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  • Anto4444
    Membro

    Ma qualcuno mi puo dire dopo 20 anni dalla sua invenzione dove stanno i benefici di questo modello?

    Il modello nasce dall’esigenza di rispondere ad una crisi, eh si riccardo lo ripeto.

    Il RM nasce con l’esigenza delle compagnie tradizionali di conbattere le compagnie low cost che stavano (e hanno) mandato in crisi le compagnie tradizionali.

    Nasce da un momento di crisi per gli aerei e prolifera in questi tempi nell’alberghiero per via dell’odierna crisi economica. Serve per raschiare il barile in modo scientifico.

    Ma i risultati dove sono? chi li ha visti? no perchè io vedo le grandi compagnie aeree che sono tutte in crisi, stanno o sono fallite tutte. Il modello evidentemente non le ha aiutate ad uscire dalla crisi.

    ANZI..

    il modello ha creato la ricerca morbosa del prezzo pazzo! Pagare più di 50 euro un volo aereo ormai fa quasi gridare alla truffa.. Mi sono abituato anch’io a viaggiare a 10-15 euro tasse incluse..

    Ma a noi albergatori cosa interessa entrare in questo circolo vizioso?

    L’offerta turistica è assolutamente ed esageratamente differenziata grazie e per fortuna alle diverse categorie alberghiere e extralberghiere. Perchè un hotel di una categoria dovrebbe mai puntare a tutti i segmenti? e perchè mai dovrebbe far concorrenza a tutte le categorie alberghiere ed extralberghiere?

    Perchè un hotel vuole cercare di rubare i clienti agli ostelli della gioventù e il giorno dopo si vuole mettere sul piano di un 5 stelle? mi chiedo proprio dove sia la razionalità di un tale modello.

    La guerra interna c’era già, ora con sta mentalità diventa una guerra mondiale con le bombe atomiche.

    crt
    Partecipante

    Esatto ! rispondo a @Stefano , che la pensa come me , io ho portato l’esempio dei pc e Lui dei telefoni , per rinnovare l’offerta si sono trasformati inserendo servizi non abbassando i prezzi , che comunque sono generalmente calati grazie alla grande diffusione , ma quello e’ un altro discorso , io ricordo che avevo un Nokia grande cone un walky talkie e l’avevo pagato un milione , cose da pazzi se penso che erano , credo , i primi anni 90 , all’esordio . In ogni caso la politica e’ tenere vivo il mercato con offerte aggiuntive , poi nasce la guerra dei prezzi al ribasso che e’ inevitabile ma non certo voluta . Se i prezzi piu’ bassi fossero uno stimolo per far venire ospiti tutto l’anno gli ostelli e i campeggi sarebbero sempre pieni , e come mai non succede , perche’ in realta’ l’ospite vuole ottimizzare la spesa , vuole un servizio migliore al prezzo che ha ipotizzato per la sua vacanza . Poi e’ chiaro che i fattori esterni influenzano moltissimo , non e’ lo stesso avere un albergo a Roma o Firenze e uno in un paesino qualsiasi . E’ una questione di fasce , di target , ed al proprio target bisognerebbe cercare di offrire qualcosa di stimolante , l’abbassamento del prezzo e’ generico confonde i target , l’albergo stesso si riempie di persone che non hanno niente in comune ed alla fine nessuno esce soddisfatto .

    palingenius
    Membro

    @Anto4444

    Io credo che il motivo sia molto semplice: il settore ricettivo e’ stato interpretato come un business da BRAND X: oggi apro un hotel, domani ho pieno di clienti fuori dalla porta e dopodomani vendo e faccio altro. Purtroppo, anzi per fortuna, non e’ cosi’: pertanto la maggior parte di questi investitori si trova in difficolta’ (e secondo me si sarebbe trovata comunque) anche per colpa delle crisi: ecco perche’ bisogna vendere a tutti i costi: per poter galleggiare in attesa di tempi migliori: ma in questa maniera come sperano possano venire? Un Hotel a di prima categoria dovrebbe fornire servizi di alto livello e ad alta professionalita’: con una mentalita’ del genere come e’ possibile solamente concepirlo?

    Ciao a tutti,

    mi occupo di Seo e di Web Marketing per strutture turistiche e quanto detto in questo post ha portato discreti risulutati per un paio di strutture ricettive che ho seguito in passato. (per passato intendo meno di un anno fa).

    Più che aggiungere i link nei propri blog (ipotesi fattibile)ma non è detto che i clienti abbiamo un blog o un sito o un forum in cui inserire il link. Oppure, inavvertitamente il sito o il blog che utilizzano, per qualche strano motivo è stato bannato da Google, in questo caso si rischia anche che il link si trasformi da fattore positivo a fattore negativo. (i link da siti bannati, rilevati come spam, ecc. ecc. sono considerati come fattore negativo da Google).

    Ma per uscire dal discorso del puro posizionamento, le strategie di marketing per il settore turistico, in questo periodo sono quelle che si appoggiano sui social network.

    Dai lastminute riservati agli utenti di Twitter, oppure usare Facebook per diffondere viralmente le foto che i visitatori hanno effettuato durante il periodo di soggiorno.

    Queste sono due delle idee più veloci e che danno ottimi risultati con tempi medio/brevi e un minimo investimento.

    Saluti,

    Alessandro Giagnoli

    dariofiame
    Membro

    a mio avviso generano uno spostamento della domanda esistente verso la struttura più aggressiva, mentre nuova domanda può crescere ma in misura molto ridotta.

    aldo
    Membro

    se l’hotel propone prezzi da paura e pubblicizza a dovere l’iniziativa può effettivamente dare impulso alla domanda, il problema è che alla fine ci rimette

    Riccardo CoccoRiccardo Cocco
    Partecipante

    Offro pannolini per bambini usati ad 1 centesimo di euro.

    Sto generando domanda?

    Buon lavoro e buon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    Condivido in pieno l’approccio proposto, la sequenza dei consigli proposti può essere utilizzata non solo da chi si occupa di ospitalità ma anche negli altri settori.

    Come in qualsiasi attività di marketing, si parte sempre dalla definizione di obiettivi per il social media marketing per arrivare solo successivamente alla gestione vera e propria del progetto e non il contrario 😉

    in risposta a: Commenti agli articoli di Booking Blog #14999
    sfarinel
    Amministratore del forum

    leggi l’articolo completo...Solitamente sulla base di una logica assai diffusa, valutando una campagna AdWords si tende a considerare il CTR (Click Through Rate) come metro di successo: se l’annuncio riceve molti click, è ovvio che si tratta di un annuncio efficace.

    In realtà seguire questa logica può portare ad errori di valutazioni: l’efficacia di un annuncio infatti non deve essere valutata in base al CTR ma in base alle Conversioni.

    @tutti,

    ritorno sul concetto di visibilità,

    per essere visti il prezzo aiuta molto,

    …Stafano hai preso un abbaglio, quel banner si chiama pubblicità, la “pubblicità stimola il consumo. Il prezzo che hai pubblicizzato non è la vera molla che fa scattare il viaggio. La molla è la destinazione che viene attivata con la pubblicità”…

    non sono d’accordo se trovavo scritto 199 euro neanche ci cliccavo.


    @riccardo
    cocco

    ..se trovi un banner su internet che ti propone “teghe di verdeghe con i rapineti e con i ralli” a 1 Euro lo compri?..

    la risposta è non so devo vedere se mi serve, certo il prezzo basso mi sottende il fare un affare e questo stimola la mia curiosità, ma quanti oggetti della vita quotidiano ci servono DAVVERO?magari anche le teghe di verdeghe, poi a un euro, un occhio ce lo butto, e valuto se possano servirmi.

    S.

    Riccardo CoccoRiccardo Cocco
    Partecipante

    @Dott_stefano_tiribocchi:

    Ti consiglio di vedere il film di Jerry Lewis dove una vecchietta era assoggettata freneticamente dalla pubblicità ed acquistava di tutto.

    Generare curiosità è ben distante dal generare domanda.

    Ripropongo un banner turistico:

    Offresi soggiorno per 2 persone in Hotel 5 stelle ad Euro 25,00 per camera per notte…..a Chernobil….

    Suggerisco di contattare un albergatore di Chernobil e proviamo una pubblicità del genere, secondo voi si genera domanda?

    Sicuramente si genera interesse allo stesso livello del famosissimo “cacao meravigliao”.

    Ma tu ci andresti a passare un week end romantico???

    Dai torniamo con i piedi per terra!!

    Buon lavoro e buon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    @Stefano

    chiaramente il costo di pubblicazione del banner rientra nei costi fissi da non considerare, così come il costo di intermediazione che il portale ti ha generato.

    Ha ragione Aldo, alla fine ci rimetti, ma il bar o il ristorante dietro l’angolo sentitamente ringrazia!

    @ Riccardo Cocco,

    il concetto di generare interesse in periodi di bassa occupazione non può essere sempre efficace, dipende dalla location e non solo ma so per certo che può funzionare

    anche se si concretizzasse tutto in un pareggio credo che sia la miglior opportunità per far conoscere la propria struttura e generale quella che oggi è la più potente forma di pubblicità: il passaparola online. Ovviamente è riservato a chi offre servizi ed ospitalità di qualità, gli altri hanno ragione di esistere solo nei periodi di alta occupazione, cioè quando tutti sono in overbooking

    Comunque si sta cercando di migliorarsi attraverso un costruttivo confronto e le esperienze altrui.

    Riccardo CoccoRiccardo Cocco
    Partecipante

    @Duccio.

    Mi sembra che il tuo iniziale intervento si sia ridimensionato e tornato con i piedi per terra:

    “secondo me la domanda si genera anche abbassando le tariffe “

    da “generare domanda” siamo ora arrivati a “generare interesse”. Un grandissimo passo avanti.

    Qualsiasi opportunità per dare visibilità ai propri prodotti e/o servizi è sempre un’occasione da valutare attenatamente ed in linea di massima da percorrere.

    Non esiste la commercializzazione solo ed esclusivamente on-line….così come non esiste il solo passaparola online…..

    A mio avviso le mie estrose e simpatiche proposte sono molto più utili ai lettori di questo blog rispetto ai leziosi ed affettati concetti che propongono solo filosofia spicciola rispetto alla realtà che chi lavora in albergo (da non confondere con chi fa consulenza in albergo) vive ogni giorno.

    Duccio, gli esempi vengono dalla realtà vissuta e non dalla filosofia.

    Insegnamo a vivere in base a ciò che accade realmente e non a ciò che potrebbe accadere se, quando, come ed in caso….E’ già sufficiente la scuola che non insegna a vivere nel mondo, figuriamoci a vivere nel mondo del lavoro.

    Continuiamo così. propugnamo le filosofie e poi lamentiamoci tra di noi che i veri professionisti non ci sono più.

    E’ con la sola filosofia che dai fasti dell’accoglienza italiana insegnata in tutto il mondo siamo ora fanalino di coda dell’ospitalità mondiale, e poi mi si viene a dire che non si sa trattare con due clienti uno di fronte all’altro non facendosi sentire.

    Torniamo alle basi.

    Il messaggio che si sta mandando con questa tipologia di insegnamento (lasciate stare il Revenue Management per un attimo, parlo del trasferimento dei concetti) fa si che le nuove leve, i nuovi professionisti del futuro, approccino il mondo dell’ospitalità con la prosopopea di coloro che sono avvezzi a tale mondo da decenni.

    Torniamo con i piedi per terra.

    Buon lavoro e buon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    PS: Duccio, se trovi inopportuni i miei interventi, visto che conosci perfettamente cosa i lettori vogliono trovare, basta essere chiari e diretti, senza girarci intorno. Vuoi che non intervenga più nel blog? Nessun problema, basta però essere chiari. Le mie estrose e simpatiche proposte di visibilità sono forse quegli spunti che i lettori cercano, o se non si condivide il pensiero del “principe” ci si trova avversi al potere temporale?

    @Duccio

    Mi pare si stesse parlando di opportunità di generare domanda su destinazioni “minori” e non del solito “abbassiamo i prezzi in bassa stagione per fare il passaparola” di cui ho espresso in passato il mio punto di vista (tariffa flessibile, ma dignitosa).

    Ti piace buttare benzina sul fuoco?!?

    Se ritorni all’argomento del tuo Post, l’esempio di R. Cocco (che saluto) su Chernobyl è abbastanza azzeccato: Aggiungerei anche il fatto che dopo aver comprato il banner (di cui Duccio saprai bene i costi), svaccato la tua tariffa al costo marginale per cercare di dare appeal alla destinazione, magari sei riuscito a portare a casa 2 o 3 clienti in più ed hai fatto pagare meno quelli che magari ci sarebbero venuti per varie ragioni ugualmente. Aggiungerei anche che se per raggiungere una destinazione ci vogliono aerei, treni, taxi o litri di carburante, che valore ha per “il viaggiatore che prenota perchè costa poco” un offerta del genere?

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