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  • Riccardo CoccoRiccardo Cocco
    Partecipante

    Carissimi,

    mi rende felice questa volta trovarmi completamente d’accordo con Anto4444!

    Il tool in questione, premetto di non aver ancora avuto modo di vederlo, smembra ciò che di più sano è rimasto nell’ospitalità.

    Come questo, a parer mio, tutti gli strumenti che eliminano dei fantastici valori aggiunti che si chiamano:

    1) sensazione;

    2) esperienza;

    3) umanità;

    4) ragionamento;

    5) …..

    ovvero tutti quegli strumenti che eliminano quel quid in più che abbiamo (e che nessuno potrà toglierci) che è il nostro semplice e complesso essere UMANI e PENSANTI.

    Buon lavoro e buon Revenue Management!

    Riccardo Cocco

    Anto4444
    Membro

    Dammi del tu, non preoccuparti!

    Non ho nessun sentimento negativo!! figurati! ti ho solo detto che probabilmente tu non sai nulla della mia autostima, giusto? quindi sarebbe meglio evitare di parlare della mia autostima che dici? il discorso chiuso che intendevo io era su questo!!

    Se ti dico che sono interessato alla differenza tra revenue e yield lo dico sinceramente! Se mi puoi spiegare meglio la tua tesi lo gradirei, certo se hai qualche supporto bibliografico sarebbe anche meglio, se non ce l’hai mi piacerebbe avere qualche altro tipo di giustificazione se permetti.

    1) Per il discorso “Revenue=Maggior profitto” invece è tutto da dimostrare.. Ma da chi lo sostiene come te, xkè sostenere il contrario è fin troppo facile visto l’esempio delle compagnie aeree. Siete voi che dovete convincere il popolo che il metodo funziona ed è conveniente.

    (Ti dico gia che la tesi basata sull’approccio matematico è smontabile in millemila modi, quindi ti suggerisco di evitarla. Ce ne sono altre però..)

    Cmq caro Riccardo, sei nuovo di questo forum, io sono mesi che scrivo in particolare di RM, ho gia scritto ampiamente su questo argomento tutte le obiezioni che si potevano sollevare. Le trovi tutte in questo sito. Ora non le riscriverò di certo. Posso però fare un copia incolla e cosi potresti rispondere punto punto, ma solo se sei interessato, te lo chiedo prima cosi mi evito la fatica nel cercare i vecchi post nel caso tu non lo fossi. Quindi dimmi te. Se no amici come prima.

    2) Per il discordo del libro di grasso. Forse la mia formazione mi fa percepire il libro veramente scritto in modo semplice.. probabilmente sono abituato a considerare complicati i libri di econometria avanzato o matematica applicata e quindi il libro in questione mi va giu come un bicchier d’acqua per questo.. Possibile per carità, ma detto da un docente della materia mi ha fatto un po strano! Cmq non dubito della tua professione tranquillo, non mi tocca proprio, come gia detto sono interessato ai contenuti non ai soggetti. Voglio sottolineare che come ho gia detto pubblicamente il libro è da consigliare a tutti coloro che vogliono approcciare alla materia.

    Buon lavoro e Buon Revenue Management a te!! 🙂

    in risposta a: Ma il mercato del turismo si sta riprendendo davvero? #18126
    aldo
    Membro

    esatto palingenius, come vedi l’intervento sulle dinamiche del mercato diventa spesso il problema e quasi mai la soluzione ..

    in risposta a: Albergatori, attenti a scrivere recensioni false su Booking.com #18149

    Buonasera Sig. Farinelli,

    plauso al suo intervento.

    Guardi, io non mi sento assolutamente chiamato in causa quando scrive, a ragione, di albergatori poco onesti che adulterano la loro immagine, scaturente dall’abusiva vetrina di Tripadvisor-Expedia, scrivendo il falso, con recensioni autoreferenziali.

    Per quanto mi riguarda non interagirò in alcun modo sulla piattaforma di Tripadvisor.

    Ho altre azioni da portare avanti!

    Sono per la chiarezza, senza distinzioni per le parti, sia che si tratti dell’editore, che delle strutture che sostanziano il valore dell’archivio.

    Poi, a ragion di precisione, c’è da annoverare la casistica in cui la recensione pubblicata non sia imparziale.

    Il significato di imparzialità implica l’oggettività e l’obiettività del relato…cosa che è impossibile da certificare per punti di vista soggettivi, a maggior ragione se a scrivere è una persona che vuole colpire e causare danni nella misura più devastante possibile.

    Ciò avviene SEMPRE quando il cliente dell’albergo o l’ospite della struttura extra alberghiera , si sente, “magari” non a ragione, violentato e trattato come un animale da soma, cosa per la quale, amplifica all’inverosimile i lati negativi della sua permanenza e annulla quelli positivi.

    E tutto ciò è consentito grazie ad una scelta ben precisa di Expedia e Tripadvisor…

    Le propongo, come la propongo a tutte le lettrici ed i lettori, di questo articolo, una riflessione: il punto di debolezza insanabile, per un sistema come Tripadvisor, è proprio l’anonimità dello scrivente.

    Questo è un paragone forte , ma calzante: un attentato terroristico è la massima espressione dell’anonimità, non pensa?

    Guardi quante analogie: agire nell’ombra, colpire e scappare…

    L’anonimità è l’arma migliore dei/delle vigliacchi/e, perchè chi ha il coraggio di affermare la verità, non deve nascondersi.

    …e questo vale sia per le recensioni false positive, che false negative!

    Un portale come Tripadvisor ed il suo proprietario Expedia, non fanno altro che alimentare questo comportamento che è lontano anni luce da ciò che viene millantato essere uno spazio in cui esprimere liberamente e democraticamente le proprie idee.

    La democrazia passa sempre attraverso la responsabilità e la forza della verità e mai attraverso l’ombra e l’anonimità che regalano, al/alla vigliacco/a, la possibilità di colpire senza essere rintracciabile e riconoscibile.

    Chi avalla Expedia tramite Tripadvisor, sta consapevolmente, o meno, accettando questo lato oscuro che non è democrazia, ma solamente l’espressione più bieca e torbida della prepotenza e dell’arroganza.

    Voglio comunque spezzare una lancia a favore del fatto che le recensioni scritte da persone e viaggiatori VERI ed IDENTIFICABILI, donano ai portali che ne garantiscono queste caratteristiche, ( con l’unico metodo concreto di consentire la recensione solo a chi ha portato a buon fine una prenotazione ) una credibilità ed una concretezza che Tripadvisor ed Expedia non avranno mai.(…inclusi i portali che stanno nascendo scimmiottando questo modello colabrodo!)

    Ben venga il web 2.0, ma vero e non manipolato a scopi commerciali come sta facendo Expedia con Tripadvisor.

    Fino ad ora gli unici a guadagnarci sono proprio i signorotti di Expedia- Tripadvisor, perché ci sta rimettendo pesantemente tutta la categoria dei proprietari e gestori delle strutture turistiche, ma soprattutto…e qui viene il bello…proprio coloro che avrebbero dovuto essere i beneficiari del servizio: i viaggiatori!

    Ingannarli con informazione non veritiera e fuorviante significa drogare il mercato e truffare tutti gli utenti finali.

    In tanti ci auguriamo, come se lo augura lei, che le cose cambino, veramente per il bene ed il vantaggio di tutti…addirittura se pensassero onestamente e correttamente, anche per Expedia-Tripadvisor!

    Cordialità

    Alla Dolce Vita

    palingenius
    Membro

    @anto4444

    Io concordo con te… sono delle semplificazioni dellea realta’ basate sullo sviluppo di modelli matematici… e come ho gia’ citato dal Leibnitz sono vere in cio’ che affermano e false in cio’ che negano.

    Sul fatto che poi in via generale possano funzionare… nessuna obiezione al riguardo.

    E’ come vengano tanto osannate e decantate che mi lasciano perplesso…quasi volessero formare una schiera di proseliti pronti al sacrificio per il sacro Revenue… non perdiamo di vista che parliamo anche di clienti, persone, non numeri e percentuali. E poi si chiama rischio d’impresa…se fosse una certezza non staremmo qui a parlarne!

    Anto4444
    Membro

    Anch’io come nel commento sopra scrivo: “bah..”

    E poi il compione statistico raccolto da tripAdvisors non è rappresentativo della clientela dell’albergo.

    E’ solo una piccola parte, con caratteristiche specifiche simili. Appunto per questo non è rappresentativo.

    Meglio di niente per carità ma arrivare a pagare per qualcosa che basta stare al bancone del front per capire non ha senso..

    Robert
    Membro

    Carissimi amici di Booking Blog,

    nel programma del prossimo BTO – Buy Tourism Online – a Firenze, in Stazione Leopolda, il 16 e 17 Novembre – MarketMetrix è presente in Main Hall con Olivier Jager, intervistato da Luca Giannini di Hentalpia. Day Two, sessione mattina, dalle 11.30 alle 12.15. Poi tantissimo TripAdvisor….

    Il programma su http://www.buytourismonline.com

    “A pagamento è disponibile uno strumento che permette di rispondere direttamente alle recensioni, stamparle, condividere le azioni.”

    ed ecco the il bravo tripadvisor ha trovato un altro modo di fare i soldini dopo:

    – prendere la stecca dagli IDS su ogni prenotazione che rigirano sui loro canali,

    – prendere la stecca su ogni click dal pay per click di google

    – NEW cari albergatori, volete stare tranquilli che vi pubblico la risposta ai commenti, che so bene che ci tenete, (e che di solito viene stranamente filtrata) e allora pagate,

    S.

    marghe
    Amministratore del forum

    Ciao a tutti,

    volevo ricordarvi, come ho scritto nell’articolo, che tutti gli strumenti di cui sopra sono gratuiti, solo alcuni ulteriori servizi sono a pagamento.

    E dunque, proprio perchè sono gratutiti, perchè non sfruttarli? Non servono altro che ad avere una visione più chiara e completa della propria “brand reputation” su TripAdvisor. Ovviamente per quanto riguarda la brand reputation generale on-line, ci sono altri strumenti e altri sistemi di misurazione (vedi il Reviews Module http://www.bookingblog.com/recensioni-hotel-trivago-introduce-la-pagella-1/ di Trivago ed i vari alerts disponibili su Google, ecc).

    e siccome si parla di tripadvisor, colgo l’occasione per una breve analisi in merito dell’ultimo numero della testata di federalberghi “Faiat Flash numero 18, 16-30 settembre 2009” scritto probabilmente per fare contenti gli albergatori, ma con alcune inesattezze: cito:

    “come è noto il sito (trip..)pubblica recensioni di clienti d’albergo con contenuti spesso inesatti e diffamatori senza operare alcun preventivo controllo e senza consetire all’imprenditore un reale e concreto diritto di replica”

    – per Faiat, non è noto per niente che il sito pubblica recensioni dai contenuti inesatti e diffamatori, diciamo che non dovreste usare spesso ma “a volte” può capitare.

    – il controllo sulla recensione viene fatto, non viene controllato se il cliente ha effettivamente soggiornato,

    – il diritto di replica c’è ma risponde ad alcune note editoriali,

    inoltre faiat cito:

    “la circostanza di mancanza di un controllo preventivo risulta evidente dal tenore di alcuni commenti che spesso contengono insulti e volgarità”

    – ma siamo sicuri che parliamo dello stesso tripadvisor?

    “la pubblicazione di giudizi diffamatori, oltre a danneggiare l’impresa alberghiera..”

    – grazie a dio esiste tripadvisor, ma quale danneggiamento?la maggior parte dei giudizi sono POSITIVI!!!

    Chiedo gentilmente a Federalberhi che quando scrivono un articolo anche se FLASH non contenga un numero elevato di inesattezze, che poi molti albergatori ci credono davvero.

    Grazie,

    S.

    marghe
    Amministratore del forum

    Caro Palingenius,

    scusa ma non posso fare a meno di sorridere a dichiarazioni come: “quasi volessero formare una schiera di proseliti pronti al sacrificio per il sacro Revenue”.

    Mi sembra che si stia perdendo il senso della realtà.

    Il RM è una disciplina che deve aiutare l’albergatore in un mercato sempre più difficile… ma questo non significa che il cliente venga ridotto a un mero numero senza tenere più conto dei servizi e della qualità.

    Io non sono un albergatore, nè un docente nè un esperto di revenue, ma ho partecipato ai corsi di Grasso e chi come me lo ha fatto, si sarà accorto che gran parte delle sue parole sono dedicate al rapporto con il cliente, a come deve essere trattato al telefono e dal vivo, a come sia importante scegliere le risorse umane adatte ai vari incarichi per garantire sempre un servizio eccellente.

    Allo stesso tempo si parla di numeri. Certo che si parla di numeri. E come potrebbe essere diversamente? Si parla del VOSTRO lavoro, dei vostri guadagni, di soldi, di sopravvivenza.

    Detto questo, non è obbligatorio affidarsi al RM. Se un albergatore decide di non utilizzarlo è una sua scelta. Ma che il RM non abbia prodotto dei risultati positivi in tanti anni che è stato sviluppato, questo non è dichiarabile.

    Non credo che i tanti lettori che ci seguono, che aiutano la propria attività ogni giorno con l’utilizzo di queste strategie ed hanno trovato giovamento, siano paragonabili ad una “una schiera di proseliti pronti al sacrificio per il sacro Revenue”. Mi sembra davvero offensivo e scorretto.

    A me non piacciono le palestre, non mi piace la gente che le frequenta e io non sento la necessità di andarci, ma non per questo reputo che le persone che le frequentano (molte delle quali mie amiche) siano stupide, dal momento che vi trovano giovamento.

    in risposta a: Discussioni Generali #14992
    MM
    Membro

    Cari Colleghi,

    mi capitano spesso richieste per pernottamenti “abbastanza” lunghi tipo 5 mesi.

    Io prendo tempo con il cliente cercando di fare 2 calcoli.

    Alla fine pero’ esce fuori un prezzo irrisorio per l’hotel ma troppo esoso per il cliente stesso che farebbe meglio a fittare un appartamento!!!

    Volevo chiedervi se vi capitano richieste del genere e come vi comportate?

    Grazie in anticipo e buon lavoro a tutti

    MM

    @palingenius,

    concordo sull’importanza del cliente,

    solo che prima di trattarlo bisogna farlo arrivare in hotel!

    e quindi ritengo il revenue “metodi e strumenti per portare una struttura in visibilità sul suo mercato, target, cliente, finalizzato all’acquisto da parte di quest’ultimo del prodotto hotellerie” (s. tiribocchi)

    Riccardo CoccoRiccardo Cocco
    Partecipante

    Gentilissimo Anto4444,

    noto con piacere che si inizia almeno a ribaltare la tesi delle rette parallele (io e te) che non si incontrano (pareri diversi)……basta piegare leggermente le parallele (apertura nelle posizioni) e man mano queste si avvicineranno. Un buon inizio, ottimo!

    Ho riletto un po’ di commenti e mi sembra il caso di fare il punto della situazione in quanto si sta perdendo (almeno per me) il filo.

    Revenue Management (interpretazione semiseria di Riccardo Cocco):

    1) Non è una fede religiosa alla quale, se sei unto, ti pieghi e difendi a spada tratta contro il feroce saladino.

    2) Il Revenue Management non prescinde dal servizio reso al cliente. I clienti fanno i numeri e non il contrario.

    3) Il servizio reso è parte integrante del Revenue Management, sostanzialmente una struttura alberghiera è un fornitore di servizi, laddove questi vengano a mancare….che vendiamo al cliente? che Revenue Management applichiamo?

    4) Il Revenue Management viene utilizzato da tutti, solo che alcuni non lo sanno…….

    5) Anto4444 mo (alla romana) tocca a te:

    Ecco dove intendo la differenza tra Revenue Management e Yield Management:

    Il Revenue Management è un’attitudine di approccio al business. Ovvero, così come dice Marghe relativamente ai corsi del Dott. Grasso, il Revenue Management non è solo ed esclusivamente l’attività di studiare lo storico per vendere ad una certa tariffa ad un certo cliente. Il Revenue Management si applica rispondendo al telefono al cliente, facendo una site inspection, rifacendo il letto in un certo modo, pulendo una tazzina da caffè in modo impeccabile, ecco cosa reputo essere Revenue Management.

    Lo Yield Management o Yielding è un’altra storia, ovvero in base a quanto compreso attraverso il Revenue Management (vedi sopra), abitudini, necessità, tempi, atteggiamenti and so force (come dicono quelli che parlano inglese…) si definiscono le strategie tariffarie da applicare e le si applicano.

    Anto4444 lo scrivo su wikipedia e vediamo che mi dicono? 😉

    6) Mai e ripeto MAI affidarsi ciecamente a sistemi matematici che definiscono le strategie solo in funzione di un atteggiamento soft/aggressive/hard indicato e predefinito in fase di installazione del software.

    7) Il Revenue Management, l’Yield Management, il controllo di gestione, le vendite, l’accoglienza, le pulizie, il giardinaggio and so force (vedi sopra ndr) senza a massa grigia (nella speranza che sia funzionante ed accesa ovviamente…) che decide in funzione di sensazioni, esperienze, puzze, odori, conoscenza, and ari-so force NON FUNZIONANO!!!!

    Veniamo al libro del Dott. Grasso:

    1) spettacolare!

    2) utilissimo!

    3) stimolante!

    4) ma proviamo a leggerlo da neofiti.

    Non parliamo poi se prendiamo i libri dall’estero! Ho la sensazione che questi luminari vogliano per forza rendere difficile la materia in modo che utilizzando il termine Revenue Management per riempirsi la bocca e per difendere il proprio orticello di conoscenzasi credono importanti agli occhi degli astanti……che schifo!!

    Qualcuno di voi conosce qualche azienda che produce casse da morto con le tasche dove questi teorici della difficoltà possano portare nel loro viaggio più lungo lo loro conoscenze?

    Buon lavoro e buon revenue management a tutti!

    Riccardo Cocco

    PS: Anto444 le posizioni non mi sembrano poi così tanto distanti non trovi?

    palingenius
    Membro

    Ma scusate, siete voi che ne parlate e per la maggior delle volte “con frasi fatte” o slogan su cui volevo porre l’accento non su chi opera o non opera il RM come e dove. Io non sto dicendo che il RM non abbia una sua validita’ ma neanche l’importanza eccessiva che gli si da’, soprattutto se vogliamo spostare il ragionamento sul medio-lungo periodo. Forse la mia frase e’ un po’ forzata ma non credo di molto… Sembra veramente che sia in atto una campagna mirata un’opera di persuasione. Puo’ essere una mia impressione ma chiamare il RM una “disciplina” . Mi dispiace ma non offendetevi: anche un’assioma come “aumenti i ricavi, ottimizzi i profitti” e’ tutta da provare! .

    Io trovo piu’ scorretto illudere le persone che esistano tecniche calate dall’alto che aumentano i loro profitti attirandoli con slogan, frasi fatte e teorie semplicemente perche’ la realta’ dei fatti e’ molto piu’ complessa.

    E ripeto nuovamente che non critico il RM in toto, ha dei suoi punti di validita’ ma non gli darei tutta quell’enfasi e nuovamente ribadisco che esprimo la mia personale opinione senza riferimenti offensivi a nessuno che ne abbia una contraria, anzi mi fa piacere il confronto soprattutto se viene fatto a 360 gradi.

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