.com #17991
AllaDolceVita
MembroPer il Sig Leaonardo: grazie della segnalazione!
Mi auguro che serva a tutti coloro che sono stati diffamati, ma anche a tutti coloro che intravedono una limitazione al libero mercato ed alla libera concorrenza nel sistema Expedia-Tripadvisor.
Cordialità
Alla Dolce Vita
AllaDolceVita
MembroPer il Sig. Aggiato: sono ancora in attesa delle risposte alle lecite domande che riguardano il sito Zoover che gestisce !
Per la Sig.ra dea55: valuti attentamente qualunque tipo di offerta prima di accettarla, perché i risvolti commerciali possono riservare sorprese…
Per il Tiribocchi: bentornato ! E’ tanto che non la leggevo.
Certo che i suoi nervi sembrano abbastanza scoperti, come se le accuse a Tripadvisor l’avessero colpita personalmente!
Perché scrive che le recensioni sono vere? Lo ha letto il caso Yasawa e tutti gli altri emersi qua e la in questo blog ed in altre fonti?
Tripadvisor è pieno di recensioni false! Si legga questo articolo del Sunday Telegraph: : http://www.timesonline.co.uk/tol/travel/news/article6583450.ece
E poi, se ha pazienza di ricercare scoprirà come la verità sta emergendo ( il vero web 2.0 dove la gente ha iniziato a parlare ….non so come mai questo concetto mi sembra già stato affrontato
Lo sa quale è l’elemento che rende nervoso lei e probabilmente tutti gli altri operatori professionali che hanno puntato su Tripadvisor per consigliare la chiave di volta della strategia commerciale ai vari gestori ed albergatori?
… che essere presenti su Tripadvisor, nel momento in cui sta iniziando a circolare la voce, da molte parti confermata, che molte delle recensioni sono false e manipolate dai gestori stessi , non può che arrecare un danno proprio a chi ha la maggior parte di recensioni positive!!!
A me questa cosa fa proprio venire dal ridere!
Gli stessi viaggiatori si stanno rendendo conto che il troppo “scintillio” delle strutture non è reale ed anzi falso ed artificioso : http://uk.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090721114804AAd7qig
…e chiaramente questo li fa inc**** non poco!
D’altronde i poverini erano illusi di “ottenere la verità prima di partire” ( Slogan impossibile di tripadvisor “Get the Truth and go”!) e si stanno rendendo conto che gli albergatori stanno facendo il gioco delle tre carte…senza ancora aver capito che ci sono altri pericoli nel lgere da Tripadvisor perché tutto è falsificabile , anche le recensioni negative!
E poi una cosa: non è necessario additare di mancanza di professionalità chi si sta difendendo dalla diffamazione, per proteggere il sistema Expedia-Tripadvisor che non risponde nemmeno ai quesiti posti molte volte su questo blog…ergo di mancanza di professionalità e serietà e dall’altra parte!
Per il Sig Bucant: magari le recensioni fossero scritte come lei paventa!
Ci sarebbe una chiara identificazione dello scrivente e il responsabile del servizio scadente sarebbe identificato senza alcuna ombra di dubbi.
Ma per il meccanismo di Tripadvisor questo non accade e tutti coloro che hanno scritto una recensione non sono identificabili, perché nascosti nell’anonimato.
Concordo con lei : chi dice la verità non deve aver timore di nascondersi e a maggior ragione se a scrivere è un vero viaggiatore gli hotel non possono nascondersi ed opporsi!
Per OttavioFebb: ci deve essere proprio un grave problema di comunicazione fra noi!
Io non rispondo alle false recensioni di Tripadvisor sul portale stesso avallando auqesto TEATRINO, non invito i miei ospiti a lasciare commenti su Tripadvisor, non accetto il meschino camuffamento del servizio spacciato per il viaggiatore, che invece è uno specchietto per le allodole per vendere le prenotazioni su Expedia & co e tu mi inviti ad usarlo?!?
Ti riepilogo due faccia della stessa medaglia Expedia-Tripadvisor:
1) recensioni false e falsificabili da tutti ( leggiti questo articolo ): http://www.sosalbergatori.com : http://club.quotidianonet.ilsole24ore.com/sosalbergatori/quanto_costa_una_recensione_su_tripadvisor
2) pericolo per la libera concorrenza ( molto più pesante del primo). Stanno rastrellando la visibilità di tutte le strutture per poi vendere quelle prenotabili direttamente e in tempo reale offerte da Expedia e co ( Venere è Expedia…tanto per citarne uno che a te piace tanto!).
Cordialità
Alla Dolce Vita
ottaviofebb
Membrocaro dolce vita dato che io non escludo niente a priori sai cosa faccio?
non rinnovo expedia…per il 2010..e vediamo cosa succede…secondo i tuoi calcoli dovrebbero danneggiarmi magari scrivendo recensioni false..e diffamare la mia struttura….giusto?..vediamo se la mia struttura rimane prima in classifica di gradimento..secondo gli ospiti..
…io intanto ti garantisco che tutti dico tutti i giudizi sono scritti da clienti che hanno dormito qui in hotel….
caro dolce vita vediamo ..voglio darti fiducia ..e vediamo cosa succede
ottaviofebb
Membrocaro dolce vita ho letto l’articolo di come si può falsificare una recensione…o anche di peggio ..bè io non posso credere che un albergatore si mette li a fare queste cose …ma che soddisfazione avrebbe?….bòòò rimango perplesso…certo in questo mondo non ci si può meraviglire di niente però questo è troppo…..bè ti dico se io fossi costretto a fare questo per avere un giudizio positivo..bè cambierei mestiere …non discuto che qualche mela marcia ci sia..ma così mi pare troppo..
Duccio Innocenti
Bloccato
Da tempo Facebook ha messo a disposizione di aziende e imprenditori svariate forme di pubblicità (ADS), come l’Event Ad per pubblicizzare gli eventi, il Page Ad e il Web Ad per pubblicizzare a loro volta la pagina FB e il sito ufficiale.Al momento, Facebook sta testando un nuovo interessante format pubblicitario a “risposta diretta”.
Il nuovo Ad infatti, non invia al sito ufficiale né propone di diventare Fan dell’azienda, ma semplicemente, dopo aver completato un modulo dati, offre un bonus gratuito. In pratica, si fa pubblicità ad un prodotto o un servizio e si offre la possibilità di avere una prova gratis una volta compilati i campi con alcuni dati personali richiesti.
Michele Aggiato
Membro@AllaDolceVita: le ho fornito tutte le risposte, precisazioni incluse nelle mail del 31 agosto e del 3 settembre, la invito a rileggerle. Le ho inoltre spiegato perché non procediamo come da sua richiesta e che la mia risposta in merito è definitiva. Pertanto, visto che preferisce spostare la conversazione sul web, sono lieto di riassumere quanto scritto:
– il nome della struttura non è un dato sensibile
– non esiste nessun caso di diffamazione o tentata diffamazione sui siti di Zoover in quanto non ci sono contenuti generati dagli utenti che concernano la vostra struttura
– in qualsiasi momento avete la facoltà di contestare la pubblicazione di una recensione, rivolgendovi alla nostra Redazione, che come ha visto risponde alle sue e-mail in tempi accettabili e da una sede italiana.
– le ho presentato due esempi di albergatori in Liguria e Romagna che sfruttando il nostro portale, hanno incrementato gli arrivi dall’Olanda e dalla Germania. Su queste due strutture d’esempio, la recensione fasulla ossia la diffamazione è praticamente impossibile, perché sollecitando i loro ospiti a scrivere, sono gli stessi albergatori a monitorare le recensioni e farci segnalazione tempestiva qualora si presentasse una situazione tale (cosa però che non è successo e parliamo di oltre 40 recensioni multi-lingue a struttura)
Ricapitolando, Zoover è uno strumento a disposizione degli albergatori. Non ci sono logiche o politiche commerciali prioritarie perché siamo indipendenti.
Cordiali saluti
Michele Aggiato
Amministratore Unico
Zoover Italia s.r.l
AllaDolceVita
MembroPer il Sig. Aggiato: le sue risposte parziali non hanno affrontato i problemi più grossi.
Non ha risposto alle ultime due e-mail.
E non lo avrebbe fatto visto che sono trascorsi già tre giorni ed avendo scritto:
“La mia risposta in merito è definitiva. Non risponderò ad altre e-mail riguardanti questo argomento.”, con una arroganza che francamente, mi guarderei dal riservare ad un titolare di struttura che crea il valore aggiunto del suo sito….per fortuna che c’è bookingblog!
Entriamo nel cuore della questione: come si differenzia il suo sito da Expedia-Tripadvisor?
Le ripropongo le domande alle quali sto ancora attendendo risposta:
1) Come fa ad affermare che i dati descrittivi della nostra struttura non sono dati sensibili? ha una sentenza passata in giudicato o una risposta all’interpello fatto al garante della privacy?
La invito vivamente a leggere o a far leggere dal suo legale che cosa si intendono e definiscono come dati sensibili.( fra cui il nome e l’indirizzo…tanto per citarne due a caso ).
2) Il problema della diffamazione, per sua fortuna non si è ancora configurato, come invece si è configurato con Tripadvisor, ma il problema principale, rimane un altro: non lavoriamo con alcuno dei portali di prenotazione che appaiono fra le collaborazioni del suo sito ( dai quali ricava un reddito ).
Quindi onde evitare che il nome della nostra struttura possa
A) essere diffamato, senza che possiamo attivare la giusta difesa giuridica, nei confronti del responsabile ( visto che il suo sito non mette a disposizione i dati dello scrivente….che le consiglio vivamente di conservare completi e fruibili, perchè al primo caso di diffamazione ne avrà estremo bisogno, se non vorrà farsene carico come azienda editrice ).
Ma si rende conto della disparità di trattamento che sta erogando sul suo sito: lei mantiene l’anonimità di chi scrive appellandosi al diritto alla privacy del “potenziale” viaggiatore e non rispetta i diritti alla riservatezza dei titolari delle strutture ricettive che lei lista con tanto di denominazione ed indirizzo!?!?!?!?!?!!
B) o servire da puro specchietto per le allodole, per attirare traffico che poi sia deviato sulle strutture che invece vengono offerte in disponibilità dai siti con i quali il suo portale collabora.
Questa è concorrenza sleale: le rammento che c’è un garante anche per la libera concorrenza ed il mercato.
Tanto per ribadirle il concetto: E’ invitato a cancellare tutti i riferimenti diretti ed indiretti facenti capo alla nostra proprietà anche solo nel frangente di queste comunicazioni.
E poi per diritto di cronaca le ripropongo la domanda alla quale ha risposto, ma che sarebbe opportuno rendere fruibile anche ai lettori di Bookingblog:
In cosa consiste il controllo sulle recensioni? ( le consiglio di leggere attentamente i link che ho riportato nei precedenti interventi).
Ultima domanda ( nuova!) : quanto riceve per ogni prenotazione andata a buon fine , generata dai siti di prenotazione che si aprono quando offre la possibilità di prenotare la struttura o strutture ALTERNATIVE?
In attesa di un suo riscontro pubblico, visto che in privato si è sbrigato a tagliare le comunicazioni, le porgo distinti saluti
Alla Dolce Vita
Michelangelo
MembroIo credo che la questione sia molto semplice.
Prmesso che:
1. le recensioni in assoluto sono una cosa positiva;
2. i Social Network non sono un servizio per gli hotel ma per i clienti;
3. dovrebbe sempre essere possibile rispondere (con prove) a recensioni negative;
4. dovrebbero esserci maggiori controlli (non sicuri al 100% ovviamente) sul fatto che chi ha scritto, abbia soggiornato.
Detto questo è chiaro che:
1. il disclaimer tutela l’editore;
2. l’unico responsabile del commento è l’utente che lo ha scritto;
3. su richiesta delle autorità competenti, l’editore fornirà indirizzo IP attraverso il quale l’autorità risalirà all’identità dell’autore.
4. la denuncia per diffamazione sarà diretta all’autore e non all’editore.
Ci sono poi alcune sfumature che possono riguardare i doveri dell’editore ed eventualmente (nel caso di TA) ci possono essere degli obblighi a causa del dominio .it, nonostante la sede legale sia furoi dall’Italia. Tutto da verificare ma non so quanto possa scalfire questi portali.
—
Tutto il resto, a mio modesto parere, è aria fritta: si lamentano delle recensioni false gli albergatori che, alla fine dei conti, sono i principali autori di falsi (auto positivi o negativi per la concorrenza).
Si dice che l’anonimato non va bene perchè così non si può sapere se chi scrive il commento ha soggiornato. Ma allora la cosa vale anche al contrario: come si fa ad avere l’assoulta certezza che NON ha soggiornato e che ha scritto un falso? AllaDolceVita: se lei ha inserito una recensione falsa, ha solo dimostrato che è possibile farlo, non che lo sono tutte le altre!
Sul discorso poi dei guadagni di Expedia, che dire? Credo che sia normale che spingano gli utenti a prenotare tramite intermediari (e vorrei ben vedere, cosa avrebbero comprato TA a fare?), ma credo anche che la questione non sia così complottistica come dice AllaDolceVita.
Essendo un servizio agli utenti, mi pare ovvio che vengano mostrate alternative valide nelle vicinanze dell’hotel che viene cercato. Tanto più che, se non erro, questa funzione esisteva già prima dell’acquisizione di Expedia. Allora cosa? E’ malafede retroattiva?
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Concludo dicendo: giusto, giustissimo tentare di difendere il proprio nome (nei confronti del mittente però e non dell’ambasciator…); essere bravi a girare lo strumento dalla propria.
M.
AllaDolceVita
MembroPer il Sig. Michelangelo: se la questione fosse stata semplice sarebbe già risolta.
Seguo i suoi punti per dissentire dalla sua conclusione:
1) Concordo che le recensioni siano un valore, ma quando sono REALI ( recensioni false a chi servono? Mi risponda cortesemente! )
Non si riferisca a termini assoluti….si cali nella realtà effettuale di ciò di cui stiamo parlando!
…sono pubblicate una mole enorme di recensioni false: si informi da diverse fonti indipendenti che hanno provato ciò che hanno scritto ( per es. Sunday Telegraph !).
2) I social network sono reti sociali in cui gli utenti si scambiano opinioni, SENZA SCOPO DI LUCRO e dove l’informazione è libera e non manipolata dal gestore del sito che poi la RIVENDE sotto forma di prenotazioni….le è chiara la sottile differenza?!
3) Perché inverte l’onere della prova?! Secondo lei, se un ignoto scrive falsità sul mio conto, pubblicandole su una piattaforma abusiva, io devo produrre prove della falsità della recensione?
E tutto ciò per difendere dalla diffamazione la mia struttura e consentire all’editore di proporre in concomitanza la possibilità di prenotare altre strutture?!
…lei è proprio forte, sa! :- )
4) Lei scrive “dovrebbero esserci maggiori controlli (non sicuri al 100% ovviamente) sul fatto che chi ha scritto, abbia soggiornato”.
Una cosa su cui sono d’accordo, ma se fossi in lei, non porrei questa solo come eventualità, ma come condizione necessaria altrimenti si ricadrebbe nella trappola di Expedia-Tripadvisor.
Proseguo seguendo la seconda numerazione da lei proposta:
1) Quello che lei chiama “disclaimer”, nella fattispecie da lei descritta, in italiano si chiama scarico di responsabilità.
Ora, lo scarico della responsabilità ha un senso quando contemporaneamente NON si pubblica “ottieni la verità e parti”.
Svincolarsi dalla responsabilità del contenuto di una recensione, ma al contempo avvalorarla come verità NON è possibile!
Ma la invito ad informarsi meglio da un legale, preparato, di sua fiducia!
2) rimane la responsabilità dell’utente scrivente , ma solo quando non si presenta il testo come “verità” per orientare una scelta di una struttura turistica….atto che genera tanti soldini che finiscono nelle tasche dell’editore Expedia-Tripadvisor e di tutti i consulenti commerciali che lavorano per loro!
3) e 4) L’indirizzo IP è aria fritta alla luce di quanto è possibile fare, manipolando gli indicatori di origine di una e-mail ( si legga i commenti precedenti sulle tecniche disponibili in rete ).
Tra l’altro questo che lei dice ha valenza quando la condizione descritta nel punto 1) e 2) viene rispettata, ma in assenza, l’editore è responsabile ergo la denuncia per diffamazione se la becca dritta – dritta l’editore!
Quelle che lei chiama , minimizzandole, sfumature, sono grosse evidenze che inchiodano Expedia-Tripadvisor alle loro responsabilità!
A suo “modesto parere” sta soltanto confermando che questo sistema “gentilmente offerto” da Expedia-Tripadvisor si sta autofagocitando, essendo impossibilitato a garantire la qualità e la veridicità di ciò che pubblica , ma ….nel frattempo sta macinando utili enormi, con un comportamento anticoncorrenziale e danneggiando il libero mercato.
Vede Sig. Michelangelo la “dimostrazione per assurdo” o “ab contrarium” ha un senso quando l’elemento da dimostrare è inserito in un contesto di pari possibilità, ma così non è per questa fattispecie!
La recensione falsa è la prova regina che il sistema è fallato: tutto il resto è aria fritta ed aggiungo, con olio esausto! :- )
E’ l’editore che deve dimostrare che le recensioni sono scritte da viaggiatori che hanno realmente soggiornato, se vuole al contempo fregiarsi di “dire la verità” sulle strutture che lista e pubblica ( abusivamente! ) per poi vendere le prenotazioni turistiche!
La invito a riproporre la domanda ad Expedia-Tripadvisor, visto che stiamo parlando di loro, non le sembra più corretto? Così, se hanno il coraggio e la responsabilità di rispondere, ognuno potrà fugare i suoi leciti dubbi…
Guardi che lei affermando : “Credo che sia normale che spingano gli utenti a prenotare tramite intermediari (e vorrei ben vedere, cosa avrebbero comprato TA a fare?),” sta spiazzando proprio Expedia-Tripadvisor che si sono sempre professati come soggetti indipendenti e che Tripadvisor non è assolutamente un sito che offre la possibilità di prenotare le strutture…hahahahahaha!!!!!!!!!!!!
Per ciò che riguarda la storia di Tripadvisor , nato indipendente e poi acquistato da Expedia e lanciato a livello internazionale, cosa consta all’identificazione della sostanza: è un sito che pubblica senza i permessi dei titolari delle strutture, consente la diffamazione pubblicando contenuti di cui non può certificare veridicità, genuinità e provenienza, ma al contempo spacciandoli per la verità, e tramite i portali di prenotazione, sta diminuendo la libera concorrenza e limitando il libero mercato!
Perché scrivo cio?….più che risponderle le pongo un’altra domanda che potrebbe usare come chiave di lettura: perché pubblicano anche le strutture che non sono prenotabili tramite Expedia e co?
Attendo una sua considerazione e ove avesse contenuti sostanziali ed oggettivi radicati nel sistema giuridico italiano , la invito a condividerli con tutti i lettori.
Cordialità
Alla Dolce Vita
marghe
Amministratore del forum
La prima cosa che viene da chiedersi scrivendo il testo per il sito di un hotel è: a chi mi rivolgo? Posso dare del tu, è meglio rivolgermi a una pluralità di clienti e quindi dare del voi, o dovrei semplicemente scegliere l’impersonale?Proviamo ad analizzare insieme questi tre stili di comunicazione e capirne i vantaggi e le differenze.
9 Settembre 2009 alle 00:01 in risposta a: Come migliorare la brand reputation e i profitti dell’hotel mantenendo un comportamento onesto #17998aldo
MembroE’ una media della categoria, comprende anche le migliaia di attivià che hanno appena aperto e magari sono in perdita, i piccoli ristoranti di paese, le imprese familiari che dividono il reddito tra i componenti della famiglia, etc etc paragonare quel dato, assurdo, alla media dei redditi dei pensionati, altra assurdità, serve solo a fomentare l’odio sociale. Gli evasori ci sono ma non è certo quello il modo di denunciarlo.
Michele Aggiato
MembroIn merito alla tematica trattata, ecco un post interessante:
http://it.blog.toprural.com/il-sistema-di-opinioni-nei-portali-turistici-il-caso-toprural/
AllaDolceVita
MembroSig. Aggiato perché non risponde alle domande?
Non parli di altri, ma si riferisca al portale Zoover che gestisce…
Attendiamo in molti le sue risposte!
Cordialità
Alla Dolce Vita
9 Settembre 2009 alle 19:06 in risposta a: “Un’offerta che non puoi rifiutare”… come aumentare i guadagni dell’hotel in modo creativo #18001Nightsoul38
MembroIl RM è stato una rivoluzione per chi come me lavora al front desk da oltre 13 anni e da circa 1 anno si trova a fronteggiare algoritmi matematici per capire a che prezzo vendere una camera il tal giorno, per trasformarsi poi in una sottospecie di tastierista impazzito per aggiornare tutti i portali in tempo reale per evitare overbooking o altre problematiche. Senza internet, che ha messo tutti gli alberghi del mondo davanti a un solo paio di occhi nello stesso istante, il RM non sarebbe mai esistito e si sarebbe sempre andati avanti con la stessa musica di prima. Qui noto alcuni detrattori integralisti ed estimatori parziali, a mio avviso la verità è nel mezzo. Di sicuro è più difficile vendere alle rack, o anche a tariffe vicine alle rack, per due motivi: 1) IL RM dovrebbe essere calibrato su una forbice di prezzi non solo in base alla qualità e tipologia di servizi offerta dalla classe dell’albergo ma anche dalla capacità che ha la città stessa di essere ricettiva ed attrattiva per il potenziale cliente 2) utilizzando esclusivamente il RM in modo meccanico metti in un angolo la professionalità del receptionist che talvolta faceva il prezzo sul cliente come un sarto l’abito al monaco soltando guardandolo o parlandogli, e chi ha fatto questo lavoro sa di cosa parlo. A mio avviso una soluzione ragionevole, un compromesso, sarebbe quello di applicare il RM in quei periodo morti di bassissima occupazione mentre nei periodi in cui, solitamente, si è sempre lavorato intensamente alternarlo con una metodologia un pò più legata alle rack tenuto conto che il rischio nell’esercizio alberghiero è una componente inalienabile. Io capisco l’albergatore che lamenta il costo marginale delle camere invendute, un costo non recuperabile e non scaricabile sul giorno dopo, ma seguendo questa metodologia in modo fisso capita molto spesso di avere l’albergo pieno in periodi di cosidetta alta stagione (vecchia terminologia di menti desuete, n.d.r.) con un fatturato che è la metà di quello che si faceva con altri “comportamenti”. Altri tempi, altri clienti, ora siamo in piena crisi, tutto vero, per carità, ed un merito del RM è stato quello di stanare, se mi passate il termine, alcune sottocategorie di clienti che non si sarebbero mai sognate di passare una notte in un 4/5 stelle a quel prezzo da balera di Turania (paesino grazioso, tra l’altro, n.d.r). Ci sono dei correttivi come l’upselling, ma la paura di perdere il cliente così difficilmente estratto dalla tana porta molte volte o al downselling o un upgrade senza costi aggiuntivi. Di una cosa sono certo: il RM è una tecnica che ha azzerato i profitti proprio perché nasce dalla crisi immanente come unico mezzo di sopravvivenza delle strutture ricettive che, di fronte a un miasma di camere invendute, hanno visto in questo strumento l’unico messia della salvezza, redentore della piena o quasi piena occupazione ma terminator dei prezzi alti o medio alti. Forse eravamo dei matti 10 anni fa a vendere una camera 200 euro quando il suo costo marginale era di 40, ma adesso che la vendiamo 70 e il suo costo marginale e’ di 30, abbiamo di che rallegrarci?
sfarinel
Amministratore del forum
Con tutto questo parlare di recensioni false, di albergatori e clienti poco onesti, i commenti sugli hotel stanno perdendo credibilità. Se poi le recensioni sono quelle pubblicate sul sito ufficiale della struttura, gli utenti sono ancora più sospettosi e meno propensi a credere alla autenticità delle affermazioni.Come dimostrare allora che si tratta di recensioni vere? Che realmente i vostri clienti sono stati bene presso la vostra struttura e vogliono condividerlo con gli altri?
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