Destagionalizzazione in Europa: come cambia il turismo e cosa significa per l’Italia
4 Dicembre 2025Per anni, l’immaginario collettivo ha identificato l’estate come il momento ideale per scoprire l’Europa: luglio e agosto erano sinonimo di città d’arte gremite, spiagge mediterranee al completo e visitatori da ogni parte del mondo.
Oggi questo equilibrio sta cambiando. Secondo un recente approfondimento di CNN Travel, un numero crescente di turisti sta scegliendo l’autunno come periodo preferito per esplorare il continente.
Temperature più miti, atmosfere meno caotiche e un Mediterraneo che rimane accogliente fino a ottobre stanno riscrivendo il calendario dei viaggi. Un cambiamento che riguarda da vicino il mercato italiano e apre nuove opportunità strategiche per le strutture ricettive.
I motivi della destagionalizzazione
La tradizione del “viaggio estivo in Europa”, considerato per decenni un’esperienza imprescindibile, sta lasciando spazio a nuove abitudini. Molti turisti che un tempo programmavano le ferie nei mesi più caldi ora preferiscono rimandare la partenza.
Le ragioni principali sono:
- Temperature estive più elevate, spesso percepite come eccessive.
- Sovraffollamento nelle destinazioni iconiche, che riduce la qualità dell’esperienza.
- Ricerca post-pandemica di viaggi più lenti, autentici e significativi.
- Clima mediterraneo ancora ideale in autunno, con mare balneabile e giornate piacevoli.
L’Italia al centro della destagionalizzazione
Il fenomeno è particolarmente evidente nel nostro Paese. Le analisi citate da CNN Travel mostrano incrementi significativi nelle principali città d’arte italiane nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2025.
- Firenze: +110% di prenotazioni (dati Expedia).
- Siena: +60% rispetto all’anno precedente.
- Roma e Venezia: riportano un calo contenuto in estate, compensato da forti crescite tra primavera e autunno.
Quello al quale stiamo assistendo è un riequilibrio della domanda che sposta l’interesse verso periodi più vivibili, ampliando di fatto la stagione turistica italiana.
L’aumento della domanda e l’adeguamento dei prezzi
L’incremento d’interesse nei mesi autunnali ha inevitabilmente influenzato le politiche tariffarie. Secondo i dati di HotelPlanner, le tariffe medie Europee sono cresciute del 25% rispetto all’anno precedente, tanto che molti hotel hanno allineato i prezzi di settembre e ottobre a quelli estivi.
L’aspetto positivo è che la destagionalizzazione consente alle strutture di compensare eventuali cali estivi e garantire una maggiore stabilità economica. Un equilibrio nuovo che permette agli hotel di lavorare su un periodo più esteso e redditizio, migliorando la continuità operativa.
Primavera e Coolcations
La redistribuzione dei flussi non riguarda un solo periodo. L’analisi della CNN evidenzia come anche maggio e giugno stiano vivendo un forte incremento delle richieste, avvicinandosi sempre più ai livelli tradizionali dell’alta stagione.
Mentre nei mesi più caldi sta emergendo la tendenza delle cosiddette coolcations: chi cerca destinazioni più fresche del Mediterraneo, spostando parte del traffico turistico verso aree meno battute ma climaticamente più gradevoli.
Ne emerge un modello molto più sfumato, distribuito e dinamico di quanto accadeva in passato.
Verso un nuovo equilibrio europeo
L’Europa si trova di fronte a una trasformazione strutturale che, più che segnare un declino dell’estate, ridisegna l’intero ciclo annuale dei viaggi. Questo riequilibrio porta con sé numerosi vantaggi:
- Migliori condizioni per residenti e turisti
- Riduzione dell’overtourism nelle settimane più critiche
- Maggiore continuità lavorativa per il settore
- Più mesi ad alta redditività per le strutture
- Un modello più sostenibile e responsabile
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