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  • Anto4444
    Membro

    Vi do ripeto una proposta che avevo fatto tempo fa se no dite che non propongo nulla. Critico e basta.

    Bene il mio modello per un business equilibrato, onesto per il cliente e remunerativo per gli imprenditori è il seguente:

    “Bottom, sicuramente sopra il costo marginale, Rack che non deve superare 2 volte la tariffa bottom.”

    Che vi aspettavate un trattato? dentro questa forchetta tariffaria ridotta potete fare tutti i salti mortali che volete, tutto il RM che siete in grado di fare, tutti i costi sommersi che vi pare..

    Ma la semplicità di questa proposta genera tantissimi effetti esterni positivi, tantissime esternalità che danno solo benefici.

    Credete che sia un vecchio modo di pensare, invece no. La tecnica della tariffa flessibile è applicata lo stesso, ma solo all’interno di una forchetta ridotta.

    In questo modo si salvaguarderebbero gli hotel di categoria 1-2-3 stelle e allo stesso tempo di salvaguarderebbero quelli 4-5 stelle, facendogli mantenere la loro immagine e prestigiosità.

    Per non parlare del concetto di classificazione che sta andando perdendosi.

    In pratica è l’effetto della tariffa troppo variabile che genera la distorsione, alla fine è questo il male dei mali. Ben inteso sia quando si abbassa che quando si alza. Sia i 49 euro sia i 700 euro per la stessa camera..

    Avevo fatto una lista tempo fa di tutti gli effetti negativi, non la ripeto ma erano almeno 6 se non ricordo male.

    Bravissimo, non dobbiamo farci autogol! Dobbiamo enfatizzare e metter in risalto i nostri punti di forza!

    Easyjet non è l’italia…è una compagnia low cost che applica balzelli se respiri più del consentito. In aggiunta sembra che addestrino il personale ad essere il più arrogante e spiccio possibile! però son bravi a farti credere di poter volare ad un euro.

    Per quanto riguarda la truffa ai giapponesi, beh ti assicuro che è capitato anche a me i giappone (strano ma vero)! ristorante senza menu e stangata finale.

    La cosa sbagliata è adagiarsi sugli allori e saper valorizzare il patrimonio culturale e naturale che ci circonda. Giustamente ci sono destinazioni molto competitive, soprattutto ad una diversa gestione e costo delle risorse umane che sono alla base del servizio.

    Michelangelo
    Membro

    Riccardo hai ragione quando dici che un confronto con chi la pensa diversamente fa bene. Aggiungo io: è indispensabile. E sono molto contento (lo dico sinceramente) che Anto444 frequenti questo blog. Concordo però con Rita sul fatto che i suoi commenti non sono molto costruttivi. Non vedo alternative. Non vedo proposte. Non ci dice lui cosa farebbe…

    Tantopiù che Anto HA DECISO che le compagnie aeree sono fallite per il RM, forte del colloquio con l’inventore della tecnica (ne abbiamo già parlato in passato, ho cercato di spiegare i motivi documentati dei fallimenti a catena ma non è servito). Partendo da questo assioma è inutile parlarne, ha ovviamente ragione lui: se io ad esempio pensassi con forza che CIRIO e PARMALAT hanno avuto i problemi finanziari che hanno avuto, che ne so, a causa dei LAST MINUTE, anch’io sarei il primo ad essere spaventato e a tenere in guardia dalle tecniche di offere ultimo minuto.

    Il punto qual’è: non ne ho le prove, non ne ho la certezza. Anzi ho davanti agli occhi strutture che si sono riprese ed una tecnica che è tutto l’opposto del prezzo al ribasso che tanto spaventa. Mi sembra chiaro che bisogna usare la testa e non farsi prendere la mano. Magari mi sbaglio e non ho una visione a lungo termine. Sono pronto a mettermi in discussione.

    Concludo commentando un paio di affermazioni di Anto444:

    “In ogni caso il prezzo giusto non puo essere minore o uguale al costo marginale. Deve essere superiore e deve garantire una adeguata retribuzione del capitale investito.”

    Ammesso che il costo marginale è 100€: se vendi a 60€ sei sotto. E se vendi a 0€? 0€ è maggiore del costo marginale? 0€ garantisce una adeguata retribuzione del capitale investito?

    in risposta a: 3 preziosi consigli per promuovere l’hotel su Twitter #17957
    arx707
    Membro

    Credo che twitter in italia sia ancora troppo poco diffuso per creare delle opportunità interessanti. Più concreto invece l’uso di twitter per “catturare” clienti americani o nor europei

    Michelangelo
    Membro

    Per Anto

    E’ proprio qui il nocciolo della questione: ti ostini a paragonare il low-cost al revenue management. Non è così.

    Ti faccio un esempio diverso dal mero “abbassare i prezzi”:

    se riesci a “vendere” bene la tua location, la tua qualità, la tua cortesia ecco che a parità di prezzo pieno della camera hai già ottenuto lo stesso effetto: il cliente avrà la percezione di aver sotto pagato quello che avrà. E magari farai l’80% di occupazione. E sarai contento perchè su un possibile guadagno, che so, di 100.000 euro te ne sarai intascati 80.000. I 20.000 però? Sono persi? O li recuperi in qualche altro modo? Sarebbe così triste chiudere la giornata a 85.000 perchè magari hai venduto un altro 10% di camere a metà del loro costo previsto?

    Il RM non ti dice di vendere sotto costo le tue camere.

    Michelangelo
    Membro

    Ecco che nel momento di smontare la mia tesi fallace la confermi tu stesso:

    “Ma poi parliamone, una compagnia aerea che si preoccupa di fare un complicatissimo RM non si preoccupa degli andamenti su “futures” del prezzo del petrolio?”

    Bravo! Infatti quelle che falliscono mica falliscono perchè fanno un complicatissmo RM. Forse sono proprio quelle che non lo fanno?

    lorenzo
    Membro

    test

    lorenzo
    Membro

    test

    Michelangelo
    Membro

    Concludo sull’argomento compagniee aeree, prometto poi mi morderò la lingua.

    Mi sono detto “cavolo, magari ha ragione e nonostante quello che avevo letto non mi sono informato abbastanza”. Così ho fatto una semplice ricerca e tra le migliaia di risultati:

    Iata: 25 compagnie in fallimento

    Per il caro petrolio nel 2008

    ANSA) – ROMA, 8 LUG – Venticinque compagnie aeree hanno cessato la loro attivita’ o hanno dichiarato fallimento nei primi 6 mesi 2008 a causa del caro-petrolio. Lo rende noto la Iata, precisando che si tratta di una cifra che non ha uguali nella storia del trasporto aereo.Il prezzo del greggio e’ quasi raddoppiato in un anno. Il barile di cherosene e’ salito a ridosso di 170 dollari, con un incremento di circa il 100%. Il peso del costo del carburante sul totale dei costi delle compagnie e’ passato dal 13% al 35%.


    Eads: a rischio un terzo ordini

    Prezzo petrolio e dollaro debole colpiscono entrate Airbus

    ANSA) – ROMA, 13 LUG – Circa un terzo degli ordini di Eads, casa madre di Airbus, e’ a rischio per rinvii o cancellazioni per l’impennata dei prezzi del greggio. Il caro-carburante sta tagliando i guadagni delle compagnie aeree. Le entrate di Airbus sono anche colpite dalla debolezza del dollaro, la valuta usata per la vendita di aerei, ha detto l’amministratore delegato di Eads, Louis Gallois, aggiungendo che il biglietto verde potrebbe far naufragare i piani di vendere una fabbrica britannica per ridurre i costi.


    Spanair: piano ristrutturazione

    Tagliate 9 rotte e 900 posti lavoro, per aumento petrolio

    ANSA) – MADRID, 16 LUG – Spanair ha annunciato l’avvio di un piano di ristrutturazione per affrontare la crisi provocata dall’aumento del prezzo del petrolio. Previsto il taglio di 900 posti di lavoro, la cancellazione di 9 rotte ‘deficitarie’ e la riduzione di 15 aerei fra settembre e ottobre. La decisione e’ stata presa dopo che la compagnia scandinava SAS, proprietaria di Spanair, ha interrotto lo scorso mese il processo di vendita dell’aerolinea.

    Infine mi sono trovato questo interessante dossier sul fallimento Alitalia con al suo interno un passaggio di Andrea Goldstein, che conisglio di leggere, su come AirFrance ha sorvolato la crisi:

    http://www.lavoce.info/dossier/pagina2836.html

    Saluti,

    M.

    aldo
    Membro

    La maggior parte dei miei clienti va via entusiasta dell’Italia e della vacanza in generale, molti tornano. Certo che bisogna migliorare molte cose ma non la vedo così tragica, l’Italia è il paese più bello del mondo e gli altri Paesi hanno i loro problemi. Quello che è sicuro è che non godiamo di una buona stampa internazionale, solo in parte per colpa nostra.

    lorenzo
    Membro

    Concludo sull’argomento compagniee aeree, prometto poi mi morderò la lingua.

    Mi sono detto “cavolo, magari ha ragione e nonostante quello che avevo letto non mi sono informato abbastanza”. Così ho fatto una semplice ricerca e tra le migliaia di risultati:

    Iata: 25 compagnie in fallimento

    Per il caro petrolio nel 2008

    (ANSA) – ROMA, 8 LUG – Venticinque compagnie aeree hanno cessato la loro attivita’ o hanno dichiarato fallimento nei primi 6 mesi 2008 a causa del caro-petrolio. Lo rende noto la Iata, precisando che si tratta di una cifra che non ha uguali nella storia del trasporto aereo.Il prezzo del greggio e’ quasi raddoppiato in un anno. Il barile di cherosene e’ salito a ridosso di 170 dollari, con un incremento di circa il 100%. Il peso del costo del carburante sul totale dei costi delle compagnie e’ passato dal 13% al 35%.


    Eads: a rischio un terzo ordini

    Prezzo petrolio e dollaro debole colpiscono entrate Airbus

    (ANSA) – ROMA, 13 LUG – Circa un terzo degli ordini di Eads, casa madre di Airbus, e’ a rischio per rinvii o cancellazioni per l’impennata dei prezzi del greggio. Il caro-carburante sta tagliando i guadagni delle compagnie aeree. Le entrate di Airbus sono anche colpite dalla debolezza del dollaro, la valuta usata per la vendita di aerei, ha detto l’amministratore delegato di Eads, Louis Gallois, aggiungendo che il biglietto verde potrebbe far naufragare i piani di vendere una fabbrica britannica per ridurre i costi.


    Spanair: piano ristrutturazione

    Tagliate 9 rotte e 900 posti lavoro, per aumento petrolio

    (ANSA) – MADRID, 16 LUG – Spanair ha annunciato l’avvio di un piano di ristrutturazione per affrontare la crisi provocata dall’aumento del prezzo del petrolio. Previsto il taglio di 900 posti di lavoro, la cancellazione di 9 rotte ‘deficitarie’ e la riduzione di 15 aerei fra settembre e ottobre. La decisione e’ stata presa dopo che la compagnia scandinava SAS, proprietaria di Spanair, ha interrotto lo scorso mese il processo di vendita dell’aerolinea.

    Infine mi sono trovato questo interessante dossier sul fallimento Alitalia con al suo interno un passaggio di Andrea Goldstein, che conisglio di leggere, su come AirFrance ha sorvolato la crisi:

    http://www.lavoce.info/dossier/pagina2836.html

    Saluti,

    M.

    lorenzo
    Membro

    .

    aldo
    Membro

    Premesso che non sono d’accordo con l’idea che un hotel faccia un servizio pubblico perchè sembra richiamare l’idea che debba intervenire lo Stato a fissare le tariffe e magari decidere chi deve chiudere e chi deve guadagnare e che sono convintissimo che il prezzo lo debba fare il mercato, continuo ad avere molti dubbi sulla genialità di comparare la ricezione turistica con i voli low cost, quando di low cost un hotel a quattro stelle di design in centro città ha veramente poco. Eppure se ne trovano di quelli che svendono le camere a prezzi assurdi quasi che per loro non valesse la regola del danno d’immagine. La cosa peggiore secondo me è andargli dietro, secondo me i piccoli hotel dovrebbero specializzarsi e alzare i prezzi.

    Concordo pienamente Aldo, i piccoli hotel hanno la possibilità di offrire un servizio “custom made” cosa che gli hotel di catena non possono fare, loro riescono bene nel garantire lo standard;

    ecco perchè se andiamo a vedere su TA o altri, gli hotel nelle prime pagine sono tutti individuali e mai Gruppi.

    Questa mi sembra una grande leva da sfruttare che spesso viene sottovalutata magari addirittura considerando i solcial network una minaccia invece che una risorsa.

    maurobs
    Membro

    Spettabili colleghi ed utenti,

    mi ha sorpreso leggere un articolo su questo tema. Credo che siano cose scontate ed ovvie per chi fa l’albergatore con professionalità, ma purtroppo esistono realtà che ancora oggi lavorano con la teoria del “ti frego oggi, tanto è più probabile che domani non torni comunque”.

    Mi permetto un piccolo suggerimento riguardo alla posizione dell’hotel.

    Meglio indicare le distanze dai vari punti di interesse in metri ( o km ), che in minuti.

    Una persona può impiegarci 5 minuti a percorrere un tratto ed un’altra impiegarcene 15 invece.

    I metri restano quelli, non si potranno avere obiezioni.

    Un saluto

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