Scandalo Turismo: ecco come sono stati buttati al vento 90 milioni da Promuovitalia

leggi l’articolo completo...È tutto scritto qui, nero su bianco sulla pagina delle Inchieste di Repubblica col titolo “La Truffa Milionaria del Rilancio Turistico”. Pure in un’Italia afflitta da un altissimo livello di disoccupazione e da un’arretratezza tecnologica difficile da recuperare, c’è chi continua a infierire senza vergogna.

90 milioni di euro: a tanto ammontano i soldi stanziati dall’Unione Europea e gestiti da Promuovitalia (Enit) che dovevano servire per tirocini formativi nel settore della tecnologia e dell’innovazione nel turismo, e che sono stati invece sperperati per fornire manodopera a basso costo ad imprese “amiche” e arricchire i soliti corrotti.

L’inchiesta, pubblicata sul sito di Repubblica il 20 ottobre e firmata da Daniele Autieri e Roberta Rei, mette ancora il dito sulla piaga Enit e svela tutti i dati degli incartamenti riservati che documentano il gioco di corruzione.

 

Come funzionava il sistema

Addetti all’e-commerce, energy manager, sviluppatori e programmatori: i soldi della UE dovevano servire a formare quella schiera di nuovi professionisti del web che avrebbero dovuto aiutare l’Italia del turismo a superare il deficit digitale.

COME DOVEVA FUNZIONARE– I soldi della UE venivano stanziati a Promuovitalia, la società controllata da Enit, perché organizzasse “corsi di formazione”, ossia tirocini pagati sul campo. Promuovitialia dava 300 € una tantum all’azienda che prendeva il tirocinante e poi utilizzava il resto del denaro (10.000 euro a tirocinio) per pagare il tirocinante stesso e le spese che questo doveva sostenere se andava fuori sede.

COME FUNZIONAVA IN REALTÀ – Niente di anomalo fino a qui, se non fosse che le persone scelte non venivano mandate in imprese che li avrebbero aiutati a sviluppare una professionalità online, ma semplicemente andavano a lavorare come bassa manovalanza. Operai, camerieri, cuochi e chi più ne ha più ne metta venivano così forniti a costo zero ad aziende “amiche” – del turismo e non – senza alcun requisito di innovatività richiesto dal progetto dall’UE. Insomma, il sistema serviva semplicemente per coprire il solito “lavoro in nero”.

I GIOVANI TIROCINANTI – Spesso i “tirocinanti” non erano giovani disoccupati o neolaureati, ma gente adulta e senza qualifiche, dal 62enne cameriere d’albergo a Pompei, alla cinquantenne russa che probabilmente faceva le pulizie in un centro turistico di Reggio Calabria.

Nello scandalo sono finite grosse imprese alberghiere – soprattutto nel Sud, di cui Repubblica non esita a fare il nome.

LA CILIEGINA SULLA TORTA – E per non farsi mancare proprio niente, nel mirino dell’inchiesta finisce anche un dirigente di Promuovitalia, Antonino Bussandri, che dirottava ogni anno un gruppo di tirocinanti a Piacenza per farli alloggiare a spese della UE in case appartenenti alla madre. Il funzionario ha continuato anche dopo il decesso della donna con un guadagno di ben 360mila euro.

 

La grande beffa: il sistema è tutt’oggi attivo

Di tutto ciò che è emerso dall’inchiesta, forse l’aspetto più sgradevole e inquietante è che il gioco dei falsi tirocini digitali nel turismo è tutt’oggi attivo.

Ora Enit è stata commissariata dal Ministro Franceschini e Promuovitalia è in liquidazione. Antonino Bussandri è indagato dalla Guardia di Finanza per gli affitti di interesse. Tre sono le inchieste aperte su Enit e 11 i milioni di buco che mancano all’appello. E la redazione del portale Italia.it – che negli ultimi mesi ha portato buoni risultati di visibilità per l’Italia, specie sui social – è senza stipendio da marzo 2014.

Eppure l’articolo sottolinea che il gioco degli sprechi e dei ladrocini va avanti almeno dal 2005 e tutt’oggi non accenna a diminuire. E che per i molti tirocinanti irregolari il tirocinio è ancora in corso.

Franceschini sarà chiamato a rispondere di tutto questo, ma intanto l’Italia perde ancora una volta la faccia con l’UE.

Questo non è il primo scandalo legato allo spreco dei fondi europei nel settore cultura e turismo (vedi l’articolo Report racconta gli scandali del Turismo e dei Beni Culturali in Italia: tra tristezza e rabbia). Il pericolo è che non solo la UE cessi di finanziare l’Italia, ma che in questo caso decertifichi il suo contributo, tolga la sua partecipazione e lasci allo Stato l’obbligo di sostenere da sola il peso dello stanziamento.