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Booking Blog™ – Il blog del Web Marketing Turistico

QNT Hospitality - Soluzioni web per il turismo
 
lunedì 26 settembre 2016

Le OTA al Parlamento italiano: vietare la rate parity è illegale e rende impossibile operare

leggi l’articolo completo...Le OTA si sentono a rischio. Per questo la Ettsa, l’Associazione europea delle OTA e dei GDS, ha ufficialmente chiesto al Parlamento italiano di abrogare la legge nel Ddl Concorrenza che vieterebbe la clausola della rate parity nei contratti con le OTA.

Secondo la Ettsa la legge minerebbe il business stesso dei portali e in più sarebbe “incompatibile con i Trattati UE e le regole sulla concorrenza dell’Unione europea.” Ma aspettate un momento: non sono esattamente gli stessi motivi per cui, secondo gli hotel, la clausola rate parity dovrebbe essere vietata?!

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Rate parity: la Francia a un passo dall’abolizione e Federalberghi torna alla carica

leggi l’articolo completo...Dopo la chiusura dell’Istruttoria di maggio condotta contro Booking.com, che aveva interessato l’Italia, la Francia e la Svezia, la Francia riporta in Parlamento la questione, decisa ad abolire la rate parity una volta per tutte.

Presto quindi tutti gli hotel francesi potrebbero essere liberi di usare le tariffe che vogliono sui canali che vogliono, mostrando il prezzo più basso sul proprio sito ufficiale.

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Peace & Commissions

leggi l’articolo completo...Pare che ci sia tanta delusione per la decisione dell’Antritust che di fatto ha accettato le proposte di Booking.com. In pratica resta la parity rate che impone agli hotel di pubblicare le stesse tariffe per le stesse camere sul proprio sito web, mentre lascia più libertà per le prenotazioni offline, quelle a target specifici e consente di vendere un numero e tipologie diverse di stanze su altre OLTA e sul proprio sito.

Giusto o sbagliato, è una disfatta per chi pensava di poter affermare la propria completa autonomia commerciale.
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Antitrust e Rate Parity: per vendere a meno usate il telefono o le mail!

leggi l’articolo completo...L’Antitrust chiude l’istruttoria aperta il 7 maggio 2014 in Italia contro Booking.com accettando le proposte sulle modifiche della rate parity avanzate qualche mese fa dal portale. Dal primo luglio l’albergatore potrà decidere di vendere a tariffe inferiori su altri canali online, al telefono, per mail o al front desk. Ma sarà obbligato a mantenere la parity nei confronti di Booking sul proprio sito. Resta invece aperto il caso Expedia.

Intanto in Germania l’Autorità competente ha pubblicamente dichiarato guerra a Booking.com ed Expedia per garantire la libera concorrenza di tutte le parti ed è decisa a far decadere tutte le clausole di best rate.

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Germania: le clausole di best rate hanno i giorni contati?

leggi l’articolo completo...Dunque, dove eravamo rimasti? Eravamo in Francia, dove nel luglio scorso l’UMIH (Unione dei Mestieri e dell’Industria dell’Hotellerie) ha accusato Expedia, HRS e Booking di price fixing e di contratti che rasentano l’estorsione nei confronti degli albergatori.

Venerdì 20 dicembre le clausole imposte dalle OTA per poter garantire sempre la Best Rate Guaranteed sono state dichiarate illegali in Germania, dove l’antitrust ha mosso accuse precise a HRS, promettendo di fare lo stesso con Expedia e Priceline.

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“Ma quale miglior tariffa garantita?” – Gli utenti fanno causa alla Rate Parity

leggi l’articolo completo...Tutti siamo a conoscenza delle regole vigenti da anni nel settore alberghiero sulla Parità Tariffaria. Tutti la consideriamo una pratica comune, ordinaria, praticamente scontata. Ma nelle ultime settimane si sono moltiplicate le azioni legali contro questa clausola.

Prima è stato l’Antitrust inglese ad accusare OTA e Hotel di “Price Fixing”, ovvero di imposizione illegale delle tariffe. Oggi sono gli utenti americani a citare in tribunale gli operatori del settore: la “miglior tariffa disponibile” sarebbe solo uno specchietto per le allodole, perché la parità tariffaria obbliga tutti i rivenditori a mantenere dovunque lo stesso prezzo, rendendo di fatto un’utopia trovare un vero “deal”.

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Resort Fees: quando la “Miglior Tariffa Garantita” non è poi la migliore

leggi l’articolo completo...Non molto tempo fa sono state le OTA Expedia, eDreams e Opodo a finire nel mirino dell’Antitrust per mancanza di trasparenza e pubblicità ingannevoli, oggi sono gli hotel statunitensi (in particolare quelli di Las Vegas) ad essere accusati di assumere atteggiamenti “scorretti”, mostrando agli utenti come specchietti per le allodole prezzi non comprensivi di costi aggiuntivi obbligatori (resort fees) – fino a 20-30 dollari al giorno – che poi questi dovranno necessariamente pagare al check-out.

E’ proprio Internet a portare a questo – denuncia Ed Perkins, direttore del sito SmartTravel.com – la Rete ha a tal punto elogiato l’importanza della comparazione dei prezzi, che molti hotel hanno sentito come essenziale l’esigenza di mostrare tariffe base più basse possibili. La tentazione di scindere i servizi che dovrebbero fare parte della tariffa e aggiungerli in un secondo momento, è molto alta.”

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Multe per Expedia, eDreams e Opodo: l’Antitrust Italiano attacca le scorrettezze delle OTA

leggi l’articolo completo...Poca trasparenza, pubblicità ingannevoli, addebiti scorretti: queste alcune delle azioni illecite di cui si sarebbero macchiati Expedia, eDreams e Opodo secondo l’Antitrust italiano e che sono costate alle tre OTA multe per un totale di 415.000 euro.

Come riporta l’agenzia Reuters, l’Antitrust ha dichiarato di aver già fatto in modo che le agenzie modificassero le offerte e i termini di acquisto irregolari: “Le sanzioni tengono conto della diversità delle pratiche commerciali scorrette messe in atto dalle società coinvolte e degli impegni presentati e attuati per rimuovere gli effetti negativi sui consumatori“.

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Le OTA italiane nel mirino dell’Antitrust per mancanza di trasparenza

leggi l’articolo completo...Proprio in questi giorni è stata diffusa la notizia che tre dei maggiori portali di travel on-line, Expedia Italy, eDreams ed Opodo, sono entrati nel mirino dell’Antitrus italiano con l’accusa di “pratiche commerciali scorrette”.

Sono già state aperte tre istruttorie e le agenzie turistiche rischiano sanzioni fino anche a 500mila euro, ma non si tratta di un caso. Già lo scorso anno l’Antitrust ha punito severamente società del settore travel per problematiche di questo tipo, per oltre 2 milioni di euro.

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TripAdvisor e le polemiche degli albergatori: ecco il punto della situazione

leggi l’articolo completo...Alla luce di una recente intervista fatta da SoS Albergatori a Lorenzo Brufani, portavoce di TripAdvisor in Italia, torniamo a parlare del colosso delle hotel reviews, da sempre al centro di accese polemiche tra gli albergatori.

Dalla lunga intervista sono emersi in particolare due aspetti che, a nostro avviso, meritano di essere sottolineati ed approfonditi. Si tratta in particolare della impossibilità di cancellazione, da parte degli albergatori, della propria struttura da TA e la questione dell’anonimato delle recensioni.

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