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  • in risposta a: AAA cercasi esperto in Social Media… Nothing #21251
    Antonio GreciAntonio Greci
    Partecipante

    Ciao marghe,

    assente giustificato.

    Nomi non se ne fanno ma sarebbe sufficiente indagare presso le strutture che hanno vissuto grazie ai vari enti fiera e che ora annaspano perché “pantalone” non paga più. Io sono un cultore di “Amici miei” in quanto l’autoironia che pervade i fatti ed i personaggi è perfettamente rappresentativa la realtà italiana. Basta poco per illudere chi sta annaspando. “Acquista fan targhettizzati” come “mood” contengono o sono sostantivi che esprimono una profonda distorsione percettiva del dichiarato. Conosco direttori che presumono di poter affrontare il mercato scaricando dal web “programmini” di marketing con i quali, ripeto, presumono essere al passo con i tempi. Cari miei, vi è una grande differenza tra formazione ed educazione, l’una lavora di braccio, l’altra di mente. Inspiro profonda soddisfazione quando vedo qualche giovane consulente che sa dove mettere le mani senza tanti giri di parole perché educato a pensare. Un esempio di improvvisatore? Provate ad individuare chi e come propone, ancora, “Files di competitors” basandosi su modelli di calcolo superati e chiedetene un riscontro matematico oggettivo. Ne sentirete e vederete delle belle; tipo: analisi delle tariffe double use single per corporate in centro storico, ripeto, double use single in centro storico in zona ztl. Che ne dite? Ideale per i corporate che arrivano in auto, non vi pare? Come se il double leasure fosse secondario in centro storico rispetto al corporate. Mi sono ripromesso che quando smetterò di lavorare, per dimenticare andrò a riposare in sud america dove incontrerò le balene con cui dialogare.Spero senza stressarle.

    in risposta a: Commenti agli articoli di Booking Blog #16788

    leggi l’articolo completo...“Intercontinental e Hilton hanno più di 650.000 camere. Noi ne abbiamo 500.000, sebbene loro abbiano un tasso d’occupazione più alto del nostro.” A parlare è Nathan Blecharczyk di Airbnb, che intervistato dal Sunday Telgraph ha affermato che il prossimo anno spera di superare i due gruppi alberghieri in termini di camere e di vendite.

    “Se guardate la nostra curva di crescita, non credo che le cose cambieranno di qui a breve. Le nostre prenotazioni e revenue stanno crescendo di 2/3 volte all’anno e mi aspetto che questo trend prosegua.”

    Siamo tutti albergatori: Airbnb punta a diventare la rete di hospitality più grande del mondo

    in risposta a: Commenti agli articoli di Booking Blog #16789
    sfarinel
    Amministratore del forum

    leggi l’articolo completo...Si potrebbe dire che il Travel è “la gallina dalle uova d’oro” del mondo online: che questo settore abbia enormi potenzialità e che sia quello giusto in cui investire, lo aveva già capito Google, quando ha acquisito ITA Software.

    Adesso tocca anche a Facebook, che per allargare il proprio giro d’affari e attrarre nuovi investitori, ha condotto uno studio che, indovinate un po’, ha rivelato che il Travel resta sempre e comunque l’argomento hot. Quello che genera più post e più engagement di tutto il resto.

    Facebook si muove a passo di Travel

    in risposta a: Commenti agli articoli di Booking Blog #16790
    marghe
    Amministratore del forum

    leggi l’articolo completo...Avete mai pensato che l’hotel dovrebbe essere dotato di un’adeguata colonna sonora? Che gli ospiti, attraverso una selezione musicale mirata, potrebbero entrare maggiormente in sintonia con l’hotel e con voi?

    A BTO 2013 abbiamo intervistato Gigi Tagliapietra, che ha tenuto uno dei panel più applauditi e parteciparti di questa edizione. Il suo consiglio per gli albergatori? Pensate alla musica che volete far ascoltare e curatela quanto gli altri dettagli, perché la musica è importante tanto quanto il cioccolatino sul cuscino.

    Ospitalità: la musica è importante quanto il cioccolatino sul cuscino

    in risposta a: Facebook si muove a passo di Travel #21238
    giacomo bufalinigiacomo bufalini
    Partecipante

    Più genericamente: i viaggi rappresentano il primo dei beni non necessari generando un business enorme e continuativo. Non investire sul travel sarebbe miope tanto che negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi da gigante in questo settore. I social network o i social media rappresentano solo una parte dell’incessante innovazione, ma tutto il resto ne è strettamente connesso. Una campagna su Facebook non avrà mai un ROI gratificante, ma è necessaria per far emergere le tue idee e il tuo prodotto laddove poi il ROI lo puoi materializzare. Provare a stimolare i desideri di un potenziale viaggiatore oggi è una delle velleità più complesse divertenti e belle che un lavoro potrebbe regalarti..! Se poi devi vendere un prodotto come l Italia, vabbè allora potrebbe anche essere molto redditizio!! Speriamo che i “nuovi” giovani politicanti ci provino…..

    in risposta a: AAA cercasi esperto in Social Media… Nothing #21239
    Vincenzo21Vincenzo21
    Membro

    Articolo che condivido al 100%, non fa una piega.

    Ho vissuto un’esperienza del genere quando un albergatore mi chiese di analizzare la sua situazione. Si trattava di un hotel che lavorava solo d’estate, nei mesi freddi era ovviamente vuoto dato che si trovava in una località balneare, ma rimaneva comunque aperto perchè offriva molti altri servizi. Mi chiese come poter attirare più clientela anche in inverno e autunno, soprattutto sfruttando le nuove tecnologie. Stiamo parlando di un albergatore “vecchio stampo”, di quelli che non ama o non conosce bene internet, ma ne aveva sentito parlare.

    Mi presi una settimana di tempo per analizzare il tutto, andai a visitare la struttura e la zona circostante presentando poi un piano dettagliato con i punti di forza su cui puntare per attirare la clientela anche nel perodo freddo, fidelizzare i clienti, e creare una sorta di passaporola. Presentai il tutto chiudendo il discorso con la frase:

    “…con questo non le prometto che l’hotel sarà pieno, ma di certo già nel breve termine avrà un minimo di occupazione nella bassa stagione. Il lavoro porterà un miglioramento di immagine che le può comunque consentire di presentarsi ancora meglio nell’alta stagione avendo più richieste e potendo dunque alzare i prezzi.”

    Il giorno dopo mi chiamò per dirmi che rifiutava la mia proposta.

    Dopo una settamana venni a sapere da un’altra persona che l’albergatore in questione aveva accettato la proposta fatta da altri, economicamente più bassa della mia, che prevedeva spam con newsletter a migliaia di e-mail.

    È passato quasi un anno da allora, per quanto mi è stato detto l’altro giorno, l’albergo continua ad essere aperto ma da metà ottobre è quasi sempre vuoto….

    in risposta a: AAA cercasi esperto in Social Media… Nothing #21240
    Vincenzo21Vincenzo21
    Membro

    Non posso che condividere del tutto anche gli argomenti riportati nei commenti, soprattutto quelli di Antonio e Marghe

    C’è una cosa che ho notato, soprattutto qui a Roma, dove vivo e lavoro. Gli albergatori si dividono in due categorie, quelli che investono (e lo fanno con intelligenza), e quelli che tirano a campare (spendendo il minimo necessario e male).

    Senza dubbio chi vuole investire bene per migliorare la propria visibilità vaglierà più proposte e dopo averle studiate sceglierà la più convincente e non la più economica. In questo caso stiamo parlando di un ottimo imprenditore. Di certo questo tipo di albergatore avrà un albergo con una struttura in buono stato, personale ben preparato e con delle precise funzioni da eseguire. Sceglierà a seconda dei casi se per una determinata cosa è meglio una consulenza esterna o formare il proprio personale.

    In questo profilo entra ovviamente l’Artemide che da anni “studio” come esempio da seguire insieme ad altre 5 o 6 strutture a Roma.

    Dall’altro c’è l’albergatore che investe il meno possibile, ha una struttura datata, con stanze che andrebbero rinnovate, dipendenti ridotti al numero minimo e sovraccarichi di lavoro, e l’unico modo per farsi prenotare è quello con la quale cede laute commissioni alle agenzie (e parlo di gente che ha il 35% di commissione su Booking.com). Chiede pareri esterni, ma storce il naso, vuole pagare poco e nemmeno di fida.

    E con questo esempio mi riferisco a tanti casi reali con la quali mi sono imbattuto.

    Ecco, per il secondo tipo di albergatore elencato se vuole può provare a migliorare la propria visibilità su internet ma sarebbero soldi sprecati, dato che il cliente potrà anche essere attratto da qualche bel post su facebook, ma poi troverà camere non all’altezza, personale frettoloso e magari anche stressato per il troppo carico di lavoro….non potrà che uscirne un feedback negativo…

    Il concetto per me è sempre quello:

    “Più spendi e più guadagni”.

    Certa gente non lo capirà mai…. ma all’Artemide ad esempio l’hanno capito.

    Vincenzo21Vincenzo21
    Membro

    I risultati della ricerca riportati non sono facili da leggere soprattutto perchè esistono strutture diverse, in località diverse con clientele diverse. Mi pare ovvio che un hotel di Barcellona (clientela molto giovanile dunque) debba abbia un pensiero differente rispetto ad un hotel di Assisi (clientela religiosa più in là con gli anni).

    Mi pare altrettanto ovvio che nessun albergatore si farebbe problemi a dare la banda gratuita al cliente che scrive un paio di e-mail e legge le news rispetto al cliente che fa videochiamate e guarda filmati in streaming.

    E prenderei anche in considerazione il fatto che in Italia in molte zone la velocità delle connessioni è ancora scarsa.

    Da quello che ho sentito da un paio di operatori che lavorano nel settore della realizzazione di reti il futuro sembra andare proprio nella direzione segnalata anche qui nei commenti. Una banda base gratuita, e una banda più veloce a pagamento.

    Per quanto riguarda la mia esperienza ho lavoraro sia in hotel con wi-fi gratuito che in hotel con wi-fi a pagamento.

    Il risultato è che dove era gratuito già la presenza di 4 o 5 utenti connessi nello stesso momento rallentava il tutto (va detto che però il sistema non limitava la banda agli utenti). Alcuni clienti, come tutta la gente che non conosce il valore delle cose, chiedevano continuamnete codici per la connessione perchè li perdevani e lasciavano i computer connessi anche quando non erano in stanza o dormivano (avevo una schermata dalla quale potevo vedere le connessioni attive). Insomma lo spreco più totale. Ecco perchè paghiamo l’ acqua, altrimenti saremmo morti di siccità già da un pezzo. Certo, la banda non è come l’acqua, ma ha sempre un costo a cui va aggiunta la manutenzione delle antenne che non è indifferente.

    Quando in wi-fi è a pagamento ho notato che i clienti nemmeno se ne rendono conto quando prenotato, eppure è scritto chiaramente su siti e agenzie. Se ne accorgono solo quando arrivano in hotel e si sorprendono. E almeno il 50% dopo aver saputo che è a pagamento non lo usa, o perchè non ha voglia di pagare, o perchè non è poi così importante.

    Per quanto riguarda il costo per l’installazione di una rete dipende molto dalla grandezza della struttura. Una media di 2000 Euro ogni 35/40 dovrebbe essere nella norma. Oltre mi sembra tanto. Le antenne devono essere buone, altrimenti creeranno spesso problemi con conseguenti alti costi di manutenzione. Il software per la gestione dei codici/password è molto importante e quindi da scegliere con attenzione. Mai lasciare la rete senza password, non si sa mai chi si può connettere dall’esterno della struttura.

    Per quanto riguarda il commento di aldo451, credo che faccia parte della categoria dei clienti che pensa che avendo pagato la camera tutto gli sia dovuto. Bisognerebbe a volte però cercare di guardare le cose con un punto di vista “imprenditoriale”.

    Mettiamo che ho un hotel e dai conti che mi sono fatto, per chiudere il bilancio in positivo, devo affittare le camere a 153,00 euro al giorno. In questo mio hotel che uso come esempio do il servizio di wi-fi con una tariffa di 2,00 al giorno per la connessione.

    Per non sentire le inutili lamentele dei clienti che vorrebbero il wi- fi gratuito cambio i prezzi sui siti, metto le camere in affitto a 155,00 euro al giorno con il wi- fi gratuito per tutti in tutta la struttura. In questo modo il cliente è felice per il wi-fi gratuito, io l’ho preso in giro e il wi-fi viene inconsapevolmente pagato anche dai clienti che non lo usano perchè ce l’hanno comunque incluso nel prezzo della camera..

    Et voilà le jeux sont fait!!! ;-)

    Se, ci sono clienti che si vogliono far prendere in giro facciano pure….

    in risposta a: La Disintermediazione Non è Gratis (e nemmeno a sconto) #21234
    Vincenzo21Vincenzo21
    Membro

    La disintermediazione paga non solo per il risparmio che si fa in commissioni alle agenzie, ma anche per maggiori entrate. Mi riferisco però non solo ad un buon lavoro fatto online, ma anche alla propria struttura, al personale e al trattamento del cliente. Ci sono B&B che grazie all’ottimo lavoro sono in grado di farsi prenotare a tariffe paragonabili a Hotel di 4 stelle.

    Per quando riguarda TripConnect, come qualcuno ha già scritto, può fare la differenza per chi ha una buona reputazione online, cioè per quelli che vengono cercati per la loro qualità, e non in base al prezzo. Inoltre queste strutture ovviamente devono lavorare un pò di più alla parte prezzi: mai avere lo stesso prezzo delle agenzie, sempre qualche Euro in meno, per il cliente anche pochi Euro risparmiati a parità di prodotto sono i benvenuti.

    in risposta a: Facebook si muove a passo di Travel #21267
    Antonio GreciAntonio Greci
    Partecipante

    Convengo sulle prospettive dell’articolo, come la fondamentalità del travel e per concludere, sull’auspicio verso i nuovi politicanti. (Dobbiamo ammettere che il problema della banda larga in Italia rimane tuttavia di carattere “borbonico”). Mi domando se avremo dei politicanti competenti in merito, i quali sappiano valutare anche concetti che vanno dall’object- orientation, ai livelli di astrazione: fuzionale, d’oggetto e di classe. (Astrarre selezionando dettagli rilevanti nel dominio del problema.) Qualsiasi programmatore sa di cosa sto scrivendo. Personalmente veicolo face book in diversi campi con identità personali differenti. Commentando un articolo giornalistico, scrissi un breve post all’attuale Ministro dei beni culturali per domandargli, se si era domandato, di domandare ai propri collaboratori, quanto fosse economicamente, e non solo, redditizia una mostra itinerante in Italia del Nord, delle opere dei musei archeologici del Sud. Naturalmente, non accennai, paradossalmente, minimamente alle potenzialità della rete, dato che, come ho potuto verificare, delle bellezze delle nostre opere, su face book, si fa un uso ancora, perdonate l’aggettivazione, proto arcaico. Questa provocazione, potrebbe (condizionale), aprire un costruttivo dibattito sulla rete. … E’ sempre dal basso che nasce tutto ciò che è realizzabile…

    in risposta a: Commenti agli articoli di Booking Blog #16832
    marghe
    Amministratore del forum

    leggi l’articolo completo...Google AdWords è ormai uno strumento irrinunciabile per chi opera nel turismo online, ma condurre una campagna di successo – vista la tanta concorrenza e i continui cambiamenti della piattaforma – è sempre più difficile.

    Giampaolo Lorusso, specialista di web marketing e di usabilità che abbiamo conosciuto all’SMX di Milano il mese scorso, ci spiega in esclusiva che per fare bene bisogna trovare i giusti compromessi, ma soprattutto, puntare alla semplicità.

    AdWords Best Practice per l’hotel: intervista a Giampaolo Lorusso

    in risposta a: Commenti agli articoli di Booking Blog #16833
    sfarinel
    Amministratore del forum

    leggi l’articolo completo...Si chiamano Place Pins: sono i pin geolocalizzati che Pinterest ha lanciato alla fine di novembre per dare la possibilità agli utenti di pianificare o raccontare i propri viaggi non su una semplice board, ma su una vera e propria mappa.

    Una novità targata Travel che può trasformarsi anche in un utile strumento marketing per l’hotel.

    Pinterest lancia i Place Pins: come usarli per l’hotel?

    in risposta a: AAA cercasi esperto in Social Media… Nothing #21268
    Andrea CordaAndrea Corda
    Partecipante

    Ciao Marghe, io condivido pienamente il discorso costi, e ai miei clienti lo dico sempre!

    Per me la soluzione interna è sempre la migliore, per quello comincio sempre progetti pluriennali che sono volti al miglioramento delle performance del sito aziendale. La parte di social media marketing non è sviluppata mai come potrebbe fare una risorsa interna, ma gli strumenti che mettono a disposizione (e che la maggior parte degli addetti ai lavori non conoscono) le piattaforme social, un piano editoriale sviluppato con chi dirige l’albergo e soprattutto l’ottimizzazione dei budget delle inserzioni, fanno si che il costo annuo che sostengono con un consulente esterno come me ( che costo 1 decimo di una risorsa interna!!!) portino dei risultati ottimi. Detto questo si tratta di pochi casi, che con grande fortuna sono possibili grazie alla fiducia che l’albergatore ripone nel consulente ed al fatto che lui stesso capisca l’importanza dello strumento e si renda sempre disponibile a collaborare nel pianificare questa attività.

    in risposta a: Commenti agli articoli di Booking Blog #16834

    leggi l’articolo completo...Il 2013 è stato un anno denso di novità a livello Travel: da una parte i colpi di scena e le evoluzioni, dall’altro il consolidarsi di trend già in crescita. Per ogni fatto degno di nota, vi abbiamo aggiornati, consigliati e ispirati.

    Se ci seguite da sempre, di certo non avrete perso nemmeno uno dei nostri migliori consigli marketing, ma se invece avete poco tempo da dedicare alla lettura o se ci seguite da poco, ecco la nostra personale classifica degli articoli più letti e condivisi dell’anno. Quelli che dovete assolutamente leggere per rimettervi in pari e iniziare il 2014 con il giusto bagaglio di informazioni.

    Booking Blog Rewind: tutti i migliori articoli del 2013

    Antonio GreciAntonio Greci
    Partecipante

    Prendo spunto da Lorusso per un invito alla riflessione su quanto afferma: “Per verificare invece l’efficacia della campagna, è fondamentale non perdere mai di vista il rapporto tra costi e ricavi (il ROI)”. L’argomento che propongo “sarebbe” il costo della campagna in funzione della competività tariffaria. (Da un lato, il costo della campagna, dall’altra i ricavi, nel mezzo le tariffe applicate). Ma a-priori dobbiamo considerare in anticipo la campagna tariffaria come una funzione algoritmica appartenente ad un’area ben circoscritta. Problema di astrazione matematica di una funzione: ahi, che dolore!. Spegniamo per un momento il “computer”, chiudiamo gli occhi e facciamo funzionare il nostro cervello. In sostanza, ricominciamo a pensare. Lorusso, inconsapevolmente, ci invita a questo?

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