Expedia: “Hotel, abbandonate il listino prezzi!”

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Questo argomento contiene 8 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da Riccardo Cocco Riccardo Cocco 10 anni, 2 mesi fa.

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  • #15324

    leggi l’articolo completo...OTA-competitor o OTA-alleati? Ottenere più visibilità o abbattere le commissioni? Disintermediare o utilizzare i portali come strumento di marketing? Questi alcuni degli argomenti caldi trattati nell’intervista condotta di recente da Marco Beaqua a Stefano Perino, director market manager Central and Southern Italy di Expedia, sul portale Jobintourism.

    Interessante è l’invito da parte del portale stesso agli albergatori di iniziare a fare Revenue. Non applicare tariffe flessibili è visto da Expedia come uno dei principali errori commessi dalle strutture nella gestione del pricing sui portali.

    Expedia: “Hotel, abbandonate il listino prezzi!”

    #19934

    Filippo
    Membro

    Assolutamente d’accordo sul fatto che il listino prezzi ( almeno inteso nel senso classico del termine ) non esiste piu’.

    Piu’ difficile farlo capire la Cliente ( ce ne sono ancora) che chiedono i prezzi nei vari mesi, riferendosi alle ovvie stagionalità.

    #19943
    Riccardo Cocco
    Riccardo Cocco
    Partecipante

    @filippo:

    Purtroppo ciò che di ci è assoluta verità! Ma la difficoltà non è nel farlo capire ai clienti (che lo sanno e lo sanno molto bene che gli alberghi funzionano come le compagnie aeree, perchè a loro non fanno problemi accettando le loro fluttuazioni?) Chi realmente non è a conoscenza che non esistono più le stagionalità e quindi non esistono più i listini prezzi, sono molti albergatori che definirei (per eleganza): ALBERGATORI VINTAGE……

    Buon lavoro e buon vintage a tutti!

    Riccardo Cocco

    #19944

    GabUd
    Membro

    Sera.

    d’accordo quasi su tutto..tranne, manco a dirlo, su certi punti di vista delle Ota

    che, anche a sentire il Sig Perino, vengono date un poco per scontato.

    Certe commissioni per un servizio di INTERMEDIAZIONE sono a mio avviso eccessive… 25-30% per “il costo del servizio offerto” mi sembrano fuori fase..

    Provoco: perchè, visto che l’ottica preposta è WIN TO WIN, le OTA non propongono una “parity commission” a fronte della richiesta di “parity rate”?..lo so che non troverò molti d’accordo..ma a me sembrerebbe onesto.

    per il resto mi trovo d’accordo con Sig Perino..si vede il buon sangue paterno da albergatore di successo :)

    Buon lavoro a tutti!

    Gabriele

    #19945

    Filippo
    Membro

    @riccardo: esistono ancora parecchi Clienti che sono all’oscuro di certe tecniche di “pricing”, a qualcuno che telefonicamente stavo spiegando questo portando come esempio i prezzi delle Compagnie Aeree, mi sono sentito rispondere “mai preso un aereo in vita mia!”

    Per gli albergatori concordo ( sic). Ma perche’ ci sono troppi albeghi o perche’ troppi non sono aggiornati commercialmente perlando??

    #19946
    Riccardo Cocco
    Riccardo Cocco
    Partecipante

    @gabud:

    Tema annoso e solitamente irrisolvibile. Da un certo punto di vista concordo sul fatto che si potrebbe di certo negoziare (per categoria ovviamente non come singole strutture) un livello di commissioni più abbordabile. Dall’altro non convengo sulla “parity commission”. Le OTA hanno una potenza differente l’una dall’altra anche in termini di investimenti e di offerta (anche se son certo che stiamo man mano andando verso un calderone unico da dove tutti pescheranno). Uniformare le commissioni renderebbe come impatto negativo che le attuali OTA che spendono fior di milioni in comunicazione (in tutte le sue sfaccettature) ridurrebbero questo impegno.

    @filippo:

    Un esempio non fa la massa ovviamente, ma certo è che esistono anche questo tipo di personaggi, allora è nostra capacità percepire il tipo di interlocutore e livellare il discorso. Se il premio Nobel Carlo Rubbia mi parlasse di astrofisica, non capirei nulla……

    Per la seconda parte del tuo intervento occorre dire che a mio parere è una commistione di ambo i fattori. Ma personalmente credo più ad un elevato numero di strutture non gestite da albergatori ma da investitori, che dimenticano sempre che sono i clienti che fanno i numeri e non i numeri che fanno i clienti.

    Buon lavoro e buona astrofisica a tutti!

    Riccardo Cocco

    #19947

    Filippo
    Membro

    @riccardo: albergatoriinvestitori. Son d’accordo, ma come pensano che il lavoro di albergatore ( come tutti le altre professioni) si possa inventare in quattro e quattrotto???? E’ proprio con questo tipo di approccio non professionale che poi si rovina un po’ l’immagine dell’intero settore.

    #19950

    @ dott. Cocco @riccardo

    scrivo 2 righe veloci ….. mi piace il Vostro discorso di albergatori-investitori!

    l’anno scorso sono stato 4 giorni sull’isola di malta per vedere alcune strutture per gestione diretta e per managment e li sono restato piu’ che stupito dalla NON conoscenza del lavoro di albergatore e non solo, in metà dei casi ho avuto proprietà di banche e altri istituti (SMOM e via dicendo). Qui si capiscono molte cose, ma io avvallo sempre il pensiero che posso essere si un investitore ma posso avere le persone giuste per il giusto hotelier … che dire…. non arrivero’ mai dove vorrei ma almeno ho nel cuore l’indole e quella non ha prezzo!

    BUON 150° A TUTTI ANCHE AI TRENTINI E AGLI ALTOATESINI…. :-P

    #19951
    Riccardo Cocco
    Riccardo Cocco
    Partecipante

    @filippo & Luca:

    il problema è proprio questo. Molti imprenditori, per differenziare gli investimenti hanno iniziato ad investire in ospitalità gestendo le strutture in modo diretto (i più illuminati almeno le hanno lasciate in regime di management). Fare l’albergatore non è un lavoro che si apprende con le dispense della Scuola Radio Elettra (con tutto il massimo rispetto), ma è dedizione innata. Non a caso alcuni tra i più bravi albergatori sono dinastie che ormai hanno consolidato nel proprio DNA l’albergo.

    Buon Revenue Management e buoni DNA a tutti!!

    Riccardo Cocco

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