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Booking Blog™ – Il blog del Web Marketing Turistico

QNT Hospitality - Soluzioni web per il turismo
 
Thursday 26 November 2020

Intervista esclusiva a Booking.com: senza la rate parity per gli hotel sarebbero guai

leggi l’articolo completo...Qualche settimana fa Booking.com ha annunciato che, per allinearsi alle richieste delle autorità dell’Antitrust, a breve avrebbe modificato la clausola di applicazione della Rate Parity.

Per saperne di più su come cambieranno le cose e cosa c’è da aspettarsi, abbiamo intervistato in esclusiva per voi Andrea D’Amico, Regional Director di Booking.com in Italia.

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Expedia e la Rate-Parity: presto una clausola anacronistica?

leggi l’articolo completo...Nel mondo degli hotel e della distribuzione online qualcosa sta cambiando. Per ora la rate-parity, nonostante polemiche e scontri in tribunale, tiene duro e resta un uno dei pochi punti fermi che regolano il delicato rapporto tra hotel e OTA. Ma chi ci dice che non saranno proprio i portali a cambiare le cose?

Le cause legali non hanno ucciso la rate parity – ha dichiarato Dennis Schaal di Skift – Al contrario, saranno i Big Data, l’analytics, l’advertising retargeting e la personalizzazione a rendere l’applicazione della parità tariffaria quasi insostenibile.

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In USA la Rate Parity resta legale: OTA e catene alberghiere vincono la causa

leggi l’articolo completo...Dopo mesi di fiato sospeso in attesa di un responso sulle tante cause intentate contro rate parity e affini a livello internazionale, un verdetto è stato emesso.

È il tribunale di Dallas a pronunciarsi, dichiarando che non c’è evidenza che OTA e catene alberghiere utilizzino la Rate Parity come cartello per fissare i prezzi e limitare la competizione. Dunque per il momento la Parity non è illegale.

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Germania: le clausole di best rate hanno i giorni contati?

leggi l’articolo completo...Dunque, dove eravamo rimasti? Eravamo in Francia, dove nel luglio scorso l’UMIH (Unione dei Mestieri e dell’Industria dell’Hotellerie) ha accusato Expedia, HRS e Booking di price fixing e di contratti che rasentano l’estorsione nei confronti degli albergatori.

Venerdì 20 dicembre le clausole imposte dalle OTA per poter garantire sempre la Best Rate Guaranteed sono state dichiarate illegali in Germania, dove l’antitrust ha mosso accuse precise a HRS, promettendo di fare lo stesso con Expedia e Priceline.

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Hotel Rate Parity: in esclusiva l’opinione di Dorian Harris

leggi l’articolo completo...Torniamo di nuovo sul controverso argomento Rate Parity, oggi più che mai al centro dei dibattiti legati all’hotellerie. Questa volta lo facciamo con un’intervista esclusiva a Dorian Harris.

Harris, fondatore del portale inglese Skoosh.com, è stato il primo in Europa a sollevare la questione sulla Parità Tariffaria imposta dalle OTA e a spingere l’Office of Fair Trading inglese ad aprire un’inchiesta sulla questione.

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Contratti OTA troppo duri: anche la Francia si ribella

leggi l’articolo completo...La Francia firma l’ultimo capitolo dedicato alla querelle internazionale che vede contrapporsi albergatori e agenzie di viaggio online. Solo un paio di settimane fa, la Union des Métiers et des industries de l’Hotellerie francese (UMIH) ha attaccato Booking.com, Expedia e HRS di ricattare gli hotel con clausole contrattuali sempre più vincolanti che rasentano il “price fixing”.

Adesso sono le autorità francesi per la libera concorrenza a indagare la legalità dei contratti imposti dai portali, definiti dall’UMIH “da estorsione”.

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Rate Parity: che cosa accadrebbe se non ci fosse più?

leggi l’articolo completo...Controversie in tribunale, accuse pesanti, cartelli di consumatori che si sentono ingannati e di albergatori stanchi di non vendere al prezzo desiderato. La rate parity è una questione rimasta sotto ai riflettori per tutto il 2012 e anche quest’anno non cessano le discussioni su quella che è diventata la clausola più controversa dell’hotellerie.

Lo scorso dicembre un gruppo di catene alberghiere scandinave ha obbligato Expedia a rivedere i termini dei contratti relativamente alla parità tariffaria e in molti si sono chiesti se questo non fosse l’inizio della fine. Esperti e operatori si trovano ancora divisi sulla questione, ma che cosa accadrebbe veramente se la rate parity non ci fosse più?

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No alla Rate Parity: la rivolta che viene dal Nord

leggi l’articolo completo...In questo 2012 la Parità tariffaria è stata uno degli argomenti più accesi sulla rete: abbiamo condotto un sondaggio, c’è chi la difende strenuamente, chi preferirebbe abolirla, ma la questione è ancora più che aperta e sembra che il 2013 preannunci cambi di rotta importanti.

Eravamo rimasti all’OFT inglese che aveva accusato Expedia, Booking.com e IHG di aver fatto cartello per imporre un unico prezzo (leggasi parità tariffaria), mentre negli Stati Uniti lo studio legale Hagens Berman lanciava una class-action di consumatori contro portali e catene alberghiere accusate di offrire un miglior prezzo garantito inesistente. Oggi in Scandinavia 4 catene alberghiere hanno deciso di stracciare il contratto con Expedia per vendere al prezzo desiderato.

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“Ma quale miglior tariffa garantita?” – Gli utenti fanno causa alla Rate Parity

leggi l’articolo completo...Tutti siamo a conoscenza delle regole vigenti da anni nel settore alberghiero sulla Parità Tariffaria. Tutti la consideriamo una pratica comune, ordinaria, praticamente scontata. Ma nelle ultime settimane si sono moltiplicate le azioni legali contro questa clausola.

Prima è stato l’Antitrust inglese ad accusare OTA e Hotel di “Price Fixing”, ovvero di imposizione illegale delle tariffe. Oggi sono gli utenti americani a citare in tribunale gli operatori del settore: la “miglior tariffa disponibile” sarebbe solo uno specchietto per le allodole, perché la parità tariffaria obbliga tutti i rivenditori a mantenere dovunque lo stesso prezzo, rendendo di fatto un’utopia trovare un vero “deal”.

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Rate Parity illegale? La Gran Bretagna accusa Expedia, Booking.com e IHG di aver fatto “cartello”

leggi l’articolo completo...L’Office of Fair Trading (OFT) inglese, in data 31 luglio, ha ufficialmente emesso uno “Statement of Objections”, una comunicazione ufficiale riguardo a una presunta infrazione del Competition Act del 1998 (ovvero la legge di Libera Concorrenza) contro Expedia Inc., Booking.com e la catena alberghiera IHG.

Tale dichiarazione “sostiene che Booking.com ed Expedia abbiano entrambe concluso accordi separati con IHG che limitano la capacità delle agenzie di viaggi online di scontare la tariffa della sistemazione in albergo.”

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Expedia contravviene alla Parity: offre sconti di 20 € senza interpellare gli hotel

leggi l’articolo completo...Forse in questo momento Expedia sta vendendo le vostre camere a 20,00 € in meno rispetto alla vostra miglior tariffa garantita. No, non si tratta di uno scherzo, ma di quello che sta accadendo in questo preciso istante su Expedia.it.

Provate ad accedere al portale e a fare una ricerca qualsiasi e vedrete che, sotto al nome dell’hotel – oltre ben in vista in vari spazi del sito – compare la scritta “20 EURO DI SCONTO con il codice: MEGAESTATE20H!”. Il tutto alla completa insaputa degli albergatori.

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Rate Parity: 1 motivo per rispettarla – 10 modi per infrangerla

leggi l’articolo completo...Circa un mese fa abbiamo lanciato un sondaggio dal titolo “Qual è la tua politica tariffaria? Rispetti la Parità Tariffaria?”. Avete risposto in 165, formando due fronti compatti e simmetricamente contrapposti.

Se è vero che la ragione sta sempre nel mezzo, possiamo dirvi che secondo noi rispettare la Rate Parity vale sempre la pena. Detto ciò dei piccoli “escamotage” per scavalcare la rate parity e attirare prenotazioni dirette, esistono. E noi siamo pronti a elencarveli.

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Rispettate la Rate Parity? [SONDAGGIO]

leggi l’articolo completo...Ogni volta che parliamo di Rate Parity la discussione si infiamma, perché questo è sempre stato (e lo è tutt’ora) uno dei tasti dolenti degli albergatori, non solo in Italia.

Qualche settimana fa abbiamo visto che secondo le stime di una ricerca di ampio raggio condotta da RateGain in Europa, sembra che più crescono le stelle dell’hotel più cresca la “disparity” tra sito dell’hotel e OTA. Ma la cosa che più ci ha meravigliati è che l’incoerenza di prezzo nella maggior parte dei casi risulti a favore dei portali!

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Disparity Rate: danni all’immagine e ai profitti

leggi l’articolo completo...Sono quasi 8.000 gli hotel italiani presi in analisi da Trivago che per la maggior parte non mantengono la Parity Rate, cioè non mostrano ai clienti tariffe univoche su tutti i canali di vendita, (sia on-line che off-line), per la stessa camera e per le stesse date di prenotazione.

Secondo il recente tHDPI (trivago Hotel Disparity Price Index), condotto dal comparatore di prezzi del sito di recensioni relativamente al periodo Settembre-ottobre 2010, ci sarebbe in media un’oscillazione di prezzo del 13% nelle tariffe nazionali, percentuale che va aumentando nelle città meta dei maggiori flussi turistici, ad esempio Pisa (33%) e Milano (32%). Gli hotel a 4 e 5 stelle detengono il primato della “disparity rate” (dal 13% al 21%).

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