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Amministratore del forumSembra proprio che il futuro prossimo del travel sia affidato agli assistenti personali su smartphone. A pochi giorni dall’uscita di Aces, il personal
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Amministratore del forumUna donna si allunga verso l’orizzonte. Davanti a lei un paesaggio spettacolare o il viavai di Times Square. Dietro di lei si intravede la mano di chi
[Leggi l’articolo completo: Storytelling per hotel: i 4 segreti che hanno reso la campagna #Followmeto un successo]Duccio Innocenti
BloccatoMantenere la parità tariffaria assoluta di questi tempi è un’impresa titanica. Non perché voi albergatori non vi sforziate di farlo, anzi. Tranne qual
[Leggi l’articolo completo: Hotel Parity Rate: perché è un miracolo riuscire a mantenerla?]14 Settembre 2015 alle 09:37 in risposta a: Hotel Parity Rate: perché è un miracolo riuscire a mantenerla? #24273windy kaouki
PartecipanteQualcuno dovrebbe cominciare a spiegarmi che senso ha pagare delle commissioni cosi’ elevate (17% qui in Marocco, prima si pagava addirittura il 20%) a booking.com o altri per essere inseriti in quello che ormai definisco, a tutti gli effetti, un elenco telefonico, un bel “SIAMO TUTTI QUI”.La cosa si fa ancora più triste per noi albergatori AUTORIZZATI quando veniamo a scoprire che booking.com e affiliati (circa 5000) “partnerizzano” con strutture non autorizzate.Tanto per fare un esempio nella mia zona (Essaouira ,Marocco) ci sono almeno il 50% di strutture non autorizzate che lavorano con booking.com, ma vi rendete conto? Quindi non solo non promuovono “realmente” la tua struttura (se promuovi tutti , non promuovi nessuno), ma addirittura ti ritrovi a doverti mettere in concorrenza con chi non è in regola, con ovvi problemi di penalizzazione del tuo rapporto qualità-prezzo!!
E veniamo ora al lato comico della faccenda e cioè come booking.com utilizza questa massa enorme di liquidità che gli albergatori(ma indirettamente anche i clieti) gli devolvono.
Ma ovvio , la utilizza per pagare i milioni di payxclick(utilizzati scientificamente e qui ci sarebbe da aprire una grossa parentesi), e “supportare” i suoi 5000 affiliati-scagnozzi per farti “sparire” dalla prima pagina di google.
Verificate pure e provate a fare la ricerca google con le parole chiave “hotel+qualsiasi località”, i risultati saranno praticamente sempre gli stessi: booking.com in testa(con il payXclick) seguito da una pletora di siti più o mmeno collegati e nessun (o quasi) proprietario presente con il proprio sito.
La parity rate ben spiegata dall’articolo qui sopra rappresenta invece la parte masochista di tutta questa situazione paradossale.
Come venirne fuori?Per me c’è solo 1 modo (quelli indicati dall’articolo, con tutto il rispetto, sono palliativi un pò paranoici), ma presuppone molto spirito di collaborazione e partecipazione tra gli albergatori: creare (come ai bei tempi) un sito unico della zona(provvisto ovviamente di prenotazione in linea) dove far confluire tutte le strutture AUTORIZZATE e dare il benservito a TUTTE le OTA, giusto per far capire che se loro guadagnano è perchè ci siamo noi e non viceversa come invece molti albergatori masochisti credono!!L’unica alternativa per le OTA(booking.com in testa) sarebbe quella di accettare una consistente riduzione delle commissioni(che a queste condizioni assomigliano più a delle tangenti), ma non possono farlo perchè gran parte dei loro guadagni sono spesi proprio, come detto sopra, per avere il massimo di piazzamento su google (a spese nostre , in entrambi i sensi, e del cliente finale).Fatevene una ragione.NOBOOKINGCOMnection.sfarinel
Amministratore del forumL’unico modo per rendere TripAdvisor davvero affidabile per utenti e albergatori è abolire l’anonimato delle recensioni o provare che l’utente è stato
[Leggi l’articolo completo: Quanto è affidabile TripAdvisor rispetto a Booking? Recensioni a confronto]Duccio Innocenti
BloccatoAvete mai l’impressione che il controllo del vostro hotel vi stia sfuggendo di mano? I clienti, le recensioni, le tariffe, la parity, le revenue, lo s
[Leggi l’articolo completo: Questionario per albergatori: hai già il pieno controllo del tuo hotel?]marghe
Amministratore del forumAll’inizio di settembre il sito di turismo online Skift ha annunciato i vincitori dei suoi Skifties 2015, il premio per le migliori performance sui so
[Leggi l’articolo completo: 5 Lezioni di Social Media Marketing per hotel dai vincitori degli Skifties 2015]superfab
PartecipanteSalve. Io sto utilizzando un software straniero kwhotel. Ha un rapporto qualità prezzo che in italia ti farebbero pagare almeno un migliaio di euro.
Purtroppo l’assistenza va fatta in inglese, ma per molti non sarà un problema. Per me sì visto che il mio ospite tipo è 99,9 per cento dei casi italiano e nel restante 0,1 sono stranieri che manco parlano l’inglese (incredibilmente anche diversi ospiti tedeschi o francesi non conoscono l’inglese). Altro problema è che non è interfacciato ovviamente con le statistiche istat ne tantomeno con la ps che devo quindi fare con un programma a parte.Perciò starei cercando qualcosa di analogo in italiano, ma a quel prezzo ci sono molti programmi vecchi di 10 anni mai aggiornati e molti fatti da programmatori improvvistati che a momenti faccio meglio io con access o excel.
Dopo aver provato kwhotel mi scoccia scendere di livello per integrare le schedine. Però magari salta fuori il coniglio dal cilindro.25 Settembre 2015 alle 09:36 in risposta a: Intervista esclusiva a Booking.com: senza la rate parity per gli hotel sarebbero guai #24304windy kaouki
PartecipanteSalve a tutti .
Premesso che sono assolutamente d’accordo con quanto detto sui commenti del 3, 9 e 13 febbraio, avrei non poche cose da dire al sig.D’Amico, a cominciare dal punto 3 dell’intervista dove afferma che” Non c’è alcuna intenzione di penalizzare alcuna struttura ma molto semplicemente il sistema offre automaticamente maggiore visibilità agli alberghi che convertono meglio.”
Peccato però che booking.com offra, ma solamente in sede privata, agli albergatori che si credono più furbi, la possibilità di essere “più visibili” pagando percentuali maggiori di quelle standard( non so dalle vostre parti , ma so per certo che a Marrakech ci sono riad che pagano il 40%!!!!! di commisione per apparire in prima pagina sulla ricerca di booking.com e per inciso Marrakech è una di quelle città in cui booking.com si presenta con più di mille hotel, riad, ville e quant’altro).Quindi booking.com posiziona prima di tutto chi paga di più, poi eventualmente posiziona le strutture con migliore tasso di conversione, e qui le strutture autorizzate sono assolutamente penalizzate nei confronti di quelle “off-shore”, e lo sono ancor più quando il cliente esegue la ricerca a partire dai giudizi migliori dove il rapporto qualità prezzo influisce su tutti gli altri parametri del giudizio cliente.Rapporto qualità-prezzo che è quasi impossibile da fronteggiare nei confronti di chi non ha pressione fiscale.
Al punto 4 avrei voluto chiedere al sig. D’Amico qual’è la vera funzione che giustifica l’esistenza e il costo dei 5000 affiliati di cui si vanta booking.com se non quella di occupare spazio nella ricerca web, che sarebbe altrimenti occupato dai proprietari di hotel( i quali pagano per essere eliminati?), appurato che booking.com appare praticamente sempre al primo posto nella ricerca con google.Non solo. Questi siti affiliati svolgono anche una funzione di “contenimento” e di depistaggio in quanto continuano a publicare il booking online anche delle strutture che hanno sciolto il contratto con booking.com (come la mia)”curandosi” però di “disinformare” (con QUALSIASI DATA INSERITA dall’utente web) che la struttura è AL COMPLETO anche quando NON lo è e di mettere ben in evidenza l’esistenza di altre strutture, dalle quali ovviamente( al contrario della struttura sabotata) percepiscono una commissione.
Tra l’altro anche booking.com (nonostante l’annullamento del contratto) continua con questo giochetto finchè non viene “minacciato”(esperienza personale), ma un conto è contattare booking.com e un conto è contattare 5000 siti dei quali il più delle volte non riesci a trovare nemmeno il contatto e quando lo trovi non rispondono(esperienza personale).
Sto subendo questo “particolare” trattamento da più di dieci mesi, non so quando finirà e per di più quest’opera di “sabotaggio” assume contorni ancor più “deviati” quando ci si rende conto che alcuni di questi siti(booking.com compreso), pur non potendo vendere le tue camere, paga il payXclick su google persino con l’esatta “voce” della tua struttura.
Chi può dire quanti hotel “usciti” da booking.com si trovano attualmente nella stessa situazione?Da parte mia, di tutta questa storia, ho informato con una segnalazione ufficiale l’AGCOM (antitrust)circa 5 mesi fa, fino ad ora nessun provvedimento.
Per chi scoprisse di essere nella stessa situazione e fosse interessato, posso inviare copia della denuncia, basta contattarmi su questa e.mail “lollo1401@hotmail.com”.Per finire al punto 5 il sig.D’Amico tenta goffamente di dimostrare che : “Se Booking.com diminuisse o cessasse i propri investimenti sarebbero gli alberghi stessi a doverli sostenere con costi e rischi più alti; questo avrebbe anche ripecussioni negative sulle tariffe offerte e comporterebbe, quindi, danni anche per i consumatori.”
Per prima cosa booking.com non promuove le vostra struttura , ma promuove essenzialmente se stesso e utilizza la maggior parte delle vostre commissioni proprio per eliminare dalla “visibilità” i proprietari con i loro siti e l’apparente concorrenza con Expedia, come richiamato giustamente dal commento postato con tanto di link il 3 febbraio 2015, fa si che tutto ciò assuma un aspetto di totale monopolio. Aggiungo che non mi stupirei se booking.com possedesse azioni di Google. Un caro collega(vittima dello stesso “trattamento”) tempo fa mi profettizzava, più che verosimilmente, la prossima apertura di una catena di hotel con il marchio booking.com. Molti hotel hanno già , di fatto, booking.com come socio solo che fanno fatica a rendersene conto.
In ogni caso per smentire in maniera inequivocabile le affermazioni del sig. D’Amico, basta porsi questa domanda: ma quando mai abbiamo speso il 15-20% del fatturato(lordo!!) per l’advertising? E, sempre per quel che mi riguarda, al lato pratico nei due anni di lavoro con booking.com TUTTI(e dico tutti) I CLIENTI CHE MI HANNO CONTATTATO DIRETTAMENTE HANNO SEMPRE( e dico sempre)PAGATO un prezzo inferiore dei clienti booking.com.
NOBOOKINGCOMnection.sfarinel
Amministratore del forumL’era dell’Hotel Finder è finita. Ma non crediate che Google resti fuori dai giochi del Turismo, anzi. Presto gli hotel potrebbero essere prenotabili
[Leggi l’articolo completo: Edizione straordinaria: le 3 novità di Google che scuotono il mondo del turismo]sfarinel
Amministratore del forumLa data tanto attesa è il 30 settembre: quel giorno, a quanto dicono le fonti ufficiali, la pubblicità di Instagram arriverà anche in Italia e sarà di
[Leggi l’articolo completo: Instagram e hotel: conto alla rovescia per la pubblicità in Italia]Duccio Innocenti
BloccatoCome abbiamo spiegato più volte mantenere la rate partity tra il sito ufficiale dell’hotel e i portali non è così semplice come sembra. Questo perché
[Leggi l’articolo completo: Esclusiva: ecco come fanno le OTA a evitare la parity rate]25 Settembre 2015 alle 17:13 in risposta a: Esclusiva: ecco come fanno gli hotel a perdere prenotazioni dirette senza saperlo #24359
LauroPartecipanteSalve e complimenti per l’ intervista mi è piaciuta tantissimmo.
Non capisco però una cosa.
Pacini dice che: “Il fatto che io dia a loro una commissione giustifica il fatto che loro mi pubblicizzino in tutto il mondo. Basta cercare su Google il nome del mio hotel per trovare la pubblicità di Booking dovunque. Ma quanto investono i portali in PPC? Io non sarei in grado di sostenere questi costi e di avere questa visibilità”Ma un utente che digita il nome del tuo hotel è un utente già “acquisito”. Per evitare che Booking a questo punto ti “rubi il cliente” tu devi fare ppc sul tuo brand name: è assurdo.
In tutta onesatà non capisco quale sia il valore aggiunto di tale pubblicità da parte di Booking.
Daltro canto Booking può sempre “”minacciarci”” che smetterà di fare anche ppc sul nome della mia destinazione.
Poco male se gli operatori capiranno che si deve fare sistema a avere un buon portale sulla propria destinazione ma gestito direttamente dagli operatori.25 Settembre 2015 alle 18:31 in risposta a: Esclusiva: ecco come fanno gli hotel a perdere prenotazioni dirette senza saperlo #24364
giacomo bufaliniPartecipanteLa domanda che vorrei fare io a Pacini è quanto secondo lui sia giusto e necessario investire sul sito per ottenere quel terzo di prenotazioni dirette di cui parla.
Per esempio mi pare che Hotel Artemide nonostante un’ eccellente posizione su TA non abbia attivato la campagna CPC di TripConnect … e allora quali sono secondo lui le migliori forme di investimento, se ce ne sono e se ne vale ancora la pena ?? Il tutto ovviamente a parità di sito ottimizzato e pricing corretto, fermo restando che la brand reputation possa fare la differenza.
Grazie 🙂Giacomo Bufalini
25 Settembre 2015 alle 19:55 in risposta a: Esclusiva: ecco come fanno gli hotel a perdere prenotazioni dirette senza saperlo #24371
Federico PaciniPartecipanteCiao Lauro,
trattandosi di un intervista telefonica registrata e sintetizzata, è probabile che su qualche punto non sia stata esauriente, per cui cercherò di chiarire di seguito la tua perplessità:Il PPC di Booking.com o Expedia sul nostro brand non è unicamente indirizzato ai link sponsorizzati mostrati prima dei risultati organici di Google. Quante volte ti capita di navigare in una pagina web che con gli alberghi non centra nulla e vederti proposto un hotel che avevi visualizzato precedentemente in Booking.com? La stessa cosa accade quanto ti colleghi alla tua pagina facebook, corretto? Questo significa che le OTA investono in visibilità anche per te, a prescindere da dove alla fine prenoti l’utente.
Le somme che le OTA investono in PPC sono mostruose e producono una presenza sponsorizzata nel web che copre in modo capillare ogni passaggio della nostra navigazione. Nonostante questi costi siano mostrusosi, il prezzo che Booking.com paga per singolo click è irrisorio, proprio perché hanno una bassissima frequenza di rimbalzo data dalla familiarità sempre maggiore che gli utenti hanno con le OTA.
Perché dunque devi sponsorizzare il tuo brand name se il cliente è già acquisito?
Perché hai acquisito il cliente, ma non il modo in cui intende prenotarti.
Il cliente potrebbe averti individuato in mille modi, per cui quando digita il tuo brand name in Google, molte volte clicca sul primo risultato che Google gli propone, non creandosi troppi problemi sul fatto che non sia il tuo sito ufficiale.
Questa purtroppo è sempre più la realtà e non farti deviare dal fatto che sei un operatore perché l’utente medio non si pone troppi problemi: arriva su Booking.com, trova una landing page user friendly che già conosce e prenota da lì.il tuo PPC se fatto bene dovrebbe mostrare dunque il tuo link sponsorizzato prima di quello delle OTA, cosa che non sempre riesce proprio perché queste ultime hanno una bassissma frequenza di rimbalzo.
Dunque: create un ottimo sito, responsivo e mobile friendly (noi li stiamo rifacendo tutti) dove lo staff ci mette la faccia; utilizzate un booking engine di facile utilizzo , fate un PPC ragionato …disintermediate nella giusta percentuale!
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