Hotel PPC: se non punti sul brand name perdi il 70% dei click

leggi l’articolo completo...Quanto costa proteggere il brand name dell’hotel su Google? Ma, soprattutto, quanto costa NON proteggerlo proprio?

Una nuova ricerca dell’azienda NetAffinity ci mostra che evitare di fare brand protection e pensare che i risultati organici bastino a portare conversioni, può causare gravi danni alle vendite dirette dell’hotel.

Se tutte le OTA puntano migliaia di euro all’anno sul nome del vostro hotel, significa che sono tantissimi gli utenti che cliccano i loro annunci invece di visitare il vostro sito.

Ma fino ad oggi nessuno aveva mai tentato di calcolare il traffico perso o guadagnato da annunci branded. Almeno per quanto riguarda Google.

 

Bing: se un hotel rinuncia a proteggere il brand perde il 40% delle visite

Bing Ads è stato il primo ad analizzare questo fenomeno. Nel 2015 il motore di ricerca ha vagliato 400.000 impressioni relative al mercato travel per capire dove andassero i clic.

I risultati mostrano che:

  • Quando l’annuncio del brand non è presente sulle SERP
    il brand riceve comunque il 61% dei click sull’organico, mentre un buon 40% va alle OTA.
  • Quando l’annuncio del brand è presente nelle SERP, i click aumentano del 27%. Di questi la metà andrà sull’organico e l’altra metà sull’annuncio.

Se l’hotel mostra sia risultati organici che risultati a pagamento, solo il 12% va ai competitor: il 4% clicca sui loro annunci a pagamento e l’8% sui risultati organici dei competitor.

 

Google: se un hotel rinuncia a proteggere il brand perde il 70% delle visite

La ricerca di NetAffinity getta nuova luce sulla questione, mostrando dei numeri ancora più preoccupanti di quelli di Bing.

Secondo l’azienda di advertising, su Google:

  • Quando non ci sono annunci dell’hotel, i risultati organici dell’hotel ricevono solo il 30-40% dei click disponibili, mentre il 60-70% va agli altri risultati organici e soprattutto agli annunci a pagamento delle OTA
  • Quando l’annuncio a pagamento del brand è presente, l’hotel riesce a ottenere il 60-70% dei click

In conclusione NetAffinity sostiene che senza fare brand protection l’hotel rischia di perdere la maggioranza del traffico al suo sito.

 

Come fare brand protection senza spendere un occhio della testa

Chi vi ha detto che fare brand protection è banale e poco costoso, ha mentito.

Il costo per click può variare moltissimo a seconda della destinazione e della concorrenza, ma ci sono hotel di Roma o Firenze che arrivano a pagare più di 1 € a click per proteggere il proprio brand su Adwords.

La questione è che il costo del clic e il budget mensile in realtà non sono rilevanti: se la campagna genera guadagni tali da giustificare la spesa, non avrete niente di cui lamentarvi.

Secondo NetAffinity la miglior strategia è quella di non fissare un budget giornaliero, ma di impostare la campagna in modo che riesca a coprire tutto l’arco del giorno e non perda nemmeno 1 click nei momenti di maggior traffico.

Ora nella realtà noi sappiamo perfettamente che riuscire a coprire tutte le impression da ciascun paese con campagne in lingua è molto dura e i costi mensili sarebbero senz’altro molto alti, ma se volete ottenere dei risultati è necessario fare uno sforzo.

  1. Non rimanete ancorati a un budget mensile Se il doppio o il triplo di quel budget possono portarvi il doppio o il triplo di revenue, allora vale la pena investire
  2. Selezionate con attenzione i paesi da cui arrivano più prenotazioni e concentratevi su quelli. Assicuratevi di coprire l’intero ciclo della giornata per quei paesi
  3. Fate dei test: provate a stare per qualche settimana senza limitare le spese giornaliere e vedete quanto è in grado di spendere il vostro account. Quello deve essere il vostro punto di partenza per stabilire il budget mensile.
  4. Utilizzate come punto di riferimento il CPA, ossia il costo per acquisizione: sommate alle spese dei clic i costi di gestione della campagna. Se in percentuale questo costo è inferiore alle commissioni delle OTA avete già ottenuto un ottimo risultato.
  5. Non escludete altri tipi di campagne PPC, come ad esempio il remarketing, che si rivolge a chi ha già visitato il vostro sito. Più l’utente vedrà il vostro nome, più sarà probabile che si ricordi di voi e torni a cercarvi.
  6. Non fatelo da soli: una campagna di brand protection può sembrare semplice da fare, ma le variabili sono così tante che rischiate di perdere molti soldi

 

Forse non sarà la soluzione a tutti i vostri mali, ma la brand protection è già un buon punto di partenza!