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  • atrapalo.it
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    Andiamo per ordine.

    La campagna “il patto” aveva come obiettivo quello di riattivare le vendite in una stagione difficile per il turismo spagnolo: le OTA, gli hotel, i tour operator e le compagnie aeree, tutti nella stessa barca della crisi economica….

    “Il patto” ha portato circa 45.000 nuovi utenti registrati ad atrapalo in soli 15 giorni e ha generato 1.500.000 visite uniche.

    Se avessimo dovuto generare lo stesso numero di visite attraverso SEM (marketing online) avremmo speso una fortuna.

    Parlando dei nostri partner: nessuno li ha obbligati a partecipare, l’interesse è mutuo e consolidato da 10 anni di attività di atrapalo.

    Tutto quello che è stato pagato dai clienti, poco o molto che sia, è stato consegnato ai partner senza trattenere commissione alcuna.

    I vantaggi per i partner : campagna di marketing sul site (bottoni, banner,sky), presenza privilegiata nelle newsletter (2.000.000 di iscritti) e posizionamento di favore nei risultati di ricerca sono la contropartita della concessione di prodotto a costo zero o fortemente scontato.

    I nostri partner hanno fatto un calcolo economico vincente : in cambio di prodotto invenduto (che quindi non avrebbe generato nessun beneficio ma solo costi fissi) hanno portato a casa una visibilità che altrimenti non avrebbero potuto ottenere se non pagando di tasca propria annunci,stampa, adwords o qualsiasi altra forma commerciale con costi sicuramente più elevati.

    La relazione di atrapalo con i partner è sempre proposta in chiave

    win – win: otteniamo insieme risultati vincenti.

    Non è una relazione “polli o fessi” contro “furbi”, piuttosto direi che è una relazione tra operatori turistici che capiscono il mercato e come generare massimo ritorno economico dai propri investimenti.

    Operatori che hanno deciso che invece di piangersi addosso perchè non arrivavano prenotazioni hanno agito rischiando e ottenuto risultati ottimi.

    Bruno Preda

    Atrapalo Italia

    http://www.atrapalo.it

    a proposito ma alla frase “eh ma io così non ci rientro delle spese”

    al che chiedi all’albergatore, mi sa dare il suo costo fisso e marginale, e lui “bè ora il costo al dettaglio non ce l’ho”

    spesso gli albergatori oggi “NON SANNO COSA DICONO!”

    però gli vogliamo bene lo stesso, in un mondo che cambia velocemente da una giostra che girava a moto perpetuo, iniziarea spingerla a mano oggi è faticoso da accettare e comprendere,

    comunque ritengo che TUTTI fanno revenue, chi lo fa di piu chi lo fa di meno, chi meglio e chi peggio,

    S.

    Ma il cliente che ha lascito un offerta di 50€ per il suo soggiorno, ritornerà quando l’hotel senza l’ausilio di Atrapalo ne chiederà 100€ non trattabili?!?

    Io credo che ce ne siano già abbastanza di clienti che credono di poter fare da sè i prezzi, mettere a disposizione uno strumento così “poco educativo” non porta a nulla di buono.

    Ciao Bruno,

    ma almeno i costi variabili li hanno coperti?

    se mi pagano 5 euro una settimana, ci vado sotto, o no?

    Quanto è costata realmente la campagna pubblicitaria alla singola struttura fornitrice e in termini di ROI personale quanto ha guadagnato in termini di visibilità?

    Ogni campagna deve essere monitorabile, non mi interessa se un sito ha avuto grazie al mio apporto 1.500.000 visite, io hotel pinco pallo cosa ho generato per me stesso?

    S.

    MicheleMichele
    Membro

    Intanto vorrei ringraziare Bruno Preda di Atrapalo per le precisazioni (già che ci sono faccio anche i miei più sentiti complimenti per la qualità delle vostre idee!)

    Poi vorrei fare aggiungere qualcosa anch’io:

    1- Non credo che i turisti abbiano rubato qualcosa, hanno semplicemente approfittato di un’offerta…volendo potevano non pagare e molti non hanno pagato. Rubare è un altra cosa…

    2- Nessuno ha obbligato gli albergatori a aderire alla campagna. Se hanno aderito è perchè credevano in questo progetto e visto che, durante lo svolgimento della promozione, i pacchetti offerti sono passati da 300 a 500, probabilmente qualche risvolto positivo lo hanno ottenuto (comunque sarebbe sicuramente interessante sentire i pareri degli albergatori che hanno aderito all’iniziativa).

    3- Non è una questione di dignità o di “furbi” e “fessi”, è solo un modo originale (suscita interesse ergo la gente ne parla) per farsi pubblicità e provare a risollevarsi da un peridodo difficile.

    4- La cosa che mi interessava far emergere dal post è che con delle buone idee e con gli strumenti del web 2.0 si può riuscire ad ottenere una grandissima visibilità spendendo pochissimo (visto quanto si spende in genere per la pubblicità tradizionale). Chiaramente per riuscirci bisogna aprisi a nuove possibilità, soprattutto quando si vede che i “vecchi metodi” non portano più i risultati sperati.

    Michele

    Ho dedicato due post ad Atrapalo sul mio blog, credo che in Spagna, dove il porale è uno dei siti web più visitati del paese, atrapalo poteva permettersi un iniziativa del genere…

    Sicuramente Nulla è gratis, la vacanza che non hanno pagato gli utenti, l’hanno pagato gli albergatori, in cambio di pubblicità e maggiore visibilità sul portale stesso, ed atrapalo con la pubblicità generata. Quindi il costo di questi viaggi è stato completamente coperto dalla pubblicità, insomma un esempio dell’economia del gratis di cui parla Cris Anderson. Io credo che in questo caso l’albergatore non rischia di svalutare il suo prodotto perchè è Atrapalo che ha venduto a condizioni speciali le camere, quindi l’utente sa che ha usufruito di un “offerta speciale” e di aver ricevuto un servizio che ha sicuramente un suo “costo”. Personalmente come ho scritto nei miei post non vedo assolutamente applicabile il “paga quanto vuoi” come modello di business ma trovo interessante l’iniziativa dal punto di vista promozionale… credo però sia interessante sapere anche il pensiero degli albergatori che hanno aderito a questa iniziativa…:)!!!

    Azione di Viral MArketing indiscutibile.

    Numero di utenti affiliati indiscutibile.

    Numero di visite indiscutibile.

    Il mio dubbio è solo uno: ma tutti questi numeri, e tutto questo gran parlare, ha un ritorno effettivo solo per Atrapalo in quanto portale Atrapalo che ha generato tutto questo movimento, oppure anche il più piccolo hotel ha benefici da questo?

    Come dice Stefano Tiribocchi, bisognerebbe quantificare nello specifico il ritorno generato per singolo hotel, e non generalizzato sui numeri impressionanti fatti registrare dal portale.

    Come dice anche Riccardo Fracassi, poco più sopra, l’utente che ieri si è fatto una “brutta” vacanza al costo di 50€, domani è disposto a farsi una bella vacanza al costo di 100€ presso lo stesso hotel?

    Su tutto il resto nulla da dire. Grande merito per una bella azione di marketing. Forse il panorama italiano non è pronto a questo, e si trovano molti dissensi. Però l’importante è che se ne parli, anche se negativamente.

    In conclusione, in Atrapalo io ci vedo molta fortuna per il portale, ma una fortuna molto ridotta per ciascuna singola struttura. Mi dispiace inoltre che venga svalorizzato il servizio ricettivo portandolo ad una probabile disonesta considerazione economica da parte del cliente.

    Danilo Pontone

    palingenius
    Membro

    Avere visibilita’ solo perche’ si sta offrendo qualcosa gratis o quasi non e’ raschiare il fondo barile ma guardare sotto il barile se qualcosa e’ sfuggito. A me non interessa solo la pubblicita ma la qualita’: ebbene questa fornita in questa maniera e’ pessima se non controproducente e se no puo’ benissimo fare a meno visto che produce il suo effetto per un periodo ben limitato al tempo dell’offerta. Inoltre abituare i clienti a questo tipo di offerte come puo’ far uscire dalla crisi? Ci si sprofonda ancora di piu’. Chi non puo’ permettersi di andare a vacanza se ne stia a casa, e’ inutile alimentare chimere: la crisi ci ha messo di fronte alla cruda realta’ dei fatti: non e’ possibile vivere al di sopra delle proprie possibilita’ ed e’ ora di dire basta a chi cerca ancora di alimentare quasto modello. Ottenere il piu’ dal meno e’ un’impossibilita’ e gli imbonitori che cercano di propugnarlo mentono sapendo bene di mentire!

    Difficile se non impossibile misurare il beneficio lato hotel perchè secondo me non c’è!

    L’impatto che un operazione del genere ha sulla generazione di domanda è discutibile; quello che ha sulla deviazione della domanda esistente è lampante! Chi è disposto a pagare di più un prodotto se lo trova a meno da un’altra parte o addirittura gratis!?!

    Si parla tanto di disintermediazione, ma se poi per offrire le camere gratis dobbiamo anche rivolgerci ad una OTA addio!!

    Estrapolo da quanto detto dal Sig. Bruno Preda di Atrapalo.it


    “I nostri partner hanno fatto un calcolo economico vincente : in cambio di prodotto invenduto (che quindi non avrebbe generato nessun beneficio ma solo costi fissi) hanno portato a casa una visibilità che altrimenti non avrebbero potuto ottenere se non pagando di tasca propria annunci,stampa, adwords o qualsiasi altra forma commerciale con costi sicuramente più elevati.”


    Il prodotto o camera in venduta ha pochi costi, solamente quelli del normale esercizio. Il prodotto svenduto a clienti disonesti ha, oltre ai costi che una struttura sostiene quando occupa una camera, i costi di una pessima immagine a tutto vantaggio dei clienti che non pagano e di Atrapalo.


    “La relazione di atrapalo con i partner è sempre proposta in chiave

    win – win: otteniamo insieme risultati vincenti.

    Non è una relazione “polli o fessi” contro “furbi”, piuttosto direi che è una relazione tra operatori turistici che capiscono il mercato e come generare massimo ritorno economico dai propri investimenti.”


    Non sono affatto d’accordo. E’ chiaro che gli albergatori erano d’accordo con l’offerta. Tuttavia ritengo che Atrapalo abbia sfruttato la crisi economica che subiscono oggi tutti gli albergatori per convincerli ad aderire all’offerta, con la convinzione di ottenere visibilità. In poche parole uno specchietto per le allodole.

    Sia sincero: se lei soggiorna in un hotel per un valore di 400 euro e ne paga 10 euro, solo perchè non le funzionava la chiave nella porta, (quindi sa che ha sfruttato la situazione e ha pagato una cifra che per l’albergatore è a rimessa) tornerà in futuro in quell’albergo dovendolo pagare a prezzo pieno? O si vergognerà? Cosa dirà ai suoi amici? Consiglierà loro di andarvi a trascorrere le vacanze? O forse farà il nome di Atrapalo? Così i suoi amici potranno scegliere un’altro albergo dove la emuleranno e non pagherano onestamene?

    Mi spiace ma ritengo questo tipo di promozione estremamente “penosa”. Quello che è geniale è come siete riusciti a convincere gli albergatori. Ma questo l’ho già spiegato.

    Questo non è marketing è “trash marketing”.

    atrapalo.it
    Membro

    ciao Stefano,

    mi fai domande precise e cercherò di darti risposte precise con un esempio.

    Un hotel di 4* ha messo a disposizione della campagna 3 offerte/slot da 4 notti, camera doppia prima colazione: prezzo di mercato 960 euro totale.

    L’hotel sa fare “revenue management” (importantissimo punto) e quindi ha assegnato tre periodi con scarsa occupazione dove ha previsto che avrebbe recuperato 0 euro da queste tre abitazioni vuote.

    Ha ricevuto dai tre clienti che hanno catturato il “trato” , 180 euro. Sembrerebbe che ci ha perso, però sempre meno di avere tre probabili stanze vuote.

    Se ha coperto i costi variabili o meno non lo so, non sono un gestore di hotel.

    In più l’hotel ha ottenuto una promozione nel sito di atrapalo per due settimane, una menzione in una newsletter settimanale e migliore posizionamento nei risultati di ricerca.

    Faccio io una domanda: quanto è il costo di una campagna di questo tipo a prezzo di mercato?

    Infine ha portato a casa 19 prenotazioni direttamente collegate al tracking dei link delle campagne di cui sopra.

    Se andiamo sul campo della “disintermediazione” credo che siamo d’accordo, a giudicare dai tuoi twit alla BTO che c’e’ una corrente di pensiero che cerca di trasformare un costo a commissione (variabile in funzione delle vendite) in fisso…una specie di pagine gialle degli hotel online.

    E se parliamo di disintermediazione totale: un hotel singolo quanto è disposto a spendere in costi di adwords, pubblicità online, forza di vendita solo per evitare il costo variabile dell’intermediario? Farebbe a meno questo hotel dei tour operator (altri intermediari) o dei gruppi?

    Ha idea di quanto costino queste campagne, come gestirle e che tipo di ROI può ottenere dal suo investimento?

    Grazie per il tuo post

    Bruno

    http://www.atrapalo.it

    aldo
    Membro

    In sintesi : gli hotel hanno partecipato ad un’operazione di marketing che ha dimostrato che sono dei ladri perché chiedono più del doppio di quello che i clienti ritengono sia il valore effettivo del servizio che offrono. Si sono sputtanati. Che bella pubblicità, complimenti.

    @Bruno

    concordo pienamente con te pur essendo un fautore della disintemadione si… ma moderata.

    aggiungo che avete messo in piedi un operazione di viral marketing a mio parere senza precedenti nel mondo dell’ospitalità.

    Penso che quando arrivano a parlarne i telegiornali con i benefici incalcolabili di visibilità che danno all’operazione…. vuol dire che l’obiettivo è stato raggiunto.

    atrapalo il furbo, gli albergatori i polli, i turisti “portoghesi”…ragazzi, qui nessuno credo volesse fregare nessuno.

    non bisogna guardare la campagna viral di atrapalo come un modello di business, ma semplicemente per quello che è stato: un’operazione di comunicazione pazzesca e direi assolutamente riuscita, visto che stiamo qui a discuterne, prima ancora che atrapalo abbia fatto qualcosa del genere in italia!

    gli operatori turistici hanno stretto il patto di loro spontanea volontà, sapendo benissimo che:

    a) meglio riempire una stanza che lasciarla vuota (ryanair non vende biglietti a pochi cent, in fondo?)

    b) la visibilità che avrebbero ottenuto da una campagna social è notevolmente maggiore di quella che avrebbero potuto ottenere con i vari adwords, banner, dem ed eventuali (che costano un botto, certamente molto di più che una vacanza offerta ad alcuni turisti).

    c) nessuno li ha obbligati a partecipare a questa cosa, quindi non credo che si aspettassero di ricevere pagamenti, ma volevano semplicemente partecipare all’operazione (noi diciamo che gli albergatori ci hanno rimesso…ma i commenti degli interessati quali sono?)

    per quanto riguarda i turisti che non pagano il dovuto, bè, il comportamento del free-rider è uno dei classici fallimenti del mercato nella microeconomia. ci sono casi in cui il free-riding è pratica costante, eppure andiamo avanti lo stesso.

    Nessuno ha messo in dubbio la campagna marketing. Penso che tutti ne riconoscano la forza e la genialità. A parte “turismonoproblem” che la definisce “trash marketing” e che a dire il vero mi sembra un pò esagerato.

    Come dice Duccio Innocenti, se una promozione del genere arriva a far parlare di se sui telegiornali e riesce a trovare una risposta così vasta da parte delle persone (albergatori inclusi), non ci trovo nulla di trash. Anzi, tanto di cappello.

    Quello che si mette in discussione sono gli effetti che da un’azione del genere sono scaturiti. Si punta sull’onestà delle persone (difficile), si prospettano miglioramenti di visibilità e benefici per le strutture alberghiere che in realtà godono di questo solo per riflesso di luce emanata da Atrapalo, infine non è bello il messaggio che viene lanciato: se ti trovi male o ti trovi divinamente, non importa. Hai usufruito di servizi, ci sono persone che hanno lavorato per te, e quindi paghi per tutto questo. Direi che questa è la VERA regola del mercato, con tutti i rischi in cui si può incorrere. Non che io decido che prezzo fare dopo che ho sfruttato ogni beneficio.

    Infine come ha detto qualcuno, cavalcare l’onda della crisi, per riversare ulteriori ostacoli nel settore ricettivo turistico, non è il modo migliore per affrontare la ripresa economica, ovviamente tasche di Atrapalo a parte.

    PS= comunque voglio sottolineare la grande disponibilità e partecipazione di Bruno Preda, e ringraziarlo personalmente 🙂

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