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  • ottaviofebb
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    caro duccio sono d’accordo sul fatto che un singolo non possa rovinare il buon nome della tua struttura …però da fastidio ..e poi dipende cosa scrive….

    Anto4444
    Membro

    Bravo fai bene a leggere il documento.

    Dici che moltissimi viaggi non li avresti fatti se non ci fossero state le offerte a 30 euro per andare a londra giusto? bene, rispondimi subito, cosa ci hanno guadagnato le compagnie aeree con tutti questi passeggeri in più sottocosto?

    La mia risposta come immaginerai è negativa, infatti dal punto di vista dell’offerta questa strategia ha comportato solo una grande concorrenza, devastante, che ha ridotto al lastrico il 95% delle compagnie.

    Questo secondo te, Stefano, è un bene per il settore? ci sono tanti passeggeri in più d’accordo ma per quello specifico settore era meglio prima!

    Confermi i miei dati dicendo che 15 euro te li fai fuori in patatine, se non fosse tutto a pagamento la compagnia Ryaniar avrebbe un margine di 150 euro a volo! ti rendi conto? Quindi la mia domanda è: davvero vogliamo mettere tutto a pagamento anche nei nostri hotel? vogliamo davvero seguire questo modello?

    Poi hai toccato un tasto dolente, la ricettività non regolamentata è ormai diventata rilevante. Bisogna sistemare questo cancro che ci sta mangiando a poco a poco.

    Mi fa anche piacere che tu abbia fatto delle profonde riflessioni sulle compangie aeree ma..

    Le riflessioni sulle compagnie aeree avrebbero dovuto essere state il punto di partenza delle riflessioni e degli studi del sig Grasso, è da li che nasce tutto, anche lo slogan è copiato dall’ American Airlines, quindi è assurdo non analizzare la loro situazione per poi traslarla al settore ricettivo. Avete preso e palesemente copiato solo il modello senza analizzare gli effetti che quel modello ha già causato e senza analizzare gli effetti che la traslazione comporterà. Sbaglio?

    Scusami se insisto ma possibile che voi consideriate questo modello come l’invenzione del secolo quando si è gia dimostrato fallimentare?

    Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

    Ciao Anto,

    il problema non è il revenue, il revenue è la conseguenza dell’effetto di pubblicazione e comparabilità in mondovisione delle strutture alberghiere,

    i portali di prenotazione hanno creato il revenue.

    Quando il turista andava di porta in porta (diciamo che si faceva una decina di porte) come walk-in aveva un prezzo in testa e quando collimava con l’offerta dell’hotel comprava, e l’hotel aveva secondo i suoi costi e secondo un mercato stabile le fasce di alta e bassa stagione, faceva un po i suoi prezzi,

    il problema è che oggi il cliente passeggia su 1000 hotel, li ordina li vede in pochi secondi, comodamente seduto a casa, e l’idea di prezzo che lui è disposto a pagare, spesso viene SORPRESA da un prezzo ancora più basso!

    E’ cambiato il sistema della presentazione delle strutture con il web e questo sistema si porta appresso il revenue, se il mio prezzo è fuori mercato chi mi compra? chi mi vede? se ho le camere vuote che ci faccio?

    noi simuliamo quello che l’utente può vedere e ne immaginiamo il comportamento e così come wellington aveva un simulacro di Napoleone più esatto di quello che Napoleone aveva di wellington, così noi albergatori dobbiamo capire come si sta muovendo il mercato, intuirlo anticiparlo, dobbiamo immaginare le mosse dei nostri competitor, il tutto per poter raggiungere il nostro preciso obiettivo di vendita.

    Se chiudessero i portali di comparabilità sarebbe tutta una altra storia ma questo è impossibile a realizzarsi nell’era dell’informazione.

    S.

    Caro Anto444,

    Rynair continua ad aprire nuove rotte seguendo quello che tu chiami “modello” anche se secondo me è tutto fuorchè un modello, e dall’altra parte altre compagnie lente nel capire le mutate dinamiche falliscono inesorabilmente.

    Stesso dicasi per le strutture ricettive dove chi è disposto ad avere una tariffa dinamica in base all’occupazione riesce a guadagnare se non a comprare gli Hotel a chi sul sito ha ancora la griglia tariffaria.

    Poi giocano tanti altri fattori come la qualità percepita ecc. ma di questo ne abbiamo abbondantemente parlato in altre occasioni.

    Questo vale per tutti i settori; noi vendiamo Simple Booking ed il suo costo è determinato da diversi fattori tra cui prioritario quello che il mercato cioè l’albergatore è disposto a spendere per utilizzarlo.

    Visto che oggi è il software più diffuso in Italia ci chiediamo cosa sarebbe successo se le avessimo venduto più caro ma, col senno di poi, preferiamo rimanere col dubbio…

    Stefanoa
    Membro

    Salve a tutti,

    mi pare siate tutti un pò troppo fermi sulle barricate. Forse vi conviene allargare gli orizzonti. Suggerisco un paio di libri di Seth Godin, brevi, e semplici da comprendere: “La mucca viola” e “Il ritorno della mucca viola”; tanto per fare qualcosa di diverso. Io li ho letti e sono fermamente convinto di non aver perso il mio tempo. Personalmente ritengo opportuno avere un orizzonte più ampio possibile, perché il mondo è sempre più piccolo….

    Caro Stefano,

    concordo pienamente sui tuoi suggerimenti, li ho letti entrambi e li ritengo i migliori libri di marketing che ho letto.

    Un tempo facemmo anche un articolo su BookingBlog in merito

    Il ruggito della mucca viola – ci vuol coraggio per farsi notare

    a presto

    Io sorvolo sul low cost aereo e sul modello di vendita utilizzato, in quanto c’è un fattore di “inquinamento” delle tariffe che è invece frutto di un’attenta politica di marketing territoriale, ovvero la quota che le località “minori” pagano alle compagnie per ogni passeggero che portano in quel luogo. Tale quota genera differenti effetti distorsivi quali tariffe prossime allo 0 che tagliano le gambe alla concorrenza, ma contemoporaneamente indirizzano le scelte di consumo di prodotto turistico proprio presso tali località. Se domattina il sindaco di Viterbo, tanto per citare un Comune che negli ultimi tempi si è dovuto confrontare con tale prospettiva, si accorda con Rynair per 15 € (tariffa assolutamente inventata) Viterbo vedrà aumentare vertiginosamente la presenza turistica sia in transito che per il pernottamento. Chiaramente ciò avrà ricadute sulle casse pubbliche, oltre che sulle tasche private, e quindi forse al Comune di Viterbo sarà convenuto. A Girona è convenuto sicuramente. Chi sarebbe mai andato a visitare Girona, dormendoci pure, quando c’è Barcellona con la sua fortissima attrattiva ad 80 Km? Eppure Girona è una perla. Viterbo è nella stessa situazione, 80 Km da Roma ed è anch’essa una perla. Speriamo funzioni.

    Ma in questo fattore inquinante sta la differenza tra il modello RM applicato alle low cost ed al settore alberghiero. Gli alberghi, nonostante applichino tariffe variabili con forchette anche molto ampie, devono comunque sostenere costi che non vengono pagati da nessuno se non dal cliente. Siamo nella situazione contraria: l’albergo è Viterbo, la low cost è il tassinaro. Un modello tanto caro all’italianità del volemose bene e tiramo avanti prevedeva la mazzetta al tassimaro che portava clienti all’hotel. In passato funzioava esattamente così, come funzionano adesso le low cost aeree.

    L’analogia tra hotel e low cost sta, semmai, nel tipo di prodotto che si offre: deperibilità assoluta (una camera non venduta oggi non la venderò domani, un volo vuoto oggi non sarà venduto domani), altissimi costi fissi (reception, utenze, ammortamenti, amministrazione, affitto ove presente, pulizie se non esternalizzate, personale bar/sala per gli hotel, carburante, hostess, piloti, hub presso gli aereoporti per le compagnie aeree) e costi variabili minimi (biancheria, prodotti per la colazione, prodotti di cortesia per gli hotel, prodotti bar e consumo, tasse sul passeggero per le low cost). Da ciò deriva l’asserzione che coperti i costi marginali, tutto è meglio di un posto/camera vuota. Ed è vero!

    In tutto ciò s’innestano molti altri fattori che ci danno la possibilità di tirare su il prezzo e quindi coprire anche i costi fissi e generare successivamente profitto: location, mercato di riferimento, capacità di vendita, cross selling, offerte speciali e promozioni, visibilità, QUALITA’ DEL SERVIZIO OFFERTO, soddisfacimento dell’aspettativa di qualità da parte del cliente, caratteristiche intrinseche alla struttira, servizi….. Avoglia quanti altri fattori potremmo mettere in campo!

    Il cross selling è solo uno degli elementi di valore aggiunto ed è molto valido perché trasforma il soggiorno in “esperienza” personalizzata.

    Noi siamo arrivati al RM da poco più di un anno, abbiamo una forchetta tariffaria ampissima, una qualità attesa medio alta ma una qualità percepita altissima, siamo un semplice 3 stelle di periferia in un edificio rurale degli anni 40, lontano dalle rotte turistiche classiche. Ma il turista qui arriva, ce lo faccio arrivare con il prezzo, la qualità, la cordialità, i giudizi sulla rete. Fino ad una anno fa luglio ed ogosto erano un pianto, i fine settimana idem, solo commerciale lun-gio. Ad agosto ho avuto una saturazione media del 74 %, con vendita a tariffe migliori dell’anno scorso (stiamo cominciando a raccogliere quanto seminato) ed a settembre ed ottobre ho già venduto a tariffe maggiori di quelle rack!!!! Ma ci stiamo facendo il c**o.

    I servizi aggiuntivi in vendita o meno (trasfer, roma pass, bottiglie varie, frigobar gratuiti, giri in vespa per la città, tour guidati, informazioni turistiche sugli eventi, i concerti, i negozi, i posti dove mangiare o bere, trasporti, mare laghi e quant’altro ci potremo inventare) non solo sono fortemente ben accette, ma lasciano sempre il segno nella percezione dell’hotel. La location non ci premia, e allora noi facciamo in modo che la location sia il nostro putn odi forza per un ben preciso tipo di clientela, anche turistica. E le tariffe possono salire, perché immetto sul mercato un prodotto turistico che diventa ricercato appositamente per le caratteristiche che ha.

    Una sola domanda mi sovviene in merito all’articolo di apertura: un hotel che ha un costo marginale di 60 € è un 5 stelle extra lusso!!! Non sarà un esempio un po’ forzato per i frequentatori di questo blog??

    Saluti

    Francesco

    Caro Francesco,

    ti faccio i miei personali complimenti per il tuo post e per il tuo modus operandi che ti sta portando ottimi risultati anche e soprattutto considerata la location.

    Nei 60 eu c’è anche l’affito d’azienda.

    a presto,

    in risposta a: Guida al Social CRM per gli hotel #17916

    Sig. Duccio, rispetto la sua opinione ma non la condivido.

    E per supportare Tripadvisor ed Expedia, non è necessario paventare la mancanza di qualità o professionalità che lei sta insinuando in coloro che non accettano o protestano contro la gestione senza principi e regole certe, uguali per tutti e a garanzia della libera concorrenza.

    La manipolazione della realtà ha il solo obiettivo di dirigere, controllare e tentare di monopolizzare il mercato delle prenotazioni e questo è il sogno di tutti i competitori, per acquisire maggior potere e spremere più profitti.

    Comunque per buona pace sua e di Expedia , gli operatori non sono stupidi e stanno iniziando a comunicare ed a percepire il pericolo che si sta configurando e la reazione sarà proporzionale e….con grande soddisfazione, e a tale scopo , la invito a monitorare la class action che si sta per attivare contro Tripadvisor ed Expedia.

    Comunque vorrei invitare lei e la redazione, per l’ennesima volta, a citare anche qualche altro operatore che lavora seriamente….sembra che il mercato inizi e finisca con Tripadvisor ed Expedia, mentre ringraziando Dio, ci sono molti altri professionisti nel mercato del turismo …

    Per la Sig.ra Lia da Roma:

    La invito a conoscere lo stato delle azioni che si stanno per prendere e se interessata ad unirsi al già folto gruppo di albergatori ed associazioni di categoria, legga questa discussione nei primi commenti…

    Cordialità

    Alla Dolce Vita

    in risposta a: Guida al Social CRM per gli hotel #17915

    Per il Sig. Anto4444:

    Le elenco alcuni fatti , intesi come accadimenti o caratteristiche oggettive ed inconfutabili a meno che lei non possa o non voglia, smentirli con altrettanti fatti corroborati da prove o considerazioni oggettive:

    Fatto: non conosco booking.com, ma se consente la pubblicazione SOLO a chi ha effettuato una prenotazione andata a buon fine, può fregiarsi, al contrario di Tripadvisor che mente quando scrive “get the truth and go” ( per chi non è anglofono: “ ottieni la verità e parti”…hahaha!!), di offrire informazione almeno autentica.

    Che poi sia anche vera è un altro paio di maniche, ma almeno stiamo anni luce avanti, rispetto ad Expedia e Tripadvisor!

    Booking, al contrario di Expedia e Tripadvisor, che abusivamente listano tutte le strutture che possono generare traffico ed interesse, interagisce solo con coloro che accettano e firmano un contratto a prestazioni corrispettive.

    Se poi, questo sito non consente la pubblicazione di una “difesa” o di un “commento” al titolare, è una caratteristica che il singolo può decidere ( liberamente! ) di accettare o no con il pacchetto offerto.

    Fatto: il fatto stesso che Expedia, tramite Tripadvisor, pubblica senza certificare l’autenticità delle fonti e dei contenuti, configura un portale potenzialmente pieno di falsità, e manipolazioni….quante siano nessuno lo sa , sono d’accordo con lei….ma essendocene ed essendo scoppiati scandali conclamati ( Es. Yasawa Island ed altri …la invito ad informarsi ed approfondire ), la teoria dell’iceberg è calzante ( solamente una piccola parte è emersa , mentre la mastodontica ed immensa parte sottostante è nascosta sotto il livello dell’acqua…la soglia di attenzione di chi continua ad avallare e difendere un tale abuso e falso caso di “buona condotta”! )

    Fatto: “ internet bellezza” non significa e non coincide con il “far West” dove vige la legge del più forte ed i diritti dei singoli sono schiacciati ed insudiciati….quasi-quasi come l’esempio che ha fatto lei su regimi e dittature senza scrupoli!

    Fatto: viviamo in una democrazia ed uno stato di diritto, dove chi avalla e giustifica la libertà senza regole e rispetto, è il prepotente di turno che ha convenienza egoistica a corroborare un falso comportamento libertario, che impone con la forza ( massa critica e potenza finanziaria ).

    Fatto: Tripadvisor ed Expedia si stanno comportando come un regime impositivo non rispondendo ai quesiti per il rispetto sulla privacy ( provi lei a scrivere a privacy@tripadvisor.com per richiedere chi sia il responsabile della gestione dei dati sensibili ex Dlgs 196/2003 ) e alle richieste di cancellazione dai loro portali, soprattutto se il richiedente non lavora con alcuno dei portali collegati direttamente o indirettamente.

    Secondo lei, perché non accettano di cancellare una struttura che non è listata in alcuno dei portali che generano reddito per Expedia…eh?

    Fatto: nessun servizio di vendita e rappresentanza dovrebbe diventare obbligatorio…ma Expedia e Tripadvisor non pensano così, ed impongono la loro sporca politica e anticoncorrenziale gestione.

    La invito, come ho già fatto con operatori del settore turistico, poco ferrati giuridicamente, a reperire maggiori ed approfondite informazioni su:

    a- la funzione dell’editore, le relative responsabilità in sede civile e penale.

    b- i diritti ed i doveri scaturenti dal Dgls 196/2003 ( Privacy ).

    c- il rapporto che scaturisce da un contratto di vendita, somministrazione e rappresentanza.

    Concordo con ciò che ha scritto, ma parzialmente: “la gente può dire quello che vuole…nella vita reale con il passaparola” , si ma senza mai svincolare i contenuti dalla responsabilità dell’autore…

    Tripadvisor ed Expedia consentono il perfetto anonimato, non controllano e certificano che la recensione è scritta da un reale ospite che ha soggiornato nella struttura , e pubblicano recensioni anche diffamatorie e/o estremamente lusinghiere….caro Sig. Anto4444, non funziona così, soprattutto alla luce del fatto che questo editore irresponsabile, agisce così per vendere prenotazioni turistiche e spremere milioni di euro dal mercato!

    Ergo: la gente può dire quello che vuole e pubblicare tutto quello che vuole, ma senza nascondersi nell’anonimato , altrimenti diventa la giungla, anzi…il far west, dove chi ha la “voce” e la “stampante” più grande, “crea e pilota “ la realtà!.

    Cordialità

    Alla Dolce Vita

    Ma nei costi marginali mettete anche l’affitto????

    C’è qualcosa che non mi torna

    Stefanoa
    Membro

    Caro Duccio,

    scusa, sono uno degli ultimi arrivati sul booking blog, quell’intervento sui libri di Godin lo avevo perso. Il fatto è che, anche riallacciandomi al blog relativo al cross selling, bisogna tener presente che:

    il solo revenue management non basta;

    il solo marketing non basta;

    guardare i concorrenti (e copiarli) serve solo ad arrivare secondi.

    Quindi, se non si allargano gli orizzonti non abbiamo nessuna possibilità di uscire dalla crisi.

    E mentre molti operatori del nostro settore ancora non sanno cos’è il web 2.0 già è arrivato il 3.0. Adesso provo a cercare di capire come funziona twitter (ho 50 anni e le nuove tecnologie sono difficili da metabolizzare) perché non voglio trascurare niente.

    Avete fatto un articolo anche sulla “strategia oceano blu” di Kim e Mauborgne?

    Saluti e buona domenica.

    Stefano

    Ciao Francesco, il costo vivo non è il costo marginale, ecco perchè contiene l’affitto d’azienda e perchè è cosi alto.

    Io sto facendo la stessa gestione con un hotel fuori dal raccordo, è l’unica via, continua così!

    S.

    X Anto,

    Rifelssione su “Competitive Hotel Pricing in Uncertain Times”, Cornell Hospitality Report vol.9 n. 10, Giugno 2009.

    Lo studio condotto dalla Cornell university in merito alla bontà di tagliare i prezzi al di sotto dei propri competitor:

    1- 67,008 hotel dai quali raccogliere dati

    2- periodo di studio dal 2001 al 2007, di cui la prima fascia 2001-2003 di tempi cattivi e la seconda 2004-2007 buoni,

    3- segmenti di mercato dall’economico al lussuoso.

    La domanda è inelastica nel mercato, punto, non è possibile stimolarla, ma è possibile solamente togliere fette di clientela agli altri(e qui Anto c’avevi ragione;)), è così facendo il proprio REVPAR diminuisce.

    Puoi guidare in scia ma devi comunque stare più davanti che in coda, altrimenti non arrivi primo.

    Tra l’economico e il lusso, avere dei prezzi più bassi dei competitor da un incremento maggiore di occupazione nei segmenti economici, dove il cliente è ad alta senbilità al prezzo, e minore nel lussusoso, e comunque stare sempre sotto ai competitor da dei REVPAR inferiori.

    Non è sbagliato fare revenue, è sbagliato stare sempre SOTTO agli altri nel lungo periodo, ci sono momenti in cui bisogna stare qualche euro più giu e momenti qualche euro più su, pianificando con attenzione la propria strategia.

    E’ corretta la bottom rate in alcuni mercati dove c’è neccessità di prendere quel tipo di cliente in quel momento, in mercati “famosi” come le città d’arte può essere forse controproducente andare a vendere oggi a tariffa bottom una camera che comunque domani venderò a tariffa maggiore, e per domani intendo nello specifico la finestra di prenotazione,che su Roma è ad esempio di 90 giorni da oggi.

    S.

    Caro Francesco,

    hi ragione, forse sarebbe più corretto classificarlo nei costi fissi.

    Comunque il fatto è che spende per l’affitto 60 eu x camera x 365gg./anno

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