Da pochi giorni Apple sta testando l’integrazione delle recensioni di TripAdvisor e Booking.com sulle sue Mappe, disponibili su tutti i device Apple (iPhone, iPad e Mac).
Un incentivo all’utilizzo delle Mappe Apple a discapito di Google Maps? Ancora troppo presto per dirlo, ma una cosa è certa. Con questa novità TripAdvisor e Booking.com aumentano il loro peso e la loro visibilità a livello turistico.
Sono davvero tanti gli hotel che ci chiedono se e come poter avere il Virtual Tour di Google. Per questo, a due anni di distanza dal lancio, torniamo a parlare del Google Business View, il servizio per la creazione di tour virtuali ideato da Google.
Per capire come stanno le cose, abbiamo fatto una chiacchierata con un fotografo certificato e abbiamo raccolto per voi delle indicazioni preziose per sapere come muovervi.
Credereste mai che un’attività possa chiudere per colpa delle Mappe di Google?
Pare che sia successo davvero a un ristorante americano. Il ristorante in questione ha dovuto chiudere per le informazioni sbagliate inserite nella scheda delle mappe, e non stiamo parlando di una nuova attività o di una gestione non di successo.
Vi starete senz’altro chiedendo chi o cosa sia Waze. Waze, l’ultimo acquisto di Mountain View, è l’unica applicazione mobile GPS di navigazione sociale, che fornisce indicazioni e informazioni su viabilità e traffico in tempo reale grazie ai contributi della community.
Pare che già Apple e Facebook avessero tentato l’abbordaggio ma, come spesso accade, tra i due litiganti il terzo gode, e così Big G si è aggiudicata Waze per la modica cifra di 1,3 miliardi di dollari, confermando il suo primato sul terreno delle Mappe e della Geolocalizzazione. Un motivo in più per non perdere di vista quella che rimane una delle maggiori fonti di traffico qualificato al sito ufficiale dell’hotel.
Google Business Photos è un servizio gratuito di Google che permette di mostrare a 360 gradi gli interni di qualsiasi attività o struttura ricettiva direttamente nella Street View delle sue Mappe.
Progetto lanciato in USA nel 2010, poi esportato in tre paesi europei campione (Danimarca, Spagna e Svezia), è approdato senza clamore in Italia la scorsa estate, ma ancora sembra un servizio poco conosciuto e sfruttato. Come funziona? E quali sono le reali potenzialità per un hotel?
In buona sostanza, Google Business Photos è un “virtual tour” integrato nelle Mappe realizzato con foto professionali. Sicuramente un modo in più per arricchire l’esperienza di ricerca dell’utente. Ma per l’albergatore?
Che le Mappe abbiano assunto un peso notevole all’interno dei risultati di ricerca, non è sfuggito certamente a nessuno di voi. Qualsiasi cosa cerchiate, specie quando si parla di hotel e strutture ricettive, i primi a comparire dopo le pubblicità a pagamento sono i risultati dalle mappe, e solo in fondo troveremo i risultati organici veri e propri.
Meglio quindi per l’hotel farsene una ragione: la presenza sulle mappe è fondamentale, dal momento che i motori di ricerca hanno praticamente sostituito le pagine gialle. I dati lo confermano: alcune agenzie dichiarano che il traffico referrer da Places per alcuni clienti può arrivare a toccare addirittura il 40%. Da parte nostra, abbiamo osservato che, se in media le percentuali non sono così alte, il numero di visitatori veicolato è decisamente importante.
Se vi siete mai chiesti dove punta lo sguardo di un utente, dove si sofferma, come si muove di fronte ai risultati e alle immagini di una comune pagina di ricerche su Google, rimarreste sorpresi almeno quanto me nell’apprendere che la risposta non è così scontata come potrebbe sembrare.
Certo tutti sanno che i primi tre risultati sono quelli che contano, che gli Ads a pagamento a colori distolgono l’attenzione dai risultati organici, ecc. ecc…. certo in queste affermazioni un po’ di vero c’è, ma a quanto pare lo scenario sta cambiando e non sempre questi restano assiomi insindacabili.
E’ di alcuni giorni fa la notizia che Google ha rinnovato le pagine delle attività su Places. Tra i cambiamenti il più vistoso è senza dubbio la “scomparsa” delle recensioni tratte da siti terzi. Google Places era infatti diventato una sorta di aggregatore di recensioni, mentre oggi riporta solo i commenti pubblicati dagli utenti su Google Hotpot.
Come ricorderete, a seguito delle lamentele di Yelp, qualche mese fa anche TripAdvisor aveva richiesto a Google la rimozione delle sue recensioni, forse perché dopo la nascita di Hotpot, che offre la possibilità agli utenti di rilasciare opinioni direttamente su Google, il sito di recensioni ha iniziato a guardare al colosso di Mountain View come possibile competitor.
Nella sua continua corsa al primato on-line, Google torna a rafforzare e dare risalto a Google Places: conversazioni sociali, offerte flash in classico stile Groupon, connessioni mobile, recensioni e promozioni a pagamento vengono combinati e interconnessi per rendere “Places” una piattaforma multi-funzionale in continuo divenire.
Da poco Places è stato dotato di due nuove feature ancora in versione beta – chiaramente tese ad accrescere la preminenza di Google nell’ambito delle ricerche locali – che dovrebbero a detta di Big G, offrire una maggiore visibilità alle attività e una maggiore usabilità agli utenti in cerca di negozi, ristoranti, hotel, ecc. Parliamo di “Google City Pages”, pagine tematizzate per destinazione, e i nuovi testi descrittivi per le attività indicizzate sulle mappe.
Recenti studi dedicati da Google alle preferenze e alle modalità di ricerca degli utenti in campo travel, rivelano dati interessanti: alcuni confermano le tendenze di un anno fa, altri arricchiscono il panorama con nuovi spunti da cogliere per ottimizzare le strategie di web marketing e non solo.
“Nel 2010 gli utenti hanno svolto le proprie ricerche travel più frequentemente, per periodi di tempo più lunghi del solito e su vari canali on-line.” I processi di ricerca, sempre più complessi e reiterati, oggi vedono entrare in scena nuovi protagonisti di spessore, come i video e soprattutto, il mobile.
Sulla scia dei successi di Foursquare prima e di Facebook Places dopo, anche Big G, che non poteva certo stare a guardare, ha lanciato un nuovo modo per permettere agli utenti di fare check-in.
Già nel 2009 Google aveva iniziato ad investire nel settore della geo-localizzazione in tempo reale con “Latitude”, un’applicazione per smartphone con cui è possibile mostrare la propria posizione geografica ed individuare amici e conoscenti nella zona.
Questa mattina mi sono accorto di un’altra novità introdotta in Google Maps e che impatta direttamente nel business degli Hotel.
I contenuti user generated e soprattutto le recensioni, sono integrate direttamente all’interno della mappa ed è possibile leggere un estratto di una recensione (probabilmente l’ultima acquisita) passando sopra al punto che localizza la struttura ricettiva.
Google sta sviluppando una nuova funzione sulle mappe che permetterà di visualizzare, oltre ai dati ed alle reviews degli utenti, anche i prezzi delle camere degli hotel per le date selezionate.
A fronte di ricerche composte da “hotel + nome location” Google darà infatti ai propri utenti la possibilità di inserire due ulteriori campi di ricerca, data di arrivo e durata del soggiorno, tramite i quali il motore stilerà una serie di risultati che saranno comprensivi anche del prezzo delle camere per notte per il periodo stabilito. Cliccando sul prezzo apparirà la lista di una serie di OTA che forniscono tali informazioni, dando la possibilità agli utenti di effettuare la pronotazione del soggiorno direttamente dal sito del portale in questione.
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