Twitter vs Facebook: ancora pochi gli Italiani che scambiano tweets

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Questo argomento contiene 68 risposte, ha 12 partecipanti, ed è stato aggiornato da dott_stefano_tiribocchi dott_stefano_tiribocchi 9 anni, 9 mesi fa.

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  • #17529

    Anto4444
    Membro

    Visto che ti rivolgi a me ti rispondo subito:

    Io voglio parlare in generale, non voglio andare sul caso specifico. Parlo di politia gestionale. Non voglio parlare del fatto che Andrea e Stefano siano bravi o meno. Parlo di filosofia gestionale. Che a mio umile parere è fondamentale.

    Visto che è da qualche anno che la moda del RM sembra ai più essere efficace (per non dire la manna caduta dal cielo), mi permetto di fare le dovute critiche e argomentare le mie teorie. Posso Andrea?

    Sono noiose? sono poco produttive? La questione è soggettiva.

    Intanto molti dirigenti stanno cercando di aggiornarsi su questi nuovi metodi di gestione (RM). Non mi sembra che il signor Grasso sia d’accordo con te sul fatto che non siano produttive. Tiribocchi si è iscritto all’ultimo corso addirittura, credo che se l’ha fatto è perchè ritiene che l’esperienza gli possa fruttare in futuro e non dovrebbe essere poi cosi noioso. Sei d’accordo? credo di si.

    Si organizzano addirittura corsi di aggiornamento su questo argomento e tu lo definisci noioso e non produttivo? per carità ognuno pensa ciò che vuole. Io non sono in linea con il tuo pensiero.

    Attento al passaggio:

    Se sono produttivi i corsi di Grasso e il RM, anche le critiche ad un argomento produttivo sono produttive. (Potrebbe essere una citazione ma non me la ricordo giusta.)

    O sbaglio?

    E in ogni caso non sono quello che non vuole affrontare altri argomenti, sono apertissimo ad ogni tema (ne ho da dire su tutto e tutti). Quindi se vuoi introdurre un tema interessante e produttivo ben venga, ma non è che se ne introduci uno nuovo non si possa più parlare di quello vecchio no?

    Parliamo del nuovo Ministro del Turismo per esempio? Era utile? ci voleva? cosa potrà fare?

    Vi preannuncio che la mia opinione è favorevole a questa novità.

    saluti

    #17828

    cari amici e colleghi,credo che il prezzo non esista ma un insieme di costi crea il valore di un prodotto,a questo si aggiunge il valore che il cliente attribuisce ed individualmente diamo un valore al prodotto in questione.Non credo oggi sia pìù possibile stabilire un prezzo più alto del costo ma se il mercato ce lo indica e seguiamo la tendenza all’acquisto,sicuramente avremo un rmc molto vicino al costo ma un mantenimento di costi ed una proiezione per il futuro.

    Saluti

    Gianni vannella

    #18180
    Riccardo Cocco
    Riccardo Cocco
    Partecipante

    @giannivannella:

    Sto pian piano leggendo gli interventi su più temi all’interno di questo strumento e mi sta venendo sempre più spesso la pelle d’oca.

    Un insieme di costi crea il valore di un prodotto?

    Ma sei certo di quello che dici? Identificare il prezzo di un bene/servizio partendo dal suo costo è l’errore più grande che si possa fare.

    Stai ben sicuro che se questa è la tua strategia, molto presto i tuoi clienti si vendicheranno e allora si che saranno guai!!

    Buon lavoro e bubon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    #18369

    SuperPanno
    Membro

    Ciao a tutti,

    mi sono appena registrato su questo interessantissimo forum e spero di trarne spunti e consigli pratici per migliorare i miei risultati.

    Sono un neo imprenditore Romano di 32 anni ed ho aperto da circa un anno e mezzo un alberghetto di 10 camare in una zona semi centrale della capitale con risultati fino ad ora incoraggianti.

    Ovviamente avendo solo 10 camere non rientro in certe economie di scala ne di fatturati ne di cifre occupazionali ma comunque nel mio piccolo cerco di ottimizzare le vendite tramite il RM di cui ne ho una discreta conoscenza.

    Detto questo vi pongo una questione proprio sul RM (sistema che in linea di massima approvo) per quale ancora non sono stato in grado di darmi una risposta:

    Partendo dal presupposto che il RM cerca di ottimizzare sia il prezzo di vendita quanto l’occupazione, cè da dire che le stime di RM vanno ad analizzare analiticamante i dati tariffari ed occupazionali di un asingola struttura; a questo punto per una data X una volta che ho raggiunto una discreta occupazione il RM mi dice di alzare progressivamente le tariffe andando a migliorare il prezzo medio di vendita.

    Se però è vero che se mi sono rimaste poche camere da vendere posso permettermi di “tirarmela” un pò di piu’ sul prezzo, è anche vero che se fino a quel momento ho venduto bene ad un determinato prezzo, nel momento in cui vado ad aumentare sensibilmente la rate facilmente potrei andare fuori mercato rispetto alle traiffe dei competitors in quel determinato momento…

    Viene da se che una cosa si vende fin tanto che il prezzo, la location , il prodotto ecc ecc sono in linea con il mercato, al contrario uscendo da questi parametri il successo di concretizzare una prenotazione lo si affida molto di piu’ al caso che non a criteri oggettivi.

    A questo punto mi scontro con la questione che la forbice di prezzo da me applicabile non è tanto data dall’andamento interno del mio hotel ma quanto piu’ da fattori esterni che vanno un pò ad annullare i principi di RM.

    La faccio breve: Se fino ad ora il mercato mi a permesso di vendere a 79€ per quale caspita di motivo altri potenziali clienti dovrebbero prenotare a 99€ anche se mi sono rimaste solo 3 camere da vendere?

    Capirei se i prezzi di tutte le strutture di un determianto territorio aumentassero all’unisono, ma in assenza di quest’ultima considerazione mi vene da pensare una cosa: o sono stupidi i clienti che vengono a prenoatare a 99€ quando magari il mercato è piu’ basso, o sono stupido io che ho venduto le altre camere a 79€ invece di 99€!

    Spero di aver reso l’idea.

    Aspetto vostre considerazioni.

    Ciao e grazie!

    #18371
    Riccardo Cocco
    Riccardo Cocco
    Partecipante

    @superpanno:

    Carissimo,

    c’è un errore di fondo, ovvero diversi relativamente al tuo modo di approcciare al RM.

    “il RM cerca di ottimizzare sia il prezzo di vendita quanto l’occupazione”:

    Non è così. Il RM cerca di ottimizzare il revenue totale del settore camere dell’albergo (ci sono approcci anche ad alrti settori come F&B ma non sono ancora utilizzati). E ottimizza il revenue attraverso le leve del prezzo e dell’occupazione.

    “per una data X una volta che ho raggiunto una discreta occupazione il RM mi dice di alzare progressivamente le tariffe andando a migliorare il prezzo medio di vendita.”

    Non è così. Il RM non ti dice di aumentare la tariffa al raggiungimento di una “discreta” occupazione. Il RM ti dice di studiare che tipo di domanda hai per una certa data e se questa supera la tua disponibilità allora chiudi le tariffe più basse ovvero alzi la tariffa, yield management. Se hai 3 camere da vendere e la domanda non supera il 100% della tua disponibilità puoi mettere in vendita le 3 camere a 1 Euro o a 1.000 Euro ma non essendoci la domanda, non le venderai.

    “Se fino ad ora il mercato mi a permesso di vendere a 79€”

    Non è solo il mercato che ti permette di vendere ad una determinata tariffa, è il mercato, i tuoi costi fissi e quelli variabili, la domanda e circa un migliaio di altre variabili.

    Spero di esserti stato di aiuto.

    Buon lavoro e buon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    #18380

    SuperPanno
    Membro

    @riccardo Cocco:

    Ciao caro,

    innanzitutto grazie per la risposta!

    Devo però dire che non sono molto daccordo con alcuni concetti da te espressi:

    “Il RM ti dice di studiare che tipo di domanda hai per una certa data e se questa supera la tua disponibilità allora chiudi le tariffe più basse ovvero alzi la tariffa, yield management”

    Ed è proprio sulla base di questo principio che metterò in vendita a tariffe basse per contrastare l’eventuale scarsa richiesta che prevedo ed eventualmente alzare un pò il prezzo se la domnada procede bene e l’occupazione va saturandosi.

    e ancora

    “Non è solo il mercato che ti permette di vendere ad una determinata tariffa, è il mercato, i tuoi costi fissi e quelli variabili, la domanda e circa un migliaio di altre variabili”

    Su questo (probabilmente sbagliando) ma sono in totale disaccordo…

    Partendo dal presupposto quando parlo di mercato tendo ad inglobare i 2 concetti fondamentali di location e la domanda per un determinato periodo,

    ritengo che al mercato non possa fregargliene di meno dei tuoi costi fissi ne di quelli variabili!!!

    Mi spiego meglio: se in questo mese il mercato di Roma in cui opero, per quello che è il livello della mia struttura e la domanda non mi permette fondamentalmente di superare un prezzo medio di vendita di ipotizziamo 50 euro, ritengo che non abbia alcuna importanza che a te un camera costi 55 euro… Sulla base di questa ipotesi l’unica cosa che tu puoi fare è decidere se comunque vendere anche sotto costo giusto per ammortizzare comunque i costi oppure non vendere proprio…

    e ancora:

    “puoi mettere in vendita le 3 camere a 1 Euro o a 1.000 Euro ma non essendoci la domanda, non le venderai”

    Questa affermazione a mio avviso è la negazione del RM!

    Il RM ti dice proprio di abbassare il prezzo laddove ci sia poca richiesta per contrastare il momento poco favorevole ed andando comunque ad ottimizzare il tuo lavoro anche se non è un momento d’oro.

    Se non parti da questo presupposto allora dovresti lavorari con un prezzo fisso tutto l’anno, tanto se vendi vendi e se non vendi non vendi!!!

    Sono assolutamente convinto che un albergatore non abbia pressochè alcun potere sul prezzo finale di una camera ma sono solo e soltanto le variabili esterne che ti permettono di variare le tariffe; considerando elemento rigido location e livello dell’hotel e variabile la domanda, la vera abilità di un albergatore è saper cavalcare meglio possibile il secondo elemento.

    Ciao e a presto.

    #18386

    @tutti,

    innanzitutto continuare a cercare di sintetizzare il revenue management in un post di blog è impossibile, sono troppe le cose da dire, e da aggiugnere sul detto,

    se ci sono dieci persone che vogliono andare a roma, e ci sono dieci albergi che hanno camere, lì la partita è giocabile, se a Roma in quel giorno, vuoi perchè il meteo dà piogge torrenziali, vuoi perchè c’è lo sciopero dei treni, aerei e tutto il resto, vuoi perchè è esploso un focolaio di influenza letale, insomma se nessuno ci vuole andare è come un bazaar nel deserto, le cose puoi regalarle ma nn c’è nessuno che le compra,

    se invece ragioniamo a livello superiore, e quindi parliamo di grossi player (OTA) che vendono prodotti turistici, in quel caso possono spostare la domanda, da firenze a roma, o da roma a canigattì de sotto, nel senso di rendere con un connubbio pubblicitario e di prezzo una location più desiderabile, anche player di compagnie aeree possono creare un vola a canigatti de sotto a prezzi imbattibili e sicuramente stimolare la curiosità del viaggiatore (concordo che se un posto non ha veramente NIENTE da offrire c’è poco da fare).

    S.

    #18389
    Riccardo Cocco
    Riccardo Cocco
    Partecipante

    @superpanno:

    Mi piacerebbe poter approfondire alcuni aspetti della tua risposta.

    “Ed è proprio sulla base di questo principio che metterò in vendita a tariffe basse per contrastare l’eventuale scarsa richiesta che prevedo ed eventualmente alzare un pò il prezzo se la domnada procede bene e l’occupazione va saturandosi.”

    Dipende tutto da come desideri gestire il tuo forecast. Se come OCCUPANCY Forecast o come DEMAND Forecast. Nel primo caso rincorri i risultati, nel secondo li anticipi.

    Vendere sotto costo. Non ha senso a mio parere, se non in termini di investimento marketing ovvero dando camere complimentary ad un possibile decision maker valutando al massimo però il ROI.

    Il concetto della camera ad 1 Euro o a 1000 Euro tende ad evidenziare il fatto che la domanda non la generi tu con il cambio del prezzo. Al massimo la trasferisci, con la possibilità oggettiva di far pagare una tariffa bassa anche a chi avrebbe una “willingness to pay” più alta.

    La vera abilità dell’albergatore è saper cavalcare al meglio la domanda. Benissimo! Come? Mi daresti degli esempi specifici di come ti muovi?

    Buon lavoro e buon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    #18793

    Ciao Riccardo,

    il sistema di booking.com è meritocratico nel passato e nel fututo:

    – tiene conto del venduto come volume di fatturato utile

    – tiene coto del vendibile come volume di fatturato utile

    al che l’algoritmo calcola la tua posizione, quindi se hai ben venduto sali, se dai commissioni future piu alte, sali, il mio personale consiglio è, inizia a dare un po di overcommission per salire quanto basta a generare le vendite che aumentano il fatturato utile passato e poi calala piano piano, per poi rialzarla nei momenti di bisogno

    a presto

    S.

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