TripAdvisor e i suoi “Top Worst Hotels”: cresce la rabbia degli albergatori
4 Febbraio 2010 | 16 commenti
Ancora una volta TripAdvisor suscita la rabbia degli albergatori pubblicando la nuova Top Ten degli hotel più sporchi nel mondo, rimanendo apparentemente indifferente alle molte polemiche nate nel settore alberghiero sui criteri di affidabilità delle recensioni.
Una classifica quella di TripAdvisor, che fa sorridere i lettori ma che non fa certo saltare di gioia gli albergatori responsabili degli hotel vincitori del poco ambito premio: ottenere un riconoscimento del genere a livello internazionale non può che produrre effetti simili a quelli della famosa “lettera scarlatta” dell’omonimo romanzo, dunque una pessima brand reputation e probabilmente un impatto negativo nel business.
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Spesso ci troviamo a disquisire sulle modalità e sulla efficacia del Revenue Management, lo strumento che dovrebbe aiutarci a scegliere la tariffa giusta da dare ad una camera in un determinato giorno e per un determinato tipo di cliente. A prescindere dai pareri spesso discordanti sappiamo che il calcolo del prezzo non è un processo semplice, poiché vi concorrono tantissimi fattori noti come la distanza dalla data, l’occupazione, i prezzi della concorrenza, lo storico, ecc. e tantissime variabili non prevedibili come le condizioni atmosferiche, la congiuntura economica, il cambio della valuta per gli stranieri, ecc.


















